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Sant’Efisio 2020: intervista a Ottavio Nieddu, da 14 anni direttore Organizzativo della grande festa
Tra strade e chiese deserte si scioglierà anche quest'anno il voto

Nessun tappeto di petali colorati, nessuno zoccolo scalpitante sul selciato, nessuna tracca a raccontare un vivere del passato, nessun abito tradizionale arrivato da lontano e neanche il cocchio dorato che passa e che ci fa stare tutti in religioso silenzio.

I video e gli scritti del 2020 testimonieranno nel futuro una festa di Sant’Efisio silenziosa, con le strade e le chiese vuote, con la commozione stupita negli occhi di chi è chiamato, in maniera esclusiva, ad assistere lo scioglimento del voto.

Stamattina ho chiamato Ottavio Nieddu che da 14 anni è il direttore organizzativo di una delle più grandi e sentite celebrazioni religiose della Sardegna. È lui che ogni anno mette in moto la straordinaria macchina di questa festa.

La nostra chiacchierata è un mix di emozioni e ricordi, tra consapevolezza e ragione, tra dispiacere e speranza per quel che verrà, per quel che sarà.

“Quest’anno, dopo tanto tempo, per la prima volta il mio Primo maggio non è iniziato alle 5 del mattino” mi dice Ottavio ancora stranito da l’attuale condizione che, pur vedendolo ancora coinvolto in ciò che si è potuto attuare in questi giorni, gli lascia un po’ di amaro in bocca. Già, perché per un direttore come lui lasciarsi trasportare da un’importante componente emozionale è una conditio sine qua non fondare tutta la regia della festa.

“È venuto meno il coinvolgimento di oltre 5mila persone tra associazioni culturali, folkloriche, figuranti, cavalieri, traccas, miliziani e tanti altri esperti protagonisti della più grande processione della Sardegna. E perché essa avvenga con precisione e dedizione lavora con me una squadra di 280 persone che mi supporta nella totale gestione della manifestazione” me lo racconta emozionato ma conscio che, per quanto il venir meno di quegli aspetti rappresti una grossa mancanza, ciò che più conta è che anche quest’anno, in un mondo immobilizzato da un’emergenza sanitaria, in una vita rallentata in tutte le sue declinazioni, in una terra dove perfino la cognizione del tempo e delle stagioni sta assumendo un significato diverso, sarà comunque possibile sciogliere il voto così caro ai cagliaritani e a tutta la Sardegna.

“C’è, però, qualcosa sulla quale rifletto da giorni, ovvero il fatto che viene meno la condivisione del momento di fede. Gli anni passati erano teatro di una speranza condivisa, tutti si univano in un’unica preghiera anche se con tante speranze diverse, alcune fondate da dolori profondi. Quest’anno non sarà così, nessuno si farà coraggio uno con l’altro, ma sarà una processione, una fede, una preghiera, una speranza individuale: una nuova dimensione delle nostre aspettative”.

“La storia ci insegna che, anche se si tratta di fatti eccezionali, non è la prima volta che ci troviamo di fronte ad un scioglimento del voto in solitudine”

“No, infatti, è impossibile non riandare con la mente a quelle immagini che tutti conosciamo: era il 1943, Cagliari era devastata dalla guerra ed un furgoncino del latte concesso per trasportare Efisio si faceva timidamente largo tra le macerie. Ma nella storia efisiana ci sono tanti momenti di fede in solitudine o fuori dall’ordinario: nel 1794 lo scioglimento del voto venne spostato di un mese a causa di alcune sollevazioni popolari, nel 1898 una terribile alluvione spazzò via il ponte di Sa Scaffa e Efisio fu costretto ad un “giro” eccezionale”

Ottavio racconta e lo chiama semplicemente Efisio, come lo chiamano i cagliaritani, nella concezione più intima e familiare, come un Santo si, ma anche come un uomo del popolo, come si chiama un amico, un confidente. Non vi è traccia di mancanza di rispetto ma, anzi, di profondo affetto e intimità.

“Cosa vedremo domani?”

“Nella prima mattinata Sant’Efisio uscirà in una teca su misura, fatta a posta per il trasporto sul vano di un pick up, mezzo posto a disposizione dalla Croce Rossa Italiana. Anche questo dettaglio mi sembra simbolicamente rilevante, dal momento che si tratta di coloro i quali vivono questa emergenza in prima linea. Efisio andrà direttamente a Nora, senza il consueto pellegrinaggio, arriverà nella piccola chiesetta che si affaccia sul Golfo. C’è la possibilità che la messa venga celebrata all’aperto. Dopo di che si farà ritorno a Cagliari nella sua chiesa dove il Primo Guardiano dell’Arciconfraternita di Sant’Efisio potrà finalmente dire che anche quest’anno, nella 364esima edizione, il voto è stato sciolto”

“Tra incertezze e consapevolezza siamo testimoni di un tempo storico che segna date indimenticabili, immagini che si fisseranno nei nostri ricordi e saranno documento per chi vivrà il futuro più prossimo”.

Se vorrete, potrete seguire Ottavio Nieddu nella diretta di domani, 3 maggio 2020, che avverrà con la seguente modalità:

Dalle 8,45 in  studio Tore Cubeddu e Mauro Dadea ed in collegamento Ottavio Nieddu.
Suoneranno e canteranno per il Santo Orlando Mascia, Paola Dentoni, Mauro Palmas

Seguite la diretta in lingua sarda su:
Ejatv
Ejatv canale 172 del Digitale Terrestre
Sardegnaeventi24.it
YouTG.net
Cagliari Turismo
Festa di Sant’Efisio
Cagliari, la Settimana Santa
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Maria Barca

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