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Sassari e la sua storia
Dalle prime tracce dell'uomo sull'isola,sino all'età moderna e ai due Presidenti della Repubblica: Sassari è città ricca di storia e culture.


I primi abitanti dell'isola
E' proprio nella provincia di Sassari,più precisamente a Perfugas,vicino al Rio Altana,che vennero rinvenute le prime tracce dell'uomo in Sardegna. Tali testimonianze consistevano in pietre lavorate; la quantità di ritrovamenti ha rivelato come in quel sito vi fosse una consistente industria litica. E' abbastanza pretenzioso collegare questi reperti con l'odierna Sassari,tuttavia è innegabile l'importanza dell'area sin dalla preistoria. Rimanendo nel raggio di 50 Km,si possono trovare gli insediamenti ed i reperti maggiormente significativi delle culture preistoriche in Sardegna. Le testimonianze della Cultura di Bonu Ighinu (4000-3500 a.C.) furono individuati per la prima volta nei pressi di Mara,a sud di Sassari; i reperti che consentirono di individuare la Cultura di Ozieri,furono trovati nel paese medesimo; il maggiore monumento di questa civiltà,l'altare di Monte d'Accoddi,si trova appena fuori la cinta urbana di Sassari.

L'inizio ufficiale della storia Sarda
Queste citazioni continuano fino all'inizio ufficiale della storia sarda,il 1000 a.C.,allorquando i fenici fecero conoscere la loro epigrafia nell'isola. Questa popolazione mediorientale si stabilì principalmente nella parte sud-occidentale della Sardegna,tuttavia attrezzò alcuni scali anche nei pressi delle odierne città di Porto Torres,Castelsardo e Bosa,nella quale fu rinvenuta la più antica epigrafe fenicia. Nel VI secolo a.C.,gran parte del territorio di Sassari rimase aldilà della linea di conquista dei Cartaginesi,che non riuscirono mai a dominare l'isola completamente. I fenici d'Africa conquistarono,con tutta probabilità,solo il Golfo dell'Asinara,strappando ai nuragici la fortezza di monte Cau,nei pressi di Sorso,dalla quale potevano dominare tutto il braccio di mare ed opporsi ad eventuali sortite dei guerriglieri sardi. Con la dominazione romana (238 a.C.) iniziò un maggiore sfruttamento dell'ansa,che occupava un'area di rilevanza strategica nel nord dell'isola. Nell'ultima metà del I secolo a.C. venne fondata Turris Lybisonis,attualmente inglobata nell'abitato di Porto Torres; nel 27 a.C. questo importante scalo portuale divenne ufficialmente una colonia romana,dalla quale venivano esportate ingenti quantità di cereali,coltivate nell'entroterra. Nel Golfo fiorì anche il centro di Ampurias,nei pressi dell'attuale Valledoria,grazie alla fertile vallata in cui scorre il fiume Coghinas.

