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La Barbagia

Elenco della divisione giudicale delle Barbagie

  • Barbagia di Ollolai : Gavoi,Fonni,Ollollai,Ovodda,Olzai,Mamoiada,Lodine.
  • Barbagia di Belvì: Aritzo,Belvì,Gadoni,Meana Sardo.
  • Barbagia Mandrolisai: Sorgono,Tonara,Desulo,Atzara,Samugheo,Ortueri.
  • Barbagia di Seulo: Seui,Seulo,Sadali,Esterzili,Ussassai.
  • Barbagia di Bitti: Bitti,Dure,Gorofai,Onani,Orune.

Barbagia di Ollollai (curatoria del giudicato di Arborea)

Tra i panorami più belli del supramonte E' un territorio ricoperto da fitti e intricati boschi,solcato da sorgenti e ammantato,qua e là,di verdi pascoli,che danno vita ad una fiorente pastorizia. Anche se le genti di questi luoghi sono state sempre additate come aggressive,la riscoperta della storia dell'isola fa ritenere che il loro temperamento possa ricondursi alla naturale aspirazione all'indipendenza di ogni popolo con una forte identità.

Mamoiada e il carnevale Barbaricino

Lasciando l'ingresso per Montes alla vostra sinistra e proseguendo per qualche chilometro,si arriva nel paesino di Mamoiada,un antico paesino d'origine medioevale. Le grottesche maschere del carnevale barbaricino,i caratteri più famosi sono i Mamuthones e gli Issohadores (si pronuncia con l'acca aspirata),i primi sono presenti in quasi tutti i libri o le guide che parlano di Sardegna: la tetra maschera,nera come il fazzoletto che gli cinge il capo,l'enorme fardello di campanacci e la loro giubba fatta di pelli è diventata ormai un'icona del nostro carnevale. La processione danzata che mettono in opera è un antico rito propiziatorio,oggi ovviamente riproposto solo a scopo folkloristico,ma il suo fascino ha sempre qualcosa di ancestrale,tanto che la loro esibizione riesce a diventare protagonista di qualsiasi sfilata in cui viene eseguita.Una capanna della Barbagia Seguono solitamente alla sfilata dei tetri Mamuthones i solari Issohadores; il loro nome proviene dalla corda di giunco,sa soca,che sono soliti lanciare al pubblico,mettendo in mostra la loro abilità da Cow Boy. Il loro vestiario si contrappone a quello dei Mamuthones per via dei colori più sgargianti,indossano un gilet rosso,pantaloni bianchi e un fazzoletto variopinto legato ai fianchi. Portano anche loro una maschera,rigorosamente bianca,e la berrita sul capo è tenuta fissa da un stretto fazzoletto. Nel piccolo paese è stato creato un museo delle maschere,una visita è essenziale per capire gli intricati rituali e significati correlati al cerimoniale carnevalesco. CURIOSITA: E' tradizione che chiunque venga preso al laccio,debba offrire da bere all'abile lanciatore che lo ha catturato.

