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Mal di Ventre: isola per i sensi.

Sita nella costa occidentale della Sardegna,a poche miglia al largo della penisola del Sinis,in provincia di Oristano,questa piccola isola nel suo chilometro quadrato di estensione che non supera i 18 metri di altezza,è antichissima. Ancora le sue radici al basamento granitico sardo-corso risalente al paleozoico da cui affiora mostrandosi con una forma che,dall’alto,richiama quella di un succoso grappolo d’uva allungato ad offrirci la sua prelibatezza tanninica sebbene gli antichi ci vedessero la forma di una bisaccia o bertula.

L’isola si rivela uno scrigno di preziosità che si svelano armoniosamente ai nostri sensi. Lo scrigno tuttavia è ben custodito all’interno di un Parco marino e va conquistato non tanto lasciando il proprio personale vessillo per autoproclamarsi “imperatori dello stato libero di Mal di Ventre” ma vincendo quel malu entu (vento cattivo) che fu toponimo ingannevole per chi non conosceva la lingua sarda. Il freddo maestrale,protettivo come un padre,è artefice,insieme alla madre acqua,del modellamento delle sue insenature sinuose che sono selvaggiamente rocciose e aspre nel lato occidentale,dolcemente sabbiose e accoglienti in quello orientale.

Quando il vento è buono la si può raggiungere con mezzi propri o in gommone tramite una delle tante escursioni organizzate dalle agenzie site nella costa antistante. Il viaggio è breve ma gli occhi,colpiti dalla lucentezza di un mare il cui azzurro è carico di promesse,fanno male e lo sguardo non può contenere la rivelazione di tanta insperata bellezza. I solchi ondosi che increspano questa distesa liquida non riescono a nascondere le trasparenze del fondale roccioso che occhieggia con la sua anima vivacemente colorata,sebbene insidiosa,per quei numerosi natanti distratti che vi vollero prendere dimora indefinitamente.

Chi ama le immersioni non rimarrà deluso nell’ammirare la varigata morfologia del paesaggio sommerso impreziosito da secche sabbiose e guglie di roccia; se la fortuna sarà dalla vostra potrete incrociare lo sguardo di una cernia curiosa,di uno scintillante barracuda o una corvina dorata.
La superficie emersa è un immenso tappeto erboso,pianeggiante,ricoperto da fitta macchia mediterranea che mette a dura prova le fragili infradito ma ben ripaga inebriandovi con i suoi aromi odorosi: rosmarino,cisto e lentisco la fanno da padroni e si uniscono alla persistente salsedine permeandovi come un profumo seducente.

Durante il periodo estivo l’isola è ricoperta da un’infinita distesa di aglio selvatico che,con i suoi allegri bulbilli su alti steli arricciati,ondeggia come un telo color vinaccia.
Le piccole pozze di acqua pluviale rappresentano l’unica fonte ristoratrice all’arsura per i numerosi esemplari di coniglietti selvatici che si alternano nell’oberoso compito di tradurre in un immenso groviera cunicolare questa piatta terra insulare.
Nonostante la sua natura inospitale e inadatta all’insediamento umano,sparuti gruppi antropizzarono il luogo ma,vinti dalle asperità dello stesso,lo abbandonarono lasciando traccia di sé in residuati agglomerati nuragici. Solitario e discreto domina su tutto un piccolo faro che di giorno si nutre di energia solare per reinvestirla,durante la notte,a supporto della navigazione marittima.
L’aria tersa,l’orizzonte proteso all’infinito e il silenzio che si perde nel vento e nel vociare rauco delle centinaia di gabbiani comuni e corsi,indisturbati padroni del cielo,invogliano alla meditazione e fanno ritrovare il ritmo del respiro.

Su questa isola non ci sono molte distrazioni turisiche se non l’appagante girovagare senza meta alla scoperta di anfratti e calette alle quali abbandonarsi vinti dall’ammaliante seduzione delle sabbie carezzevoli; non ci sono rutilanti sorgenti sonore a riempire i già affollati spazi mentali ma il silenzio sarà la vostra guida discreta e il vento,vostro fedele compagno,diverrà onda avvolgente e perennemente cangiante. Quest’isola vi conquisterà e nella sua incredibile semplicità vi farà un insolito regalo perché proverete un inconsueto ma appagante piacere nell’incontrare la vostra solitudine.

Per saperne di più:
www.areamarinasinis.it
http://www.mare-mania.it

Daniela Deidda

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