La Guerra Santa e l'Età Giudicale
I romani furono cacciati dai Vandali,che a loro volta subirono lo stesso destino per mano dei Bizantini. Durante tale periodo quasi tutti i centri litoranei caddero lentamente in rovina,riducendosi definitivamente in miseria intorno al 630 d.C.,alla morte del profeta Maometto,che segnò l'inizio della jihàd,la Guerra Santa,durante la quale gli arabi invasero innumerevoli volte le città costiere. La Sardegna era governata da uno Judex,il quale risiedeva a Santa Igia (attualmente inglobata nel centro abitato di Cagliari). In quegli anni il governatore si trovò nella difficile situazione di dover fronteggiare gli attacchi esterni degli arabi e quelli interni dei barbaricini; mancava inoltre qualsiasi aiuto da Bisanzio,il cui regno era lacerato da profondi contrasti interni,che portarono ad un totale disinteresse per le colonie più distanti. Per arginare i problemi dell'isola,lo Judex non trovò altra soluzione che demandare i propri poteri ai luogotenenti dei distretti di Gallura,Arborea e Torres,lasciandoli liberi di affrontare la difficile situazione. Intorno all'anno mille gli stati si resero indipendenti,dando inizio alla gloriosa "Età Giudicale". Il regno di Torres,più comunemente conosciuto come Logudoro,era comandato da un Giudice o Re,che risiedeva ad Ardara,in quanto Torres (Porto Torres) era stata abbandonata durante il periodo delle incursioni saracene. Intorno al 1015 il reggente si trovò a contrastare l'invasione del Califfo Mugiahid,signore delle Baleari,intenzionato ad invadere l'intera penisola italiana,partendo proprio dalla Sardegna. Per contrastare l'avanzata araba,il re di Torres e Arborea,Gonnario-Comita,chiese aiuto al Pontefice,il quale chiamò in causa alcuni signori da Pisa e Genova. Le due città della penisola,allora repubbliche marinare nascenti ed in forte espansione,trovarono in tale alleanza la scusa per iniziare una penetrazione all'interno delle politiche isolane. Intanto ad Ardara venivano costruiti il castello e la splendida Cattedrale romanica di Santa Maria del Regno. Verso la fine dell'anno mille,il Giudice Mariano I iniziò una politica di apertura verso le due potenze marittime,concedendo la costruzione di Castelgenovese (Castelsardo) ed Alghero ai Doria,mentre alla famiglia pisana dei Malaspina diede il permesso di fortificare Bosa ed Oschiri. Furono fatte concessioni anche al clero,in favore del quale vennero innalzate chiese e monasteri,tra i quali quello di Sant'Andrea nell'isola dell'Asinara e la Basilica di Saccargia nei pressi di Codrongianus. Nei primi decenni del 1100 iniziò ad ingrandirsi il piccolo borgo di Thathari (Sassari),che divenne ben presto il capoluogo della curatoria di Fluminargia. Il Giudicato attraversò in quegli anni una serie di alti e bassi,dovuti alle alterne vicende dei conflitti tra Genova e Pisa,oltre a quelli dello stesso giudicato con gli altri regni. Nel 1200 il Logudoro conobbe il suo massimo splendore,guidato da Mariano II,il quale avrebbe potuto regnare legalmente anche sui giudicati di Arborea e Calari,diritto che comunque non esercitò. Sassari intanto era diventata una modesta città,popolata da ricchi mercanti,che utilizzavano Porto Torres come scalo per i loro affari; anche Castelgenovese cresceva d'importanza,aiutato dallo spopolamento della vicina Ampurias,a seguito dell'impaludamento del fiume Coghinas; i Doria assimilarono nei territori anche l'isola dell'Asinara,di primaria importanza per il controllo del porto. Il fiorire della realtà sassarese sembrò coincidere con la decadenza del giudicato. I primi giudici del regno di Torres erano stati i Lacon-Gunale, i quali avevano imposto la discendenza dinastica per l'elezione del re in tutti i giudicati. Per tale legge il discendente al trono doveva essere scelto dal parlamento giudicale (Corona de Logu) tra i possibili eredi del Re,anche se solitamente veniva preferita la linea diretta maschile (il primogenito). Adelasia di Torres in punto di morte,nel 1259,donò il regno alla chiesa,in quanto mancava una qualsiasi discendenza da far salire al trono. Le sue volontà non furono rispettate,infatti i Doria e il Giudicato d'Arborea si diedero battaglia per quei territori,arrivando alla pace solo nel 1293,anno in cui il regno fu equamente diviso tra le due fazioni,segnando l'ingloriosa fine del Giudicato di Torres.

La Repubblica Comunale di Sassari
Sassari invece sfuggì alla spartizione del regno,diventando una repubblica comunale,governata da un podestà. A questo punto il centro iniziò ad assumere la fisionomia che ha mantenuto fin quasi i nostri giorni,crescendo economicamente,culturalmente e strutturalmente,grazie alla costruzione della cinta muraria,di numerose chiese e del palazzo comunale. Nel 1295 intanto venne firmato un accordo ad Anagni,che pose fine alla Guerra tra i Catalano-Aragonesi e i Franco-Angioini. L'artefice di tale pace fu il Papa Bonifacio VIII,che con una bieca manovra fondò il regno di Sardegna e di Corsica e lo diede in feudo agli aragonesi,a patto che questi restituissero alla chiesa il regno di Sicilia. Ovviamente il misfatto consistette nel non tenere conto che la Sardegna aveva un assetto politico-istituzionale già conformato. Gli aragonesi avanzarono i loro diritti solo diversi anni più tardi,nel 1324 sconfissero il decadente regno pisano,annettendo gli antichi giudicati di Gallura e di Calari. I sassaresi si schierarono dalla parte degli aragonesi,anche se in breve tempo la popolazione iniziò a risentire del famigerato malgoverno iberico,provocato da sregolata politica feudale. I Sassaresi insorsero per ben due volte nell'arco di un solo anno,la prima rivolta fu repressa,mentre la seconda costò la vita al governatore aragonese ed a tutta la guarnigione. La situazione tornò alla normalità solo quando i sassaresi videro riconosciuti i vecchi privilegi. La tranquillità non durò a lungo e nel 1329,tutta la popolazione insorse nuovamente. La repressione stavolta fu schiacciante,la cittadina fu devastata ed i suoi abitanti allontanati e sostituiti da cittadini spagnoli,a parte quei sassaresi ancora fedeli alla corona. Gli Aragonesi entrarono presto in conflitto con i Doria,i quali governavano un piccolo regno che comprendeva il Golfo dell'Asinara e quello di Alghero. In un aspra lotta con gli spagnoli,i Doria persero e riconquistarono i loro possedimenti; durante le operazioni di guerra Sorso fu rasa al suolo dalle forze di Castelgenovese,il quale fu una roccaforte della famiglia ligure fino al 1346,anno in cui venne ceduta ai giudici d'Arborea. La peste diede uno stop a quei lunghi anni di guerra. Al cessare dell'epidemia gli abitanti dell'isola erano stati quasi dimezzati,ma lo spirito d'indipendenza era ancora vivo. Gli aragonesi furono piegati prima da Mariano IV e successivamente da Brancaleone Doria a fianco della famosa consorte,Eleonora d'Arborea. Dopo questo periodo di grande splendore per la politica isolana,nel 1420,gli Iberici approfittarono di un periodo oscuro per l'antica potenza sarda,priva dei grandi condottieri del passato; fu la fine ultima dei giudicati e la nascita del regno di Sardegna.

