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Le spiagge e i dintorni di Santa Teresa di Gallura

Capo Testa e Santa Reparata

Santa Teresa di GalluraUscendo da Piazza San Vittorio lungo via La Marmora,in corrispondenza del distributore di benzina dell'AGIP,si trova sulla destra il viale Tibula. Seguendo questa strada ci s'inoltra nella periferia,in direzione Capo Testa. Lungo la strada si trovano diversi cartelli in legno,che indicano una serie di percorsi natura attrezzati dal corpo forestale,un modo sicuro per scoprire l'ambiente naturale nella zona. Dopo una breve discesa,s'incontra sulla sinistra uno svincolo per la frazione di Santa Reparata. Appena entrati nel villaggio,al primo incrocio,una strada leggermente orientata verso destra conduce al parcheggio della spiaggia La Colba. L'arenile è frequentato principalmente dagli abitanti della frazione di Santa Reparata,che per le sue dimensioni sembra un paesino a sé. Il piccolo borgo si è sviluppato intorno alla chiesa,ovviamente intitolata alla Santa; la festa a lei dedicata si svolge però nei pressi della chiesa di Buoncammino,la seconda domenica (o il primo fine settimana) di Settembre.

Si trova lungo la strada sp 90 direzione Capo Testa l'importante insediamento nuragico di Lu Brandali,nel quale è possibile ammirare contemporaneamente gli insediamenti urbani,militari e funerari dell'antica civiltà isolana. Se invece di svoltare verso il borgo di Santa Reparata si prosegue sulla strada principale,ci s'inoltra nella penisola di Capo Testa. Attraversando lo stretto istmo si passa in mezzo a due spiagge: sulla sinistra si trova il lido Rena di Ponente o della Taltana; sulla destra,all'interno della Baia di Santa Reparata,si stende la lunga spiaggia Capicciolu,familiarmente chiamata Spiaggia di Zia Colomba (Colomo,2001). Santa Teresa Proseguendo sulla strada,un cartello indica l'ennesima cava di granito del periodo romano,in corrispondenza si trovano le strutture ricettive dell'arenile appena menzionato.

Alla fine della strada,lasciandosi sulla destra la torre di Guardia del Corsaro,un cancello segna l'ingresso per il faro di Capo Testa,dove non è consentito l'accesso,ma dal quale si dipartono numerosi sentieri,che portano a delle calette appartate e di straordinaria bellezza,con arenili formati da piccoli granelli di granito. La piccola insenatura sulla destra è la splendida Cala Spinosa,incastonata in uno scenario granitico mozzafiato. Negli anni,la strada di accesso all'arenile è stata sbarrata dai muri di cinta delle abitazioni sorte nel promontorio. Gli ultimi ingressi,seppure abbastanza difficoltosi,sono possibili da un appezzamento poco prima del parcheggio a ridosso della baia,inoltre da una stradina in forte pendenza lungo la rete del vecchio recinto del faro. Lasciando l'auto nello stesso parcheggio e percorrendo la strada a ritroso,si trova sulla destra un piccolo vano tra due rocce di granito ed una scritta in vernice rossa che indica La Valle della Luna. Un tempo questa gola era conosciuta come la Valle di Cala Grande,ma nel decennio a cavallo tra gli anni '70 e '80 divenne una delle mete predilette dei figli dei fiori di tutta Europa,i quali coniarono il nuovo nome. Dopo una camminata di circa dieci minuti,in mezzo ad una rigogliosa macchia mediterranea,si trova un sentiero tra i graniti,che ridiscende nella valle.

Un enorme masso spaccato in tre parti segna l'ingresso di quest'angolo di Gallura,apparentemente estraneo al mondo che lo circonda. Le pareti si avviluppano in sculture naturali uniche,la vallata è ricoperta da una verdeggiante prateria,mentre sullo sfondo si staglia il mare verde e blu. La sabbia non è sicuramente tra le migliori,essendo alquanto grossolana,ma la Valle della Luna si gode nel suo insieme,rispettando anche gli irriducibili hippy che hanno deciso di trasformare i ripari sotto roccia nelle loro abitazioni. Un'usanza di questi ultimi anni ha visto molte rocce della Valle della Luna trasformate in tavolozze per alcuni murales,nonostante la buona qualità di queste opere riteniamo che i graniti siano già delle opere d'arte,senza alcun bisogno di abbellimenti artificiali.

