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Intervista alla fotografa sassarese Rosathea Cossu
Catturare emozioni,paure,sogni,desideri nascosti

In una calda serata estiva,dopo avere assistito a Ozieri,una cittadina in provincia di Sassari,a un reading poetico curato da Amantia Martinelli,che ho intervistato (qui),sono andato a vedere la mostra fotografica connessa all’evento e sono rimasto a bocca aperta. Allora ho chiesto a chi aveva realizzato quelle foto – la fotografa sassarese Rosathea Cossu – se fosse disposta a scambiare quattro chiacchiere con me.
Rosathea ha accettato.

Ciao Rosathea,allora iniziamo con la domanda di rito: ci racconti col minor numero di parole,il maggior numero di cose su di te,dove sei nata,dove abiti,studi e gossip personali?
Mi chiamo Rosathea Cossu,sono figlia d’arte (mio padre,Nicolò,fotografo dal 1950) e sono nata a Sassari nel 1972. Dopo avere conseguito la maturità linguistica,ho intrapreso la carriera di mio padre. Dal 1995 faccio ricerca nel campo della fotografia di reportage,di ritratti e di matrimoni,con particolare attenzione allo sviluppo (e creazione) di immagini ricche di emozioni ma dallo stile semplice e naturale.

Mi dai una definizione non canonica di fotografia (sia dell’attività,sia del risultato)?
La fotografia è per me una delle forme artistiche più comunicative.

E di fotografa?
Sono svisceratamente una ritrattista. Adoro i volti,riesco a catturare emozioni, paure,sogni,desideri nascosti; so riconoscere l’amore,l’invidia,la rabbia e il dolore attraverso sguardi e gesti. Riesco a liberare attraverso essa la mia mente,a dar sollievo alle mie inquietudini e a far emergere l’amore laddove dove risiede. Basti pensare a quanto possa emozionare una vecchia foto nelle mani di una persona anziana. Mi viene da definire la fotocamera "La scatola delle Emozioni",ai volti associo talvolta simboli o ricordi d’infanzia. Scelgo per i miei scatti luoghi per lo più solitari dove chi fotografo si senta libero e a proprio agio.

Quali soggetti ti attraggono di più?
Non ho soggetti che preferisco fotografare più di altri,né fasce d’età,né,soprattutto – e ci tengo a precisarlo – credo esistano canoni di bellezza stereotipati. Mi piace giocare con il mio lavoro,immergere i soggetti fotografati in un mondo surreale,immaginario,talvolta reale e malinconico.

E con il b/n come ti rapporti?
Prediligo gli scatti in bianco e nero,mettono in evidenza le emozioni che voglio trasmettere. Il soggetto,attraverso le immagini in bianco e nero,diventa protagonista e le espressioni si definiscono. Lo adoro!

Cosa deve avere una fotografia – o un fotografo – affinché possa attirare la tua attenzione?
Prediligo scatti di reportage,ritratti che mi trasmettono emozioni,immagini che rappresentano,come per un pittore,un sogno o un desiderio,o un incubo,o una passione. Adoro le immagini evanescenti,dolcissime. La prima cosa che guardo sono gli occhi in un volto di un soggetto fotografato,mi piace il corpo umano e le emozioni che può trasmettere un abbraccio di una mamma o di un padre,la gioia e l’innocenza nei bambini,la perversione umana. Sono una divoratrice di immagini.

Quali rapporti hai con la tecnologia e con i vari software professionali di post produzione?
Uso un’apparecchiatura semplice ma professionale. Prediligo luci naturali e sfocature leggere,che mettano in evidenza i soggetti.

E con la fotografia “classica”,per intenderci quella con il rullino e la camera oscura?
Nonostante la tecnologia, talvolta adoro immergermi nel mondo della fotografia classica usando le apparecchiature e le camere ottiche del mio papà e la vecchia,adorata,pellicola,soprattutto quella in bianco e nero. Ho un progetto con un lavoro su lastra che perfezionerò al più presto. Vedere apparire le immagini in camera oscura è un’esperienza unica,che ho avuto la fortuna di conoscere grazie a mio padre fin da bambina.

Quali sono i fotografi ai quali ti ispiri o che ammiri?
Gli scatti che preferisco sono quelli dei grandi Robert Doisneau, Henry Cartier Bresson e Rober Capa,quest’ultimo è il creatore della Magnum,una delle più grandi agenzie fotografiche del mondo,fondata nel 1947 e ancora esistente,gestita delle fotografe Diane Arbus e Sally Mann.

Oltre alla classica carta fotografica,quali sono i supporti che,secondo te,valorizzano una fotografia?
Non faccio una questione di supporto,però posso affermare che nella mia visione fotografica mi affianco anche ad ogni forma artistica dalla pittura alla scultura alla letteratura alla musica (Dalì, Caravaggio,Modiglioni,Rembrandt,Renoir,Lautrec,le sculture del Canova e la letteratura di Oscar Wilde,Anais Nin,Henry Miller,Charles Boukousky).

Un curiosità: c’è gente che dice di non essere fotogenica (e obiettivamente…),secondo te è vero oppure c’è sempre una chance per tutti? Cos’è la fotogenia?
Capita che alcuni mi dicano di non essere fotogenici. Questo è vero,il nostro volto,involontariamente,attraverso piccoli muscoli,crea una piccola deformazione dei lineamenti. Influisce,comunque,anche l’imbarazzo davanti all’obiettivo. Cerco proprio per questo di creare un feeling tra me e le persone da fotografare.

Ci sono eventi (mostre,esposizioni,eventi) di cui vai fiera?
Nel Febbraio 2012 la conoscenza con la poetessa Luana Farina e la decisione di una collaborazione tra poesia e fotografia. Da quì le mie prime “vere” mostre a partire da giugno. Un’esperienza meravigliosa,un modo – oltre che per mostrare le nostre opere – anche di sfatare il mito che tra donne c’è invidia. Ringrazio sinceramente Luana per avermi dato quell’amore e quella fiducia che come una sorella maggiore,che purtroppo non ho,ha saputo darmi e – voglia perdonarmi – un affetto come una mamma persa in età adolescenziale. Grazie di Cuore a una donna immensa e forte.

E altri a cui vorresti partecipare?
Un mio sogno sarebbe riuscire a fare degli scatti in un circo,il posto che per me rappresenta la vita degli uomini,un grande palcoscenico,il palcoscenico della vita,dove in un apparente gioco di luci,colori,maschere e sorrisi vi è un mondo nascosto (il “dietro le quinte”) che non a tutti è concesso mostrare. Un po’ come noi,che ci mostriamo solo a chi ci ama (e amiamo) veramente.

Cosa vuoi fare “da grande”,hai progetti “in grande”?
Da grande? Vorrei diventare GRANDE (credo di meritarmelo).

Grazie Rosathea,ti faccio un mare di auguri.

Mario Borghi

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