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Paolo Fresu chiude il tour !50 con un “A solo” al Teatro Lirico di Cagliari

Paolo Fresu: tromba,flicorno,pocket trumpet,cornetta e multieffetti
Francesco Carta: luci
Fabrizio Dall’Oca: suono
Vittorio Albani: basi
Prosegue la prevendita dei biglietti per il concerto conclusivo di “!50” (l’unico di tutto il tour con ingresso a pagamento),l’atteso “A solo!” di Paolo Fresu in programma al Teatro Lirico di Cagliari domenica 31 luglio. I biglietti si possono acquistare attraverso il circuito Greenticket,a Cagliari da Sarconline (via Sulis,41; tel. 070684275),Box Office (viale Regina Margherita,43; tel. 070657428) e Alta Fedeltà (via Grazia Deledda,27; tel. 070 684083). Un posto in platea costa 30 euro,22 nella prima loggia e 15 nella seconda.
Un “solo” di tromba può essere davvero pericoloso e chi lo produce e propone può facilmente essere additato quale un esagerato cultore del narcisismo. La storia insegna che – specialmente in campo jazzistico – si può davvero parlare della tromba quale strumento principe della musica afro-americana ma,comunque sia,sempre ben inserito in un contesto progettuale che esula dall’esercizio solistico. Quando l’Auditorium di Roma,nel gennaio del 2005,ha proposto a Paolo di essere protagonista di un concerto solistico per tromba,le immediate risposte di Paolo sono state del genere: “ma voi siete pazzi! Non si fanno queste cose! Ma mi volete morto?” … e via di questo passo.
Lentamente convinto dalle possibilità offerte anche dall’elettronica,con la tipica “follia” che contraddistingue i creativi, ha poi deciso di accettare l’offerta,mettendosi totalmente in gioco. Salvo poi tornare a dare del matto a chi – vista la scommessa – decise di colpo di proporre il progetto non in una sala studio o qualcosa del genere,ma addirittura nella sala Santa Cecilia (la principale dell’Auditorium della Musica),ovvero sia la mega-sala da 3000 posti,usualmente riservata solo ai grandissimi nomi della musica contemporanea e alle produzioni più nobili e solenni,oltre che a quelle più popolari e di grande richiamo. Inutile raccontare come è andata a finire (l’articolo a tutta pagina di Repubblica negli Spettacoli nazionali,firmato da Gino Castaldo,lo racconta molto bene): un successo incredibile… forse quello che ha definitivamente posto il nome di Paolo Fresu nell’olimpo della musica contemporanea.
Oggi,“A Solo” è diventato qualcosa di unico che può ben figurare nei progetti di un “grande” della musica moderna. Adeguatamente teatralizzato,grazie allo studio di luci ideato da Francesco Carta e corredato dall’uso professionale dell’amplificazione di Fabrizio Dall’Oca,il progetto – co-prodotto anche da Vittorio Albani,manager di Paolo – è diventato una proposta di spettacolo tout court per grandi spazi teatrali che lo fanno vivere e rifulgere.
Sessanta minuti di rara bellezza che incorporano in un irripetibile tutt’uno,la saggezza del suono e il calore dei colori e viceversa. Raramente uno spettacolo di “son et lumières” colpisce tanto a fondo,giocando sull’intensa capacità introspettiva della ricerca del suono di Paolo e la sua produzione per i sensi primordiali di udito e vista.
Il racconto passa attraverso una sorta di piccolo compendio tascabile di storia della musica,attraversandone momenti salienti che trovano ovviamente nel jazz il proprio magma genetico costitutivo. I suoni preregistrati delle sordine e delle trombe si incontrano con quelli ‘live’ in un viaggio all’interno della storia e delle geografie passando dalla polifonia sarda al Viêtnam,dai suoni classici degli archi (reminiscenze di colonne sonore filmiche) a Miles Davis,dalla trance Gnawa alla poesia del suono continuo attraverso l’elettronica esaltando l’emozione e l’intimità.