Da Porto Quadro alle foci del Liscia

Uscendo da Santa Teresa in direzione Sassari s'incontra una serie di Cartelli che indicano le zone di Porto Quadro,La Ficaccia e Marazzino,questa strada permette anche un giro panoramico intorno al porto e lungo la costa tra il paese e le frazioni summenzionate. Porto Quadro è un esteso sobborgo formato principalmente da case vacanze,nei suoi pressi si trovano solo poche discese a mare con una modesta spiaggia. Una strada sterrata unisce il borgo a La Ficaccia,dove si possono ancora apprezzare alcuni vecchi stazzi. Questa frazione è anche il punto di partenza per raggiungere Punta Falcone,il territorio più a nord della Sardegna.

Ad est della Ficaccia si trova la strada che porta alla spiaggia de La Marmorata,probabilmente la più bella di tutta la costa gallurese. L'acqua del litorale è realmente cristallina,attraversata da tonalità di verde e d'azzurro proprie dell'incantato mare sardo. Poco più a sud della Ficaccia si trova la l'insediamento turistico di Marazzino,dal quale una piccola stradina permette di raggiungere la spiaggia di Cala Sambuco,uno scorcio di litorale da non perdere. Esistono altre stupende baie poco più avanti de La Marmorata,ma accedervi è così complicato che è vivamente consigliato l'utilizzo di un gommone. Uno di questi arenili nascosti,ma discretamente accessibile,è Cala Macchia Mala,si accede da Porto Pozzo (vedi poi),arrivando sull'estrema sinistra della spiaggia e proseguendo per i tortuosi sentieri tracciati dagli attraversamenti precedenti. Le fermate possibili sono diverse,tutte consistenti in arenili di sabbia finissima e di trasparenti acque poco profonde. Sulla strada per Palau si trovano di seguito gli ingressi per i villaggi della Valle dell'Erica e della Conca Verde (davanti all'insenatura di Porto Pozzo),entrambi edificati nei pressi di spiagge incantevoli,una su tutte quella della Licciola.

Una strada sulla destra,esattamente contrapposta alla Conca Verde,porta nell'incantevole area di Caresi; all'interno della valle si possono ammirare alcune delle massime sculture granitiche naturali del territorio di Santa Teresa che,inserite in un contesto ambientale incontaminato,creano un atmosfera realmente da sogno. Santa Teresa Sempre sulla strada si trova la frazione di Porto Pozzo,un vecchio borgo di pescatori. Una piccola stradina sulla sinistra conduce al modesto scalo ed alla spiaggia,protetta all'interno della profonda ria. Poco più avanti,segnalata solo da un piccolo cartello,si trova la spiaggia di Porto Liscia,lunghissima e caratterizzata da dune molto scenografiche,tagliate dal fiume omonimo. Data l'importanza dell'ecosistema presente alla foce,il comune di Santa Teresa ha creato l'Oasi di Protezione Permanente della Coluccia,grazie alla quale si sta provvedendo ad un impressionante ripopolamento degli stagni. Il nome dell'oasi deriva dalla piccola penisola sulla sinistra dell'arenile,chiamata appunto Coluccia e compresa nell'area protetta.

La spiaggia di Porto Liscia segna il confine con il comune di Palau,che si allarga dal fiume in poi. Chi non si cura di tale limite amministrativo è il gran numero di amanti del windsurf,impegnati nelle loro manovre mentre vengono sospinti dal forte vento che s'incanala nelle bocche. Per ammirare le sculture granitiche disseminate nell'intero territorio sfruttate l'alba o il tramonto,la luce calda e laterale di queste ore fornisce alle rocce una drammaticità unica.

Da Santa Teresa a Luogosanto

Il centro costiero è stato a lungo legato alla storia di Tempio,seppure nei primi momenti vi furono notevoli contrasti,in quanto Santa Teresa si poneva come ostacolo ai traffici che molti personaggi di spicco tempiesi avevano con la vicina Corsica (vedi L'approfondimento). Nel 1821 Santa Teresa ottenne l'autonomia amministrativa da Tempio,ma le due città continuarono a mantenere rapporti stretti; molti abitanti del paese interno conservavano proprietà in quei territori costieri. Seppure entrambi le città abbiano avuto un notevole incremento demografico ed economico,Tempio ha mantenuto indubbiamente un territorio più selvaggio,grazie anche alle notevoli coltivazioni di Sughere e vigneti.

Uscendo da Santa Teresa e dirigendosi verso Palau,si trova immediatamente sulla destra la chiesa di Nostra Signora di Buon Cammino. E' un santuario immerso in un bosco di secolari ulivi e può essere considerata a pieno titolo la chiesa dei pescatori che,il 13 giugno,organizzano la festa dedicata a Sant'Antonio da Padova. Una secolare tradizione,chiamata Suprastantia,vuole che la cena sia offerta a tutti i convenuti. La chiesa di Buoncammino è diventata famosa anche per la comunità di gatti che si è sviluppata nei suoi pressi. E' un vero e proprio esercito di felini,i quali ricevono cibo e cure da alcuni volontari. Gli amanti di etologia felina possono cogliere l'opportunità di osservare il comportamento di questi amabili animali,all'interno di una vasta comunità,lasciata quasi allo stato selvatico. E' insolito,per chiunque abbia conosciuto la naturale ospitalità dei sardi,pensare che le feste popolari abbiano rischiato di essere soppresse da una legge contro il banditismo.