Fonni e il Gennargentu

FonniLasciando Mamoiada in direzione sud si prosegue sulla serpeggiante strada provinciale 389 raggiungendo,in circa venti minuti,Fonni. Fonni è il comune più alto della Sardegna (1000 m.) ed è,grazie alla sua posizione,il punto di partenza verso le cime più alte dell'isola: il massiccio del Gennargentu. Le installazioni nuragiche rivelano come questa zona fosse abitata sin dall'antichità. L'attuale villaggio si presume derivi dall'insediamento romano di Sorabile. L'attuale assetto urbano deriva da un'espansione intorno alla chiesa di San Giovanni Battista costruita nel XVI secolo. Nei primi anni del 1700 si ebbe una seconda espansione intorno al Santuario della Vergine dei Martiri,intorno alla quale vennero costruite le case dei fedeli (cumbessias). Il Santuario è probabilmente il monumento più importante di Fonni,oltre che una delle più pregiate costruzioni tardo gotiche dell'isola. Ogni anno si svolge nella piazza antistante l'appassionante festa dei Martiri,abbellita dalla sfilata in costume accompagnata dai cavalieri di Nostra Signora. Questi valorosi cavallerizzi,durante la giornata,si sfidano in una competizione di acrobazie a cavallo. L'economia di Fonni è basata principalmente sulla pastorizia anche se negli ultimi trent'anni ha seguito la sua vocazione per il turismo; sul Monte Bruncu Spina e sul Monte Spada esistono impianti di risalita per sciatori e da qui si può partire a piedi per suggestive escursioni attraverso il Gennargentu. Nel suo territorio si trovano anche importanti siti archeologici come la Tomba dei Giganti di Bidistili o il villaggio nuragico di Madau (Vedi archeologia). Seguendo la vecchia strada per Lanusei oltre al paesaggio fantastico,si attraversa il famoso passo del Corr'e boi (corna di bue) con un panorama mozzafiato. CURIOSITA': Il nome Vergine dei Martiri ha origine nella credenza che la statua della Madonna,custodita nel santuario,sia stata costruita con un amalgama di ossa di martiri.

Ollolai

Le testimonianze archeologiche nel suo territorio rilevano la presenza umana sin dall'età nuragica ma la nascita del paese avvenne in epoca medioevale. Divenne un centro di notevole importanza tanto da essere il Capoluogo della Curatoria della parte più a nord della Barbagia a cui diede il nome. Ollolai ha un territorio in prevalenza granitico e le abitazioni sono state elevate utilizzando principalmente questo materiale. Nell'artigianato del paese si scova un singolare prodotto: i cestini di asfodelo. A giugno le feste dedicate ai santi Giovanni Battista e San Pietro danno vita a processioni e gare a cavallo di una spettacolarità unica. Il paese è facilmente raggiungibile dallo svincolo (direzione Ottana) sulla statale che collega Nuoro ad Abbasanta.

Olzai

Dalla periferia di Ollolai si diparte una strada che giunge direttamente a Olzai. Merita sicuramente una visita il complesso di S'Ena de S'Acca,una tomba megalitica relativa alla Cultura di Ozieri (3240 - 2360 a.C.),vecchia all'incirca come la famosissima Stonehenge inglese. In località Sa Itria si svolge nel mese di luglio una delle feste più importanti della Barbagia (vedi Avvenimenti). LA CHICCA: Viene prodotta in paese una varietà di pecorino che viene cagliata all'interno dello stomaco dell'agnello non ancora svezzato. L'idea può sembrare truculenta ma l'antica ricetta da vita ad un formaggio unico.

Ovodda e lo strano caso di Don Conte

Ovodda si trova Tra Gavoi e Tonara. Nonostante nel suo territorio si trovino un gran numero di siti nuragici e i suoi territori siano un esempio raro di natura incontaminata,il paese non è mai stato molto considerato dall'industria turistica. Attualmente una serie studiata di percorsi naturalistici sta attirando un gran numero di appassionati di trekking. Il villaggio nuragico di Oseli,sito a pochi chilometri dal paese,è costituito da un discreto numero di capanne immerse nel verde. S'ipotizza che il villaggio sia molto più vasto ma non sono ancora stati conclusi gli studi in merito. Durante il Carnevale del mercoledì delle Ceneri,tutti gli abitanti del paese vestiti a maschera e con il volto sporco di fuliggine,danno vita ad una processione in cui viene fatto sfilare un grande pupazzo: Don Conte. Ritenuto responsabile dei mali del villaggio,viene portato verso sera nella piazza principale e dopo il processo,riconosciuta la sua colpevolezza,viene mandato alla forca e messo al rogo.

Lodine

Ad un passo da Gavoi nella strada per N.S. d'Itria si trova il piccolo paese di Lodine. Il suo territorio è ricco di Domus de Janas e nuraghi. Divenuto una frazione di Gavoi ha riconquistato la sua autonomia Comunale solo nel 1988 con un anagrafe di 400 abitanti circa.