<meta name="Generator" content="Cocoa HTML Writer" /><meta name="CocoaVersion" content="1038.36" /><style type="text/css">p.p1 {margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 11.8px Verdana}p.p2 {margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 11.8px Verdana; color: #333233}</style><p class="p1">A Solo Paolo Fresu: tromba,flicorno,pocket trumpet,cornetta e multieffetti Francesco Carta: luci Fabrizio Dall’Oca: suono Vittorio Albani: basi</p><p class="p2">Prosegue prevendita dei biglietti per il concerto conclusivo di “!50” (l’unico di tutto il tour con ingresso a pagamento),l’atteso “A solo!” di Paolo Fresu in programma al Teatro Lirico di Cagliari domenica 31 luglio. I biglietti si possono acquistare attraverso il circuito Greenticket,a Cagliari da Sarconline (via Sulis,41; tel. 070684275),Box Office (viale Regina Margherita,43; tel. 070657428) e Alta Fedeltà (via Grazia Deledda,27; tel. 070 684083). Un posto in platea costa 30 euro,22 nella prima loggia e 15 nella seconda.</p><p class="p1">Un “solo” di tromba può essere davvero pericoloso e chi lo produce e propone può facilmente essere additato quale un esagerato cultore del narcisismo. La storia insegna che – specialmente in campo jazzistico – si può davvero parlare della tromba quale strumento principe della musica afro-americana ma,comunque sia,sempre ben inserito in un contesto progettuale che esula dall’esercizio solistico. Quando l’Auditorium di Roma,nel gennaio del 2005,ha proposto a Paolo di essere protagonista di un concerto solistico per tromba,le immediate risposte di Paolo sono state del genere: “ma voi siete pazzi! Non si fanno queste cose! Ma mi volete morto?” … e via di questo passo.</p><p class="p1">Lentamente convinto dalle possibilità offerte anche dall’elettronica,con la tipica “follia” che contraddistingue i creativi,ha poi deciso di accettare l’offerta,mettendosi totalmente in gioco. Salvo poi tornare a dare del matto a chi – vista la scommessa – decise di colpo di proporre il progetto non in una sala studio o qualcosa del genere,ma addirittura nella sala Santa Cecilia (la principale dell’Auditorium della Musica),ovvero sia la mega-sala da 3000 posti,usualmente riservata solo ai grandissimi nomi della musica contemporanea e alle produzioni più nobili e solenni,oltre che a quelle più popolari e di grande richiamo. Inutile raccontare come è andata a finire (l’articolo a tutta pagina di Repubblica negli Spettacoli nazionali,firmato da Gino Castaldo,lo racconta molto bene): un successo incredibile… forse quello che ha definitivamente posto il nome di Paolo Fresu nell’olimpo della musica contemporanea.</p><p class="p1">Oggi,“A Solo” è diventato quel qualcosa di unico che può ben figurare nei progetti di un “grande” della musica moderna. Adeguatamente teatralizzato,grazie allo studio di luci ideato da Francesco Carta e corredato dall’uso professionale dell’amplificazione di Fabrizio Dall’Oca,il progetto – co-prodotto anche da Vittorio Albani,manager di Paolo – è diventato una proposta di spettacolo tout court per grandi spazi teatrali che lo fanno vivere e rifulgere.Sessanta minuti di rara bellezza che incorporano in un irripetibile tutt’uno,la saggezza del suono e il calore dei colori e viceversa. Raramente uno spettacolo di “son et lumières” colpisce tanto a fondo,giocando sull’intensa capacità introspettiva della ricerca del suono di Paolo e la sua produzione per i sensi primordiali di udito e vista.</p><p class="p1">Il racconto passa attraverso una sorta di piccolo compendio tascabile di storia della musica,attraversandone momenti salienti che trovano ovviamente nel jazz il proprio magma genetico costitutivo. I suoni preregistrati delle sordine e delle trombe si incontrano con quelli ‘live’ in un viaggio all’interno della storia e delle geografie passando dalla polifonia sarda al Viêtnam,dai suoni classici degli archi (reminiscenze di colonne sonore filmiche) a Miles Davis,dalla trance Gnawa alla poesia del suono continuo attraverso l’elettronica esaltando l’emozione e l’intimità.