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Siti archeologici del territorio di Alghero


Alghero,Fertilia il ponte romano
La zona circostante Alghero è molto famosa anche per la presenza di diversi siti archeologici. Lungo la strada Alghero-Porto Conte è infatti possibile visitare l'imponente nuraghe Palmavera,che si trova esattamente adagiato alle falde del colle omonimo.

Il nuraghe è circondato da un villaggio nuragico risalente al XIII secolo a.C. e a tuttoggi è considerato come una delle più interessanti costruzioni antiche dell'intera isola. I suoi resti più antichi sono caratterizzati da una doppia torre in roccia arenaria,un piccolo cortile interno e un lungo terrazzo continuo. In una fase ulteriore l'edificio è stato sottoposto a restauro e rafforzato con pietra calcarea. Esso possiede due corridoi: uno conduce all'interno della costruzione,mentre l'altro porta direttamente al cortiletto suggestivo,in cui si trova anche l'ingresso della torre principale. Le rovine delle sue mura racchiudono la vasta sala consiliare,la Capanna delle riunioni,di 12 m. di diametro,in cui è presente la sedia del consigliere,il piccolo trono del capo tribù e una vasca rettangolare per l'acqua sacra.

Oggi,le rovine archeologiche scoperte durante gli scavi del 1960 vengono custodite gelosamente all'interno dei musei di Sassari e di Cagliari e documentano che l'edificio venne utilizzato per lungo tempo dalle civiltà successive fino al VII secolo a.C.. Un altro importante sito archeologico è la necropoli di Anghelu Ruju,che si trova lungo la vicina strada di Sassari-Porto Torres. Il toponimo non nasconde alcun mistero e deriva semplicemente dal proprietario del fondo. Scoperto casualmente all'inizio del '900,durante lavori di bonifica,il sito nuragico è formato da un gran numero di domus de janas,ovvero particolari tombe che vennero costruite scavando all'interno di grandi rocce e massi. Alghero,uno dei molti siti acheologici Le tombe,scoperte esattamente nel 1905,sono 38,ma molte altre si trovano probabilmente ancora sotto il livello del terreno. La roccia arenaria nella quale sono scavate è tenera e porosa. I soffitti,di modesto spessore,sono in parte crollati e alcune tombe si presentano a cielo aperto. Alcune di esse possiedono due tipi di ingresso: a dromos,con un corridoio discendente,fornito di alcune scalette rudimentali,e a pozzetto,una semplice apertura posizionata su un breve rialzo di terreno che immette direttamente nella sala. Un primo complesso di tombe occupa un'ampia zona pianeggiante,mentre un secondo è situato su una modesta altura.

Lo schema planimetrico tipico delle tombe è quello a T,con delle cellette disposte intorno al braccio superiore. Tra le tombe più importanti si deve ricordare la terza tomba,formata da due cellette sul lato destro del vestibolo; dal corridoio quadrato si può accedere ad una piccola cella rettangolare in cui si trovano sei stanze funerarie (tre sulla sinistra e tre sulla destra).

All'interno delle domus è poi possibile notare delle semplici decorazioni in rilievo e particolari disegni di diverso tipo. Inoltre,la presenza di cornici intorno ai portelli,piccole architravi e pilastri sono tra le caratteristiche tipiche delle costruzioni dei viventi; il che giustifica una sorta di continuità tra il mondo dei vivi e quello dei morti. Gran parte dei resti del corredo dei defunti è oggi custodito presso il museo archeologico "G.A. Sanna" di Sassari.

L'area archeologica di Sant'Imbenia occupa invece il tratto più interno del Golfo di Porto Conte e fu interessata da insediamenti in epoca diversa. Oltre ad un villaggio nuragico,l'area comprende anche delle sepolture fenicie,i resti di insediamenti romani,e una grande villa rustica con un impianto termale. Il nuraghe è caratterizzato da una sola torre con pianta circolare irregolare ed è circondato da numerose capanne,tra le quali una,probabilmente adibita ad usi collettivi,possiede un bacile di pietra al centro e una panca circolare in arenaria. Uno spazio comunitario era anche un vasto cortile,posto a nord-ovest della torre,in cui si trova un focolare lavorato in pietra. All'interno del sito sono stati rinvenuti numerosi oggetti di bronzo di ceramica,probabilmente di origine fenicia e greca,che documentano una certa frequentazione della zona. Oggi,alcuni degli oggetti ritrovati a Sant'Imbenia sono anch'essi custoditi all'interno del museo di Sassari.
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