Barbagia Mandrolisai (curatoria del giudicato di Arborea)

Domus de janas in Barbagia E' la zona più occidentale della Barbagia è viene chiamata comunemente Mandrolisai. Durante il periodo giudicale i corpulenti abitanti di quest'area venivano spesso arruolati nell'esercito,forse per questo motivo la curatoria godette sempre di una certa libertà. Anche sotto il dominio aragonese i vantaggi non mancarono,queste terre avevano il privilegio unico di essere amministrate da un funzionario nominato dal Re ma scelto tra gli abitanti del luogo. La situazione cambiò solo dopo l'occupazione austriaca.

Sorgono e la chiesa campestre di San Mauro

Partendo da Ovodda in direzione sud,al secondo bivio sulla destra,ci s'immette nella strada per Sorgono. Il paese è di origini romane e durante il periodo giudicale era il capoluogo della curatoria del Mandrolisai. Circondato da boschi di lecci e sughere è,per strutture ricettive,uno dei centri sardi del turismo d'alta quota. Il suo territorio è anche ricco di testimonianze archeologiche,ad esempio il nuraghe Talei innalzato agli albori dell'età nuragica. Poco distante dal Nuraghe in località tres biddas (entrambe sulla strada per Ortueri) si trova San Mauro,la più grande chiesa campestre sarda. Ogni anno,l'ultima domenica di maggio,nella chiesetta si svolge una festa che è la summa di tre antiche celebrazioni dedicate rispettivamente alla protezione dai dolori traumatici,alla primavere e all'invocazione di un'annata prospera da parte dei pastori.

Atzara

Pochi chilometri a sud di Sorgono in direzione Meana Sardo s'incontra Atzara. Nota sin dal medioevo per l'abilità dei suoi abitanti nell'arte tessile,il paese vanta un'eccellente produzione di tappeti pregiati. Anche il suo centro storico è degno di nota,essendosi conservato meglio di molti altri centri barbaricini. Costituito dai vecchi quartieri Su Fruscu e Sa Montiga 'e Josso in molti edifici si conservano motivi di stile gotico aragonese. La festa di San Isidoro che si svolge la domenica di maggio,da vita ad una particolare processione di trattori e carri a buoi. Nella stessa giornata si svolge la sagra del Vino,Atzara difatti vanta un'antica vocazione vitivinicola che però subì un brusca interruzione sul finire del 1800 a causa della fillossera che attaccò e distrusse i vigneti.

Tonara e il torrone

Sempre partendo da Ovodda e proseguendo dritti,evitando la direttrice per Sorgono,si arriva a Tonara. Sovrastata dai boschi di noci,noccioli e castagni e affacciata sul declivio verso Atzara,Tonara è l'affascinante capitale sarda del torrone. Il paese nasce dalla fusione,all'inizio del 1500,di tre villaggi: Arasulé,Toneri e Teliseri; anche gli abitanti del piccolo villaggio di Ilalà,intorno al 1700,si trasferirono a Tonara,incrementandone la popolazione. Ogni anno durante il lunedì di pasquetta si svolge la sagra del torrone,in contemporanea ha luogo il campanaccio d'oro,concorso istituito per premiare gli artigiani locali,produttori quasi esclusivi di questo prodotto in tutta l'isola.

Desulo

Non esistono strade confortevoli per raggiungere Desulo,ma tutte regalano paesaggi incantevoli. Lasciando Tonara in direzione Aritzo si incontrano due svincoli sulla sinistra,il secondo conduce a Desulo. Come Tonara nasce dalla fusione di tre borgate (Issiria,Ovolaccio e Asuai),identificabili nel centro storico,che oggi si cerca di riscoprire e valorizzare. Da circa dieci anni la sagra della Montagna e del Gennargentu (durante il giorno di Tutti i Santi) si ripropone di far conoscere il paese e i suoi prodotti a tutti i visitatori che accorrono per l'occasione. Vista la sua posizione il paese è un ottimo punto di partenza per le escursioni sul Gennargentu. Su richiesta si può visitare il Museo Etnografico Montanaru. Realizzato nella casa del Poeta locale Antioco Casula,soprannominato Montanaru,considerato dai critici uno dei maggiori poeti sardi. All'interno del museo sono esposti oggetti rappresentativi dell'economia locale ed è ancora in perfetto stato la biblioteca personale del poeta,che consta di oltre 1500 libri. CURIOSITA': Nella biblioteca del museo si trovano pezzi estremamente rari,come ad esempio una delle prime edizioni de I promessi sposi con correzioni dello stesso autore,Alessandro Manzoni.