Sassari sotto gli Aragonesi
Dopo la caduta dei giudicati Sassari era tornata sotto gli aragonesi e la sua crescita sembrava inarrestabile,quando i feudatari osteggiarono nuovamente il potere dei mercanti e la fiorente cittadina cadde in una profonda crisi economica,trascinando con se lo scalo di Porto Torres,ormai inagibile. Il 1500 viene ricordato come il secolo delle incursioni barbaresche,durante il quale i pirati musulmani,che usarono probabilmente l'Asinara come punto d'appoggio,attaccarono indistintamente le coste italiane,sarde e spagnole,coadiuvati dall'esercito francese. Vennero colpiti il Castelaragonese (ex Castelgenovese),Alghero,Santa Teresa,Porto Torres,nel 1527 Sassari fu assalita e saccheggiata dai francesi di Francesco I,in lotta contro l'Imperatore Carlo V (vedi guida: Alghero). In questo difficile periodo di guerra,pestilenza e carestia,la religiosità popolare crebbe all'inverosimile,con la nascita di numerose cerimonie sacre ancora esistenti. Alcuni esempi di queste celebrazioni sono: la Settimana Santa,come quella di Lunissanti celebrata a Castelsardo; I Candelieri,la festa più sentita del popolo Sassarese. Il 1600 fu il periodo della rinascita culturale,a Sassari fu aperto un convento di Gesuiti,i quali istituirono l'università,anche se la situazione sociale fece decadere in seguito l'ateneo. Nel 1720 si concluse il penoso regno aragonese,ma i feudatari mantennero i loro diritti,il che non fece migliorare la situazione sociale nell'isola e quindi nel Golfo dell'Asinara. Porto Torres venne risistemata,ma la precarietà dell'intervento la riportò ben presto all'inagibilità; ad Ardara i moti antifeudali scuotevano la popolazione; Sorso e Sennori versavano nelle stesse condizioni,ma ormai da tempo non avevano più le sembianze del paese.

I Savoia e la Rivoluzione Sarda
Quando la Sardegna passò in mano ai Savoia,si ebbe un avvio abbastanza deludente: era principalmente il mantenimento dei diritti feudali,nobiliari e del clero a creare notevoli scompensi nella società,che risentiva fortemente dell'oppressione spagnola. Si registrarono però anche una serie d'iniziative importanti,come la nascita delle poste,la rifondazione dell'Università,la decentralizzazione del potere,con la quale ogni Villa (comune,paese) si dotava di un amministrazione capeggiata da un Sindaco. Tali interventi non sopperirono al malessere diffuso ed a partire dal 1780,si ebbero dei moti di protesta che sfociarono nella Rivoluzione Sarda. A seguito della resistenza opposta all'esercito rivoluzionario francese,intenzionato a conquistare l'isola,i sardi presentarono al Re una serie di proposte,quasi come ricompensa,volte a dimettere l'antico sistema feudo-nobiliare. Al rifiuto del Re si scatenò una tremenda rappresaglia,che portò all'allontanamento da tutta l'isola dei funzionari piemontesi e del viceré. Per frenare gli attriti tra feudatari e popolo,fu mandato a Sassari il Giudice della Reale udienza Giovanni Maria Angioy. Mentre studiava il caso,il Magistrato si fece coinvolgere dalla causa a favore degli antifeudatari,che lo avevano osannato come capo. Angioy iniziò a preparare un piano eversivo,ma nel mentre il Re accolse gran parte delle richieste fatte precedentemente dai sardi ed il viceré destituiva il magistrato rivoluzionario,al quale non rimase che ritirarsi in esilio. I moti antifeudali,a questo punto contro i Savoia,non si spensero. La svolta tanto attesa arrivò nel 1836,durante il regno di Carlo Alberto,il quale soppresse le curie feudali e nel 1848,diede il via alla fusione perfetta,su richiesta dello stesso popolo sardo,abbracciando tutto il territorio sotto un solo potere e mettendo le basi per la futura Italia unita.