</p><meta http-equiv="Content-Type" content="text/html; charset=UTF-8" /><meta http-equiv="Content-Style-Type" content="text/css" /><title><meta name="Generator" content="Cocoa HTML Writer" /><meta name="CocoaVersion" content="1038.36" /><style type="text/css">p.p1 {margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 12.0px Verdana}p.p2 {margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 12.0px Verdana; color: #333233; min-height: 15.0px}p.p3 {margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 12.0px Verdana; color: #333233}p.p4 {margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; text-align: justify; font: 12.0px Verdana}p.p5 {margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; text-align: justify; font: 12.0px Verdana; min-height: 15.0px}span.s1 {letter-spacing: 0.0px}</style><p class="p1"><span class="s1">A Solo</span></p><p class="p1"><span class="s1">Paolo Fresu: tromba,flicorno,pocket trumpet,cornetta e multieffetti</span></p><p class="p1"><span class="s1">Francesco Carta: luci</span></p><p class="p1"><span class="s1">Fabrizio Dall’Oca: suono</span></p><p class="p1"><span class="s1">Vittorio Albani: basi</span></p><p class="p2"><br /></p><p class="p3">Prosegue prevendita dei biglietti per il concerto conclusivo di “!50” (l’unico di tutto il tour con ingresso a pagamento),l’atteso “A solo!” di Paolo Fresu in programma al Teatro Lirico di Cagliari domenica 31 luglio. I biglietti si possono acquistare attraverso il circuito Greenticket,a Cagliari da Sarconline (via Sulis,41; tel. 070684275),Box Office (viale Regina Margherita,43; tel. 070657428) e Alta Fedeltà (via Grazia Deledda,27; tel. 070 684083). Un posto in platea costa 30 euro,22 nella prima loggia e 15 nella seconda.</p><p class="p2"><br /></p><p class="p4"><span class="s1">Un “solo” di tromba può essere davvero pericoloso e chi lo produce e propone può facilmente essere additato quale un esagerato cultore del narcisismo. La storia insegna che – specialmente in campo jazzistico – si può davvero parlare della tromba quale strumento principe della musica afro-americana ma,comunque sia,sempre ben inserito in un contesto progettuale che esula dall’esercizio solistico. Quando l’Auditorium di Roma,nel gennaio del 2005,ha proposto a Paolo di essere protagonista di un concerto solistico per tromba,le immediate risposte di Paolo sono state del genere: “ma voi siete pazzi! Non si fanno queste cose! Ma mi volete morto?” … e via di questo passo. </span></p><p class="p5"><span class="s1"></span><br /></p><p class="p4"><span class="s1">Lentamente convinto dalle possibilità offerte anche dall’elettronica,con la tipica “follia” che contraddistingue i creativi,ha poi deciso di accettare l’offerta,mettendosi totalmente in gioco. Salvo poi tornare a dare del matto a chi – vista la scommessa – decise di colpo di proporre il progetto non in una sala studio o qualcosa del genere,ma addirittura nella sala Santa Cecilia (la principale dell’Auditorium della Musica),ovvero sia la mega-sala da 3000 posti,usualmente riservata solo ai grandissimi nomi della musica contemporanea e alle produzioni più nobili e solenni,oltre che a quelle più popolari e di grande richiamo. Inutile raccontare come è andata a finire (l’articolo a tutta pagina di Repubblica negli Spettacoli nazionali,firmato da Gino Castaldo,lo racconta molto bene): un successo incredibile… forse quello che ha definitivamente posto il nome di Paolo Fresu nell’olimpo della musica contemporanea. </span></p><p class="p5"><span class="s1"></span><br /></p><p class="p4"><span class="s1">Oggi,“A Solo” è diventato quel qualcosa di unico che può ben figurare nei progetti di un “grande” della musica moderna. Adeguatamente teatralizzato,grazie allo studio di luci ideato da Francesco Carta e corredato dall’uso professionale dell’amplificazione di Fabrizio Dall’Oca,il progetto – co-prodotto anche da Vittorio Albani,manager di Paolo – è diventato una proposta di spettacolo tout court per grandi spazi teatrali che lo fanno vivere e rifulgere.