Samugheo

Paese storico del Mandrolisai dal 1974 compreso nella provincia di Oristano.

Ortueri

Centro agropastorale di origine romana,nasce a pochi chilometri dalla Necropoli romana di Perda Litterada. Nel passato recente i massi squadrati di questo sito sono stati utilizzati per innalzare le case del villaggio. La terza domenica di maggio,presso la chiesa di San Nicolò di Bari,si svolge la festa dedicata al santo,durante la quale viene eseguita una sfilata di cavalieri in costume di grande fascino.

Barbagia di Belvì (curatoria del giudicato di Arborea)

Belvì

Sulla strada che da Tonara porta ad Aritzo si trova il paesino di Belvì. E' uno dei paesi della Barbagia che fu meno sottoposto all'egemonia dei feudatari,a parte qualche tentativo sfociato in un insurrezione popolare. Fino alla metà del 1700 il paese era governato da un rappresentante scelto tra i capifamiglia. Notevole la conservazione del centro storico,per il quale si teorizzava un progetto turistico di valorizzazione delle architetture esistenti. In via Roma,la via principale del paese,si trova un Museo di scienze naturali con reparti di mineralogia,paleontologia,zoologia,botanica e inoltre una splendida biblioteca scientifica. Durante il mese di giugno si svolge la colorata sagra delle ciliegie. CURIOSITA': Il progetto di ristrutturazione di Belvì che a suo tempo fece acquistare al paese il nomignolo di Belvip per il tipo di turismo a cui si rivolgeva,è il soggetto del libro La Festa del francese E. Vincent (ed. Thema). Nello scenario di una giornata di festa,durante un pranzo,Vincent riporta,analizza e interpreta le opinioni sulla faccenda raccolte realmente a Belvì,in cui è vissuto quasi fino alla sua scomparsa.

Aritzo e le castagne

Aritzo si trova a pochi chilometri da Belvì seguendo via Roma in direzione sud. E' una delle prime e delle principali località di villeggiatura montana,da alcuni soprannominata la Cortina di Sardegna. L'attività traino dell'economia locale è tuttavia la produzione delle castagne e delle nocciole. L'ultima domenica di ottobre si svolge in paese la sagra delle castagne che attira ogni anno un gran numero di turisti da ogni angolo della Sardegna. Davanti alla chiesa di San Michele Arcangelo s'imbocca una viuzza che porta alle vecchie carceri spagnole conosciute come Sa Bovida,formate da due locali posti su piani diversi: quello superiore era utilizzato in parte come postazione di sorveglianza e in parte vi erano due camere usate come carcere femminile; il piano inferiore,riservato ai detenuti,era uno stanzone in cui l'unica apertura consisteva in una botola che comunicava con il piano superiore. Questo connotato faceva di Sa Bovida uno dei luoghi di detenzione più temuti nell'isola. Poco distante dal paese si può ammirare il tacco texile,pilastro dolomitico di grande fascino; inoltre tutto il territorio di Aritzo è coperto da vaste foreste in cui sono stati realizzati dei sentieri segnalati per tranquille passeggiate. CURIOSITA: Un antico commercio era quello della neve,questa infatti veniva raccolta e conservata in modo da evitarne lo scioglimento e durante l'estate utilizzata per preparare Sa Carrapiña,versione locale del sorbetto al limone. LA CHICCA: Durante il pomeriggio della sagra delle castagne un gigantesco braciere sforna ingenti quantità di cald'arroste (castagne alla brace) distribuite gratis tra tutti i presenti. E' VANTAGGIOSO: parcheggiare il più distante possibile da Aritzo durante la sagra delle castagne,la strada principale viene chiusa al traffico e le strade alla periferia del paese diventano un ingarbugliato parcheggio (per la data dell'evento vedi a fine guida).

