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Folklore
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Colori e suoni della Sardegna: canti,voci,musiche e balli

Si è svolto con grande successo il concerto folklorico denominato: 27° Festival “Francesco Bande” organizzato dal Circolo Culturale Folkloristico “Francesco Bande” di Sassari,che è nato con l’intento di valorizzare e divulgare il folklore sardo in tutte le sue più alte espressioni. L’associazione anche quest’anno ha realizzato,con grande sacrificio,l’evento nella splendida cornice della settecentesca Chiesa di Sant’Antonio Abate nota anche con l’appellativo “ dei Servi di Maria” poiché trattasi della sede dell’omonima confraternita che la gestisce insieme al suo Rettore Don Ferdinando Maria Cornet.
L’edizione 2015 del Festival,ha avuto come tema:
la voce e le sue principali caratteristiche nella musica popolare sarda. Sono state proposte sia voci soliste sia polifoniche che hanno eseguito canti sacri e profani.
L’apertura della serata,avvenuta in perfetto orario,è stata affidata alla voce solista e organetto diatonico,di Inoria Bande,che ha dato un saggio anche di esecuzioni di musica sacra eseguendo alcuni inni mariani molto diffusi,per concludere naturalmente con le composizioni della scuola dei “Bande”. Ha ricevuto l’attestato dal Rettore della Chiesa,Don Ferdinando Maria Cornet,che gentilmente ha messo a disposizione l’utilizzo della Chiesa stessa.
Novità di questa edizione è stata quella donata alla manifestazione da un napoletano d’oc,ospite fisso e grande estimatore dell’attività del sodalizio,il dott. Pasquale Errico,Questore della Polizia di Stato della Provincia di Sassari.
Ha recitato,entusiasmando il numeroso pubblico compreso un folto gruppo di inglesi,
la celeberrima poesia del mitico ed intramontabile,principe Antonio de Curtis,in arte Totò,’A Livella. Poesia di grande fascino,componimento del 1964,di grande profondità morale e grande attualità che spiega
come davanti a Dio ed alla morte non contano più i titoli e tutti gli orpelli che da vivi portiamo addosso per farci distinguere gli uni dagli altri.
Il pubblico affascinato ha seguito con il fiato sospeso tutta la recita. Il dott. Errico ha ricevuto l’attestato,l’organettino simbolo del circolo,ed il libro stampato alcuni anni fa,per un’occasione simile,dalla Direttrice del Circolo che ha curato anche la Direzione Artistica,l’Etnomusicologa e musicista,Inoria Bande.
Come di consueto l’associazione non trascura i giovani volenterosi e appassionati che si formano all’arte musicale isolana,come Matteo Dore da Osilo,che oltre ad essere un bravo organettista ( ha effettuato alcuni tour internazionali con Inoria),ha anche una voce adatta per l’esecuzione alquanto difficile di un canto tradizionale tipico della “gara a chitarra”, effettuata in lingua logudorese,denominata “sa disispirada”, canto di origine spagnola derivante dal termine “despertar” cioè risvegliare l’amata alla quale si dedica una struggente canzone d’amore. In quest’occasione,il brano è stato un’invocazione alla Madonna,per invocare il dono della pace nel mondo,per la situazione contingente che attraversiamo. Questo canto è di difficile esecuzione,durante la gara medesima che comprende una serie di dodici brani di difficoltà sempre crescente. Conclusivo dell’intera esibizione,richiede una voce ormai già calda da poter modulare a piacimento,brano che da’ del filo da torcere anche agli artisti più affermati.
Ha ricevuto l’attestato di partecipazione dal dott. Carlo Antero Sanna,presidente dell’Associazione Arte Cultura e Società,già dipendente della Sovrintendenza delle Belle Arti di Sassari.
Ha fatto seguito proveniente da Tempio il coro a 5 voci dedicato al grande etnomusicologo “Gavino Gabriel”,anch’egli nativo di Tempio,che ha la particolarità unica di utilizzare il basso,la contra,la voce,ed il falsetto che imita la voce femminile del soprano che è denominata “falsittu”.