L'Età Moderna
Nello stesso anno la Sardegna venne frazionata in 3 divisioni,una delle quali era l'attuale provincia di Sassari. Lo scalo di Porto Torres fu finalmente riattivato e a seguito della sua rapida espansione,gli fu concessa nuovamente l'autonomia comunale. In quegli anni l'Asinara aveva visto la sua popolazione di pastori,pescatori e contadini,crescere discretamente,sviluppo che fu arrestato nel 1885,quando l'isola fu destinata a Lazzaretto ed a colonia penitenziaria. Questa decisione portò alla nascita di Stintino,dove furono ubicate buona parte delle famiglie sfrattate dall'isola. Nel 1997 l'Asinara fu dichiarata parco nazionale,dopo un lungo utilizzo come carcere di massima sicurezza. Intanto Sassari iniziò la sua grande stagione mineraria (1864-1963),aprendo le cave dell'Argentiera e di Canaglia; quasi contemporaneamente si svilupparono una rete ferroviaria e una linea di traghetti tra Porto Torres e la penisola. A discreti fattori positivi si contrapponevano i mali della deforestazione,dei conflitti tra agricoltori e pastori,del banditismo e del rinnovamento urbanistico,il quale portò alla distruzione delle antiche mura sassaresi. Durante il primo conflitto mondiale il mondo intero conobbe il valore dei sardi,grazie alle eroiche imprese della Brigata Sassari,i cui uomini furono presto soprannominati i diavoli rossi. Va ricordata l'eroica impresa nella quale la Brigata fermò gli austriaci sul Piave,dopo che questi avevano sfondato le altre linee italiane a Caporetto. Nel dopoguerra,il sentimento dei reduci si trasformò ben presto in identità popolare,dalla quale scaturirono numerosi dibattiti per la discussione dell'arretratezza economica sarda. In questa situazione fu fondamentale anche La Nuova Sardegna,il primo quotidiano Sassarese,nelle cui fila contava menti illustri come Mario Berlinguer (padre del grande statista Enrico). All'avvento del fascismo il Coghinas fu sbarrato da una diga,sulla quale fu installata una centrale idroelettrica,le acque del nuovo invaso diventarono vitali per gran parte della provincia sassarese,una tra le più grandi d'Italia. L'intervento diede anche una mano notevole all'agricoltura,per cui in breve tempo si formarono diversi centri abitati,che furono inglobati nell'attuale comune di Valledoria. Dopo la Seconda Guerra Mondiale,Sassari iniziò finalmente ad espletare il suo ruolo di Capitale del Capo di Sopra,vi fu uno sviluppo di tutti i settori economici,compreso quello dell'industria,grazie alla nascita del mastodontico polo industriale di Porto Torres. A questo progetto si deve la scomparsa del lunghissimo litorale di Marinella,una splendida spiaggia che partiva da Porto Torres ed arrivava fino a Stintino; inoltre venne intrappolato il Rio Mannu,che smise di trascinare le candide sabbie artefici degli splendidi litorali,oggi in grave pericolo di estinzione; per concludere bisogna ricordare il riscaldamento delle acque antistanti il complesso industriale,colpevole di aver modificato la flora e la fauna nei fondali del Golfo. La crescita di Sassari non risentì del tracollo industriale degli anni '90: università,uffici,artigianato,istituzioni pubbliche e militari,agricoltura,pastorizia e turismo,portarono la città e il golfo dell'Asinara ad uno splendore mai conosciuto. Anche la politica si ritagliò il suo spazio,dando all'Italia ben due Presidenti della Repubblica: Antonio Segni e Francesco Cossiga,e personaggi di alta caratura politica,come Enrico Berlinguer,storico segretario del PCI.
Attualmente Sassari è un centro in continua espansione,impegnato a rispolverare il suo patrimonio storico,culturale e ambientale,rimasto un po' in disparte negli anni '70 e '80,ma mai abbandonato.

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