Proseguendo sulla 133 bis,superando Porto Pozzo e lo svincolo per San Pasquale,si raggiunge l'incrocio con la strada per Tempio. E' una percorso angusto ma di un fascino unico,passa attraverso la frazione di Bassacutena,un piccolo borgo che conta la singolare presenza di ben sette chiese disseminate nel suo territorio. Il paese moderno nacque intorno ad alcuni assembramenti di stazzi.

Luogosanto

LuogosantoA qualche chilometro di distanza da Bassacutena si trova Luogosanto,un villaggio nato durante il medioevo,periodo in cui si formarono gran parte degli attuali paesi dell'isola. Durante la dominazione Aragonese,i suoi abitanti si opposero fieramente alle prepotenze dei feudatari,colpevoli di malgoverno ed eccessiva pressione fiscale,soprattutto in una terra dimessa come la Gallura. Dopo decenni di scontri,alla metà del XV secolo,il paese si spopolò. Per la rinascita del centro ci vollero oltre duecento anni,quando alcuni pastori iniziarono ad edificare i loro stazzi in queste terre. In questo periodo il paese fu interessato anche dalla grave piaga del banditismo e del contrabbando,trovandosi proprio nella rotta tra Tempio e Santa Teresa di Gallura,storico porto di traffici illeciti con la Corsica. Agli inizi del XX secolo le buone terre di questo paese iniziarono a dare i loro frutti,viticoltura e pastorizia erano i settori trainanti,per una rinascita che,nel 1947,rese l'autonomia comunale a Luogosanto. Luogosanto ha circa 2000 abitanti e ben dodici chiese,per cui nessun nome poteva essere così azzeccato per un paese. In realtà il nome deriverebbe dalla scoperta delle reliquie dei santi Nicola e Trano,che sarebbero vissuti nei pressi della chiesa innalzata in onore di quest'ultimo. Il santuario si trova a sud del paese,sopra un rilievo granitico con splendida vista panoramica sulle Bocche di Bonifacio. Nella grotticella in cui vennero recuperate le ossa dei beati,custodita tra le mura della chiesa,è stato inserito un altare ricavato da un unico blocco di pietra. Il Santuario più importante del paese è Nostra Signora di Luogosanto,edificata nel XIII secolo in forme romaniche. Secondo la leggenda sarebbe stata innalzata da dei francescani,nello stesso luogo in cui gli apparve la Madonna per indicargli dove si trovassero le reliquie dei santi Trano e Nicola.

Un'altra leggenda è legata alla statua all'interno della Basilica,che sarebbe stata ritrovata nelle spiagge di Arzachena. Nostra Signora di Luogosanto ebbe comunque il privilegio avere in dote la Porta Santa,per volere del Papa Onorio III°. Come tutte le porte del suo genere può essere aperta ogni sette anni e così resta per ben dodici mesi,periodo in cui il santuario diviene una meta di pellegrinaggio per migliaia di fedeli. Ben tre santuari si trovano in regione Balaina e sono quelli della Madonna del Rimedio,di San Salvatore,costruita interamente in granito e di Santu Baingio di Li Coddi,con una singolare copertura di ginepro. Nella strada per Arzachena si trova il castello di Balaiana,costruito in epoca giudicale,pare,come residenza estiva dei re del Giudicato Gallurese. Il fortilizio subì gravi danni durante gli scontri con gli Aragonesi,altri danni glieli causò l'incuria,seppure sono rimasti intatti diversi ambienti. Annessa al castello si trova la chiesa di San Leonardo,probabilmente inglobata col tempo nelle mura,un edificio costruito completamente in granito. Il complesso è raggiungibile dopo una apprezzabile scalinata con qualche 'centinaio' di gradini.