</span></p><p class="p5"><span class="s1"></span><br /></p><p class="p4"><span class="s1">Sessanta minuti di rara bellezza che incorporano in un irripetibile tutt’uno,la saggezza del suono e il calore dei colori e viceversa. Raramente uno spettacolo di “son et lumières” colpisce tanto a fondo,giocando sull’intensa capacità introspettiva della ricerca del suono di Paolo e la sua produzione per i sensi primordiali di udito e vista. </span></p><p class="p5"><span class="s1"></span><br /></p><p class="p4"><span class="s1">Il racconto passa attraverso una sorta di piccolo compendio tascabile di storia della musica,attraversandone momenti salienti che trovano ovviamente nel jazz il proprio magma genetico costitutivo. I suoni preregistrati delle sordine e delle trombe si incontrano con quelli ‘live’ in un viaggio all’interno della storia e delle geografie passando dalla polifonia sarda al Viêtnam,dai suoni classici degli archi (reminiscenze di colonne sonore filmiche) a Miles Davis,dalla trance Gnawa alla poesia del suono continuo attraverso l’elettronica esaltando l’emozione e l’intimità.</span></p><meta http-equiv="Content-Type" content="text/html; charset=UTF-8" /><meta http-equiv="Content-Style-Type" content="text/css" /><title><meta name="Generator" content="Cocoa HTML Writer" /><meta name="CocoaVersion" content="1038.36" /><style type="text/css">p.p1 {margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 12.0px Verdana}p.p2 {margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 12.0px Verdana; color: #333233; min-height: 15.0px}p.p3 {margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 12.0px Verdana; color: #333233}p.p4 {margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; text-align: justify; font: 12.0px Verdana}p.p5 {margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; text-align: justify; font: 12.0px Verdana; min-height: 15.0px}span.s1 {letter-spacing: 0.0px}</style><p class="p1"><span style="color: #41424d; font-family: segoe ui,lucidagrande,lucida grande,dejavu sans,lucida sans unicode,arial,sans-serif; font-size: 14px; ">Paolo Fresu: tromba,flicorno,pocket trumpet,cornetta e multieffetti</span></p><p class="p1"><span class="s1">Francesco Carta: luci</span></p><p class="p1"><span class="s1">Fabrizio Dall’Oca: suono</span></p><p class="p1"><span class="s1">Vittorio Albani: basi</span></p><p class="p2"><br /></p><p class="p4"><span class="s1">Un “solo” di tromba può essere davvero pericoloso e chi lo produce e propone può facilmente essere additato quale un esagerato cultore del narcisismo. La storia insegna che – specialmente in campo jazzistico – si può davvero parlare della tromba quale strumento principe della musica afro-americana ma,comunque sia,sempre ben inserito in un contesto progettuale che esula dall’esercizio solistico. Quando l’Auditorium di Roma,nel gennaio del 2005,ha proposto a Paolo di essere <span style="font-weight: bold; ">protagonista di un concerto solistico per tromba</span>,le immediate risposte di Paolo sono state del genere: “ma voi siete pazzi! Non si fanno queste cose! Ma mi volete morto?” … e via di questo passo. </span></p><p class="p5"><span class="s1"></span><br /></p><p class="p4"><span class="s1">Lentamente convinto dalle possibilità offerte anche dall’elettronica,con la tipica “follia” che contraddistingue i creativi,ha poi deciso di accettare l’offerta,mettendosi totalmente in gioco. Salvo poi tornare a dare del matto a chi – vista la scommessa – decise di colpo di proporre il progetto non in una sala studio o qualcosa del genere,ma addirittura <span style="font-weight: bold; ">nella sala Santa Cecilia</span> (la principale dell’Auditorium della Musica),ovvero sia la mega-sala da 3000 posti,usualmente riservata solo ai grandissimi nomi della musica contemporanea e alle produzioni più nobili e solenni,oltre che a quelle più popolari e di grande richiamo. Inutile raccontare come è andata a finire (l’articolo a tutta pagina di Repubblica negli Spettacoli nazionali,firmato da Gino Castaldo,lo racconta molto bene): un successo incredibile,forse quello che ha definitivamente posto il nome di Paolo Fresu nell’olimpo della musica contemporanea. </span></p><p class="p5"><span class="s1"></span><br /></p><p class="p4"><span class="s1">Oggi,“A Solo” è diventato quel qualcosa di unico che può ben figurare nei progetti di un “grande” della musica moderna. <span style="font-weight: bold; ">Adeguatamente teatralizzato</span>,grazie allo studio di luci ideato da Francesco Carta e corredato dall’uso professionale dell’amplificazione di Fabrizio Dall’Oca,il progetto – co-prodotto anche da Vittorio Albani,manager di Paolo – è diventato una proposta di spettacolo tout court per grandi spazi teatrali che lo fanno vivere e rifulgere.