Gadoni

Lasciando Aritzo in direzione sud,seguendo la strada per texile,si incontrano due svincoli sulla sinistra: il primo porta alla splendida zona naturalistica di Funtana Cungiada,la seconda porta a Gadoni. Immerso in verdi foreste e circondato da corsi d'acqua,il paese s'appresta in tutto e per tutto ad un'economia simile alla vicina Aritzo,tuttavia fino al 1983 la storia del paese è stata legata a quella di Funtana Raminosa,uno dei pochi centri minerari della zona. L'attività estrattiva è documentata fin dai tempi dei romani e probabilmente anche in periodi anteriori,ma dopo gli anni il 1960 fu giudicata improduttiva,nonostante gli innumerevoli sforzi per mantenerla in vita durati appunto fino ai primi anni 80. Gli scenari naturali intorno al paese,soprattutto vicino al Flumendosa,sono delle vere porzioni di paradiso per chi ama le passeggiate nella natura.

Meana Sardo

Uscendo da Aritzo e proseguendo dritti,invece di svoltare per Gadoni,si incontra dopo pochi chilometri un bivio che sulla destra porta a Meana Sardo. Il paese ha avuto grande importanza nel periodo nuragico,vista la quantità di reperti e in epoca romana si trasformò in un importante centro. Il nuraghe Nolza (arrivando da Aritzo si trova poco prima del paese) è sicuramente una testimonianza nuragica di significativa architettura ed in ottimo stato di conservazione.

Barbagia di Seulo (curatoria del giudicato di Cagliari)

Conosciuta fin dai tempi antichi per l'asprezza dei suoi territori e l'abbondanza delle sue acque è una delle zone della Barbagia la cui economia è quasi esclusivamente basata sulla pastorizia. E' solo negli ultimi anni che si sta presentando la possibilità dello sfruttamento del turismo naturalistico ed archeologico per quest'area,una delle più incontaminate dell'isola. E' VANTAGGIOSO: Avere con sé qualche confetto contro il mal d'auto,le strade sono serpeggianti all'esasperazione,anche se il paesaggio ripaga ampiamente.

Seulo

Barbagia Seulo Uscendo da Gadoni,proseguendo in direzione sud,attraversando il vertiginoso ponte sul Flumendosa e affrontando un numero di curve oltre ogni immaginazione,si giunge dopo pochi chilometri a Seulo. E' un paese con un economia di tipo silvicolo,viticolo e pastorale,attività rese possibili grazie all'abbondanza d'acqua nel territorio. Gli scenari offerti dal paesaggio circostante,sono semplicemente incantevoli,con sorgenti,boschi di castagni,noccioli o rovere.

Seui

Prendendo la provinciale che da Nuoro porta fino a Lanusei,poco prima di quest'ultimo,si trova l'uscita per Gairo,che dovrete attraversare,proseguendo verso est in direzione Ussassai e quindi Seui. E' un centro di origine medioevale,il più importante di questa Barbagia di cui un tempo era il capoluogo. Le attività economiche principali sono l'agricoltura e l'allevamento,anche se si deve segnalare un breve passato minerario. Seui è il solo paese della Barbagia,oltre a Gadoni,ad aver avuto un passato minerario. Proprio negli ex edifici dirigenziali della miniera (via Roma) sorge il Museo della civiltà contadina,pastorale,artigianale,dell'attività mineraria e dell'emigrante,una sezione distaccata del museo si trova,poco distante,nei vecchi locali delle carceri spagnole (via Sassari). Il paese ha un centro storico molto interessante,che