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Nuoro e il genio di Grazia Deledda

GRAZIA DELEDDA In termini moderni sarebbe definita una “self made woman“,una donna che si è fatta da sé,vivendo a cavallo tra il 1800 e 1900 e diventando una pietra miliare della letteratura italiana in entrambi i secoli. Grazia Deledda nasce a Nuoro e dopo essersi formata letteralmente con quello che offriva la biblioteca paterna,esordisce sul periodico “Ultima Moda” con il racconto Sangue Sardo. La Deledda nasce in un periodo di forte contestazione.

L’editto delle chiudende.

In una Sardegna che versava in uno stato di arretratezza divorata da secoli di dominazioni,la sua Barbagia era la terra dei banditi e la povertà era un mal comune tanto diffuso da sembrare il normale stato delle cose. La realtà sarda è difficile e la scrittrice riesce a coglierne l’essenza trasmettendola grazie ai suoi racconti. Rende anche nota la distanza tra la lingua italiana e quella sarda,in una sua lettera scrive: io scrivo ancora male in Italiano,ma anche perché ero abituata al sardo,che è una lingua diversa dall’Italiano. Prima che finisse il ‘900 la Deledda era già famosa in Italia e il suo libro “La giustizia” venne tradotto in francese. All’alba del nuovo secolo si trasferì a Roma e tre anni dopo pubblico “Cenere” che la fece diventare famosa in tutta Europa. L’influenza dei salotti culturali della capitale però influì sulla sua scrittura e la Sardegna che era stata presentata al mondo in una maniera tanto realistica da potersi definire a volte “cruda“,diventava una metafora della condizione umana universale. I sardi non accolsero questo cambiamento di buon grado e la nuova Deledda non ottenne un gran successo in patria. Era partita da Nuoro a poco meno di trent’anni,aveva una grande passione per la scrittura e per la sua terra,riuscì ad andare lontano come mai nessun sardo aveva fatto: nel 1926 ottenne infatti il premio Nobel per la letteratura. Alla sua morte fu riportata in patria e le sue spoglie sono custodite nella chiesa della solitudine ai piedi del monte Ortobene. Nella sua casa paterna è stato allestito il museo deleddiano appunto,con un’incredibile raccolta di libri,manoscritti,foto,a suo perpetuo ricordo. Anche se il fatto di aver ottenuto il Nobel per la letteratura è di per sé fantastico,raggiunge connotati di meraviglia se si pensa che le donne a quel tempo vivevano un ruolo marginale nella società e che avrebbero ottenuto il suffragio universale solo nel 1945.


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