</span></p><p class="p5"><span class="s1"></span><br /></p><p class="p4"><span class="s1" style="font-weight: bold; ">Sessanta minuti di rara bellezza</span><span class="s1"> che incorporano in un irripetibile tutt’uno,la saggezza del suono e il calore dei colori e viceversa. Raramente uno spettacolo di “son et lumières” colpisce tanto a fondo,giocando sull’intensa capacità introspettiva della ricerca del suono di Paolo e la sua produzione per i sensi primordiali di udito e vista. </span></p><p class="p5"><span class="s1"></span><br /></p><p class="p4"><span class="s1">Il racconto passa attraverso una sorta di piccolo compendio tascabile di storia della musica,attraversandone momenti salienti che trovano ovviamente nel jazz il proprio magma genetico costitutivo. I suoni preregistrati delle sordine e delle trombe si incontrano con quelli ‘live’ in <span style="font-weight: bold; ">un viaggio all’interno della storia e delle geografie</span> passando dalla polifonia sarda al Viêtnam,dai suoni classici degli archi (reminiscenze di colonne sonore filmiche) a Miles Davis,dalla trance Gnawa alla poesia del suono continuo attraverso l’elettronica esaltando l’emozione e l’intimità.</span></p><p class="p4"><span class="s1"><br /><font color="#333233" face="Verdana"><span style="font-size: 12px;"><meta http-equiv="Content-Type" content="text/html; charset=UTF-8" /><meta http-equiv="Content-Style-Type" content="text/css" /><title /><meta name="Generator" content="Cocoa HTML Writer" /><meta name="CocoaVersion" content="1038.36" /><style type="text/css">p.p1 {margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 12.0px Verdana; color: #333233}</style></span></font></span></p><p class="p1"><font color="#333233" face="Verdana"><span style="font-weight: bold; ">I biglietti</span> si possono acquistare attraverso il circuito Greenticket,a Cagliari da </font></p><p class="p1"><font color="#333233" face="Verdana">Sarconline (via Sulis,41; tel. 070684275)</font></p><p class="p1"><font color="#333233" face="Verdana">Box Office (viale Regina Margherita,43; tel. 070657428) </font></p><p class="p1"><font color="#333233" face="Verdana">Alta Fedeltà (via Grazia Deledda,27; tel. 070 684083). </font></p><p class="p1"><font color="#333233" face="Verdana"><br /></font></p><p class="p1"><meta http-equiv="Content-Type" content="text/html; charset=UTF-8" /><meta http-equiv="Content-Style-Type" content="text/css" /><title /><meta name="Generator" content="Cocoa HTML Writer" /><meta name="CocoaVersion" content="1038.36" /><style type="text/css">p.p1 {margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 12.0px Verdana; color: #333233}</style></p><p class="p1"><font color="#333233" face="Verdana">Costo platea 30 euro</font></p><p></p><font color="#333233" face="Verdana"><p class="p1" style="font-size: 12px; "></p><p class="p1">Prima loggia 22 euro</p><meta charset="utf-8" /><meta charset="utf-8" /><p class="p1">Seconda loggia 15 euro</p><p></p></font><p></p><meta http-equiv="Content-Type" content="text/html; charset=UTF-8" /><meta http-equiv="Content-Style-Type" content="text/css" /><title /><meta name="Generator" content="Cocoa HTML Writer" /><meta name="CocoaVersion" content="1038.36" /><style type="text/css">p.p1 {margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 12.0px Verdana}p.p2 {margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 12.0px Verdana; color: #333233; min-height: 15.0px}p.p3 {margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 12.0px Verdana; color: #333233}p.p4 {margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; text-align: justify; font: 12.0px Verdana}p.p5 {margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; text-align: justify; font: 12.0px Verdana; min-height: 15.0px}span.s1 {letter-spacing: 0.0px}</style><p class="p1"></p><p></p>

Alessandra Polo

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