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Telemaco Murgia conquista anche la Patagonia Expedition Race
Sesto posto per il Team italiano Freemind

Telemaco Murgia conquista anche la Patagonia Expedition Race

PATAGONIA EXPEDITION RACE 2018

Con un giorno di anticipo sul tempo consentito per la chiusura di questa importante Expedition Race, Telemaco Murgia con il Team Freemind riesce a completare il percorso spedizione di circa 700 km e conquista un eccezionale 6 posto piazzandosi dietro a Team molto forti ed esperti.

Al primo posto il team di veterani Bend Racing / YogaSlackers (Stati Uniti, Danimarca, Canada), secondo il team Columbia Vidaraid e terzi i giapponesi di East Wind alla loro settima edizione.

La tredicesima edizione della Patagonian Expedition Race ha avuto il via il 20 novembre nella Patagonia Cilena tra Torres del Paine e Punta Arenas.

Questa corsa iconica, indicata semplicemente come PER tra i corridori di avventura più esperti, è nota per il suo percorso di gara brutale e impegnativo, attraverso le terre selvagge di uno dei luoghi più remoti del pianeta.

Ogni edizione porta i team di quattro atleti attraverso una parte diversa di questo ambiente incontaminato.

Considerata una tra le più dure e impegnative al mondo ha visto al via atleti di 12 diverse nazioni affrontarsi con un percorso in autonomia che prevedeva circa 400 km in mountain bike, 50 km in kayak e circa 300 km di trekking attraversando un territorio rude e affascinante. La spedizione, divisa in stages, ha attraversato prima i passi di

montagna a nord della Regione con un lunghe ascese da Ruta Paine al Cordon Chacabuco e poi verso il Monte Prat per spostarsi poi a sud sino allo Stretto di Maggellano attraversato dai Team in kayak tra delfini e balene.

Una competizione senza uguali sia in termini di prestazione atletica che mentale, durante i dieci giorni di gara i racers si muovono in autonomia senza supporto esterno utilizzando solo mappa e bussola e dormendo il meno possibile.

Attraversare un territorio così rude senza assistenza ed in autonomia comporta anche dover gestire in maniera minuziosa cibo, equipaggiamento ed energie in un contesto dove le condizioni meteo si possono inasprire velocemente e i soccorsi non arrivano se non dopo tempo lunghi (48 ore secondo l’organizzazione).

La gara si è subito dimostrata impegnativa con una squadra soccorsa dell’elicottero mentre tentava di attraversare un passo in montagna con un atleta Polacco ricoverato per ipotermia e il ritiro del Team americano al primo checkpoint.

La gara segue un formato di spedizione in cui le squadre composte da quattro concorrenti (almeno un uomo e una donna) devono utilizzare le abilità di orientamento e navigazione per interpretare una mappa senza troppi dettagli realizzata con foto satellitari in scala 1:50.000. Il direttore di gara, Stjepan Pavicic, e il suo team di organizzatori

hanno lavorato sodo per tracciare il percorso di questa edizione. Geologo professionista, il Direttore di Gara ha svolto numerose spedizioni per esplorare il percorso di gara, rivelato solo 24 ore prima della partenza. Il proseguo del tracciato prevedeva due lunghe tappe in Mountain bike, un trekking di 47 km e, infine, una lunga e impegnativa traversata a piedi verso lo stretto di Magellano. Questo trekking di circa 100 km ha provato tutti i partecipanti, costretti a guadare fiumi, discesendere in gole remote, attraversamento di fortissimi boschi e decine di chilometri in quell’acquitrino, chiamato turba, che ha costretto tutti a marciare costantemente con i piedi bagnati. È con una buona ragione che la BBC ha fatto riferimento a questa corsa come “The Last Wild Race”.

Le 10 squadre a rappresentare dodici diversi paesi – Giappone, Stati Uniti, Danimarca, Canada, Irlanda, Regno Unito, Brasile, Romania, Polonia, Francia, Spagna e Italia – si sono date battaglia in una disciplina che prevede prima di tutto una sfida con sé stessi e con la natura e dove l’agonismo malato di certi sport lascia il posto ad un rapporto di competizione/supporto tra i team. Capita di incrociare qualche squadra lungo il percorso ma essenzialmente si è soli in mezzo alla natura.