Sulla strada per Santa Teresa,dopo pochi chilometri sulla destra,sorge il Castello di Re Baldo (o Palazzu di Baldu). In realtà l'edificio era l'abitazione di un governatore,infatti risulta essere privo di fortificazioni. Il palazzo sorge in zona Santo Stefano,dove esisteva l'omonimo paese medioevale ed in cui resiste la chiesa dedicata al santo,edificata nel XVII secolo,probabilmente sui ruderi del paese. Direttamente dal centro abitato (ben segnalata),una strada conduce ad un grande parco naturale,formato da un rigoglioso bosco di lecci secolari. Al suo interno sorge 'La Filetta',la più famosa tra le numerose sorgenti che attraversano il territorio di Luogosanto. La vena d'acqua,utilizzata da tempi remoti,è stata dotata di una rustica fontana in granito. Tra le celebrazioni popolari del borgo,

La 'Festa Manna' (festa grande) è la più importante e si svolge nelle giornate del 7/8/9 settembre. La Festa è un avvenimento a sfondo religioso e popolare,che raggiunge il suo apice ogni sette anni,quando viene aperta la Porta Santa. Altra importante festa religiosa è quella dedicata a Santa Reparata,una delle più sentite della Gallura,durante la quale sono eseguiti degli emozionanti canti in sardo dedicati alla beata. Danno una certa nota di colore i costumi tradizionali ed i carri addobbati,nel martedì che precede l'ascensione (40 giorni dopo Pasqua). Da Luogosanto si parte anche per delle fantastiche escursioni sul Lago del Liscia.

Da Aglientu a Calangianus

Opposto all'ingresso per Luogosanto si trova lo svincolo per Aglientu,nel cui sbocco a mare sono ubicate numerose ed incantevoli spiagge. Gli arenili sono facilmente raggiungibili dagli ingressi segnalati lungo la statale Castelsardo ' Santa Teresa ed hanno tutti una caratteristica comune: il mare verde con la sabbia fine e soffice. Dopo l'ingresso di Costa Paradiso la prima spiaggia di Aglientu è quella di Cala Serraina,dalla quale si può raggiungere a piedi Cala Faa. Un ingresso ben segnalato indica l'ingresso per Portobello di Gallura,con un litorale occupato da un discreto porticciolo turistico e da diverse spiagge,tutte circondate da una folta macchia mediterranea. In alcuni di questi lidi si trovano dei discutibili divieti d'accesso,almeno via terra,ma è inutile fare polemiche,gli arenili sono così numerosi da non doversene preoccupare. Nei pressi di un'antica torre spagnola si stende il lunghissimo litorale di Vignola,dove sfocia il rio omonimo. Nei pressi di un piccolo ruscello si trova anche la spiaggia di Li Saldi e poco più avanti quella di Lu Littaroni. Da quest'ultima si può raggiungere a piedi (verso nord) Cala Montirussu,nome attribuitogli per via del Monte alle sue spalle,un arenile quasi mai affollato. Praticamente sulla strada si trova Cala Pischina,mentre per raggiungere la Spiaggia di Rena Maiori è necessario inoltrarsi per qualche centinaio di metri verso la costa. Questo è l'ultimo arenile di Aglientu,dopodiché iniziano le spiagge di Santa Teresa.

A 16 chilometri dal summenzionato incrocio si trova l'ingresso per Aggius,che può essere definita come la capitale del banditismo durante il regno sabaudo. Negli ultimi decenni,con soli 1700 abitanti,questo paese ha compiuto un vero miracolo economico sfruttando le sue risorse naturali. Nel centro infatti esiste una fiorente attività relativa alla lavorazione del granito,del sughero e alla tessitura. Sempre nel suo patrimonio naturale va annoverata La Valle della Luna, omonima della vallata di Santa Teresa,un'immensa distesa di sculture granitiche che dal 1966 è stata posta sotto rigidi vincoli paesistici. Nell'immenso territorio comunale sono presenti anche importanti reperti archeologici (sulla strada per Trinità d'Agultu). Da Aggius,o dalla ss. 133,arrampicandosi per gli angusti tornanti,si arriva a Tempio. Questa fiorente cittadina è considerata il capoluogo storico della Gallura anche se,nella nascente provincia,questo titolo spetterà con tutta probabilità ad Olbia. Fin dalla dominazione aragonese il centro fu la roccaforte dei nobili e del clero,situazione riscontrabile nei bellissimi edifici del centro storico e nelle numerose chiese,tra le quali la bellissima cattedrale del XIII secolo. Alle sue spalle si eleva il monte Limbara,un sito ambientale d'importanza unica,solcato da un'infinità di ruscelli ed abitato da rarissime specie d'anfibi. Tempio è universalmente conosciuta anche per il suo carnevale,una kermesse di carri allegorici unica in Sardegna. A pochi chilometri da Tempio sorge Calangianus,un altro paese trainato dall'industria del sughero. Una visita all'interno della cittadina è praticamente d'obbligo,almeno per visitare il Complesso Monumentale,costituito da tre chiese in stile barocco,affacciate sulla piazza al centro dell'abitato.
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