Il coro è appena rientrato dalla Polonia dove ha vinto un’importante premio che lo ha consacrato come primo coro mondiale. Non sono nuovi a questi riconoscimenti,i primi componenti del coro medesimo avevano avuto l’appellativo di “Galletto di Gallura” attribuitogli da Gabriele d’Annunzio durante uno dei suoi viaggi in Sardegna. Tempio Pausania,importante città gallurese,situata presso il monte Limbara,tra boschi,vigneti e ciclopiche rocce. Di origine romana,fece parte nel medioevo del Giudicato di Gallura. Appartenne ai Pisani e fu dominato dagli Aragonesi. E’ sede della Diocesi di Tempio Ampurias.
Hanno eseguito i canti tipici galluresi detti “a tasgja”,terminando con il famoso brano “La Brunedda” canto unico nel suo genere che mette in risalto la voci e lu falsittu,hanno utilizzato durante l’accompagnamento di uno dei brani proposti uno speciale strumento musicale appartenente alla famiglia dei cordofoni composto da sedici corde,unico anch’esso nel suo genere,la cetra gallurese.
Hanno ritirato l’attestato consegnato dal comm. Efisio Planetta presidente dell’Opus Dei di Sassari e Provincia.
Dalle ultime falde del Monte Lerno, Pattada,arriva il coro “Santa Rughe” (Santa Croce),Il paese è un grosso centro agricolo e pastorale. Nel territorio sono disseminati molti nuraghi,sul colle Olomene si trovano i resti del Castello medioevale omonimo. Il paese medesimo è noto per i famosi e pregiatissimi coltelli di forma particolare denominati “sa pattadesa” ed anche per aver dato i natali al grande poeta Padre Luca Cubeddu. Hanno eseguito il canto dedicato a “Sa Mama e su nie” (Madonna della Neve,celebrata presso il santuario della Madonna di Luche in territorio di Illorai),ed altri canti gregoriani sacri e profani,come “Altissimu Redentore”,canto suggestivo,una preghiera per le anime del Purgatorio,altro canto l’inno della valorosa Brigata “Sassari”,“Dimonios” Il coro medesimo è diretto da Giuseppe Fenu,Etnomusicologo.
Hanno ricevuto l’attestato dal Consigliere Comunale di Sassari,dott. Franco Era,visibilmente commosso perché anch’egli originario di Pattada.
Ha concluso la serata il coro di “Codrongianus” diretto da Michela Uda. Paese del Logudoro,situato a 317 metri,sul livello del mare. Vanta nel suo territorio la splendida Basilica della Santissima Trinità di Saccargia,edificata nel 1116,dai monaci Camaldolesi,un raro esempio di costruzione di origine pisana,ancora intatto. Il centro abitato fu fondato dai romani. Ampiamente diffusa in tutto il territorio circostante testimonianze di epoca nuragica.
Hanno eseguito dei simpatici brani il primo: una storia dell’agricoltore che si rassegna ad allevare 7 figlie perché l’ottavo in arrivo,è un’altra femmina,quindi toccherà a lui solo tirare la carretta; il secondo una conversazione tra marito e moglie ormai in età avanzata che ricordano le persone conosciute ed i tempi lontani.
Hanno concluso con il brano per eccellenza della musica popolare sacra dell’isola: l’Ave Maria,in lingua sarda.
Hanno ritirato l’attestato dal dott. Mario Dau,presidente della Confraternita dei Servi di Maria,custode della Chiesa che sorge alle spalle dell’omonimo Convento.
L’attestato al conduttore Carlo Valle,lo ha consegnato il Direttore Artistico Inoria Bande,che ha voluto dedicare alle varie espressioni vocali e corali polifoniche e soliste del panorama musicale isolano,questa edizione del festival,molto apprezzato dal pubblico che lo ha seguito fino alla fine,richiedendo dei bis che per limiti di tempo non sono stati concessi.
Si è provveduto a ringraziare l’Arcivescovo di Sassari S. E. Rev.ma Mons. dott. Padre Paolo Virgilio Atzei,che ha permesso l’utilizzo della Chiesa,il Rettore della Chiesa stessa,il presidente dell’Arciconfraternita,il Comune di Sassari,la Regione Autonoma della Sardegna, Assessorato al Turismo,il Questore della Polizia della Provincia di Sassari,le altre forze dell’ordine che hanno curato la vigilanza,tutto il pubblico intervenuto,che ha richiesto la ripetizione dell’evento dandoci appuntamento alla prossima edizione la 28^,se Dio vorrà e la Regione lo permette !
Spettacolo da ripetere in segno di continuità.

Museo F.Bande SS

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