Il team Freemind Italia, nato dall’iniziativa del multi atleta Beppe Scotti e sponsorizzato, in primis, da Gruppo Ethos ristoranti italiani, è composto dal veterano delle Adventure Race Marco Ponteri di Sondrio, Telemaco Murgia, atleta team Vigne Surrau e i due italo-uruguaiani Laura Rossi Fusco e Andres Bonelli.

Telemaco Murgia esperto di discipline estreme e di Adventure Races, dirige il Reparto Escursioni Delphina, è cresciuto tecnicamente e atleticamente tra il Supramonte e l’Ogliastra. “Ho fatto gare in tutto il mondo ma questa è veramente unica, il tempo trascorso a Dorgali con intensi allenamenti in montagna i tanti Selvaggio Blu e i Raid che faccio ora tra le campagne di Luogosanto e le Bocche di Bonifacio mi hanno sicuramente aiutato, ma è stata comunque una prova molto impegnativa. Innanzitutto il team era alla prima esperienza insieme, il territorio era un’incognita così come una gara così lunga e impegnativa. Fortunatamente la squadra ha lavorato in maniera egregia con una navigazione ottima di Andres e Marco e la mia esperienza nella ricerca delle tracce e percorsi. Non è facile navigare di notte in un posto sconosciut,o soprattutto quando i mostri del sonno (Sleep Monsters per gli atleti) ti mandano in stato confusionale…Siamo riusciti a dormire per 2-3 ore alternando delle notti in veglia totale. Anche l’equipaggiamento e l’esperienza sul territorio fanno la differenza tutte le squadre ai primi posti della classifica hanno ripetuto la gara più volte prima di riuscire a finirla e ottenere un buon risultato. Per noi l’obiettivo principale era quello di concludere il tracciato ma ci siamo trovati a raggiungere anche una buona posizione in classifica. Una gara così lunga e impegnativa ha rappresentato per me più un esperienza di vita che una mera competizione. La gara ha tenuto fede alla sua fama e la Patagonia si è dimostrata una terra selvaggia e incontaminata estremamente affascinante. Un tracciato di gara molto impegnativo, con situazioni al limite della praticabilità e un contesto di sicurezza sicuramente al di fuori degli standard europei, una vera avventura senza filtri ed edulcoranti, una natura rude e anche pericolosa che va presa con rispetto, competenza e con il giusto equipaggiamento.

In nove giorni siamo passati dai ghiacciai di Torres del Paine ai Fiordi vicino a Puerto Natales fino arrivare allo Stretto di Magellano che abbiamo attraversato tra i delfini e le balene. Dopo una partenza tranquilla, quasi di studio, abbiamo preso il nostro ritmo e nonostante qualche problema, come per esempio restare due giorni senza cibo per un errata valutazione della durata nel trekking di 100 km, siamo riusciti via via a prendere distacco su alcune squadre.

Negli ultimi due giorni nonostante uno stop forzato nella prova Kayak imposto dall’organizzazione abbiamo affinato le modalità di progressione e consolidato il distacco riuscendo a chiudere in sesta posizione alla nostra prima partecipazione alla gara. I francesi arrivati immediatamente alle nostre spalle hanno tentato per la seconda volta di riuscire a chiudere la gara questa volta con successo. Di questa esperienza mi porterò dentro la sensazione di rispetto costante per la natura la fragilità dell’uomo in questi contesti severi il rapporto umano con i compagni di squadra e degli scenari fantastici difficilmente replicabili in altre gare. Importanti obiettivi raggiunti grazie al supporto di sponsor lungimiranti, in primis Vigne Surrau, al sostegno della pubblica amministrazione di Luogosanto, Arzachena e Dorgali e dei diversi operatori che sostengono le attività della Scuola Nazionale Adventure Sport Italia ASD tra cui Delphina SPA, Inoke Srl, la Bottega dei Sapori, New Tech, Sardares, Cento Vendite Andrea Fresi, Scott bikes e Cicli Demurtas.”

LE GARE AVVENTURA

Le Adventure Races o anche Raid Adventure sono delle competizioni su distanze variabili tra i 100 e i 700 km in ambienti selvaggi che squadre composte da 2-4 atleti percorrono attraversando in autonomia zone selvagge ed incontaminate con un percorso non stop che prevede mix di discipline tra cui trekking, corsa off road, mountainbike, orientamento, kayak marino e fluviale, nuoto, canyoning, arrampicata e discesa su corda, equitazione, inline skate, ecc…

Durante la gara i team procedono in autonomia scegliendo strategicamente il percorso migliore per conquistare i punti di controllo che fanno acquisire punteggio senza oltrepassare il tempo massimo concesso. Le gare, generalmente non stop, mettono a dura prova le capacità psicofisiche degli atleti che devono avere un’ottima preparazione fisica, un’eccellente preparazione atletica e un’elevata resistenza alla fatica.

Le categorie previste variano a seconda della gara, generalmente i Team sono composti da 4 atleti di sesso misto, ma talvolta le squadre sono da 2 atleti o sono ammesse anche squadre solo maschili/femminili e categorie con 3 partecipanti. Questo sport, in veloce espansione in Italia, è una realtà affermata in paesi europei come Francia, Inghilterra, USA, Nuova Zelanda, Germania che conta migliaia di partecipanti e centinaia di competizioni. La spettacolarità delle discipline, gli scenari straordinari e la strategia della competizione rendono questa attività scenografica e destano una crescente attenzione da parte dei mass media e del pubblico.

I TEAM IN GARA

Ecco la lista dei team;

East Wind (Giappone): Masato Tanaka, Machiko Nishii, Yasuhiro Takahama e Koki Yasuda

Bend Racing / YogaSlackers (Stati Uniti, Danimarca, Canada): Jason Magness, Chelsea Magness, Lars Bukkehave e Alexandre Provost

Dar Dingle (Irlanda, Regno Unito): Noel O’Leary, Caroline Bullard, Ailise Deane e Kevin O’Brien

Xtreme Operations Racing (USA): Jeff Thramann, Alan Villavicencio, Dennis Villavicencio e Arlette O’Rourke

Terra de Gigantes Selva (Brasile): Carlos Eduardo Ribeiro Fonseca, Philipe Campello, José Elias Martins e Mariana Pontes Marques

Equipe Harpya XP Investimentos (Brasile): Fausto Silva, Diogo De Sordi, Pedro Alex Viana e Paula Barros

Climbing the World (Romania): Vasile Osean, Alexandru Diaconu, Monica Manicuta e Ionut Olteanu

Spirito di Polonia (Polonia): Rafal Nowakowski, Piotr Szymczak, Robert Przytula e Marta Naglik

Freemind Italia (Italia): Marco Ponteri, Telemaco Murgia, Laura (Cristina) Rossi (Fusco) e Andres Bonelli

Columbia Vidaraid (Spagna, Brasile): Urtzi Iglesias Mota, Marco Amselem, Barbara Bomfim e Saul Abril

Patagonia 4 Barth (Francia): Olivier Renard, Frederic Décamps, Céline Décamps e Jean Philippe Calixte

CONCLUSIONI

Con questa partecipazione si vuole dare un nuovo slancio all’Adventure Fitness e agli sport Avventura che rappresentano una nuova opportunità di sviluppo per il nostro territorio e un’alternativa per i ragazzi e che vogliono praticare una disciplina non convenzionale con un’alta componente formativa ed educativa. Telemaco Murgia e il Team ringraziano gli sponsor e quanti hanno creduto nella spedizione e vi invita a seguire questa avventura.

PROGRAMMA

• 17-18 Novembre 2018 Punta Arenas (Cile) registrazione controllo materiale

• 19 Novembre 2018 Punta Arenas Cile Cerimonia di apertura

• 20-30 Novembre 2018 Patagonia Expeditio Race

• 30 Novembre 2018 Punta Arenas Cerimonia di chiusura

Sito web della gara: https://www.patagonianexpeditionrace.com

TEAM FREEMIND ITALIA:

Marco Ponteri, Telemaco Murgia, Laura Cristina Rossi e Andres Bonelli

Partner tecnici:

Gruppo Ethos Ristoranti Italiani Vigne Surrau, Gulkayak Italia, Inoke S.r.l., Mediterranea Adventure, la Bottega dei Sapori, Delphina Hotel e resort, New Tech, Sardares, CVAF, Scott, Cicli Demurtas.

Con il Patrocinio di: Comune di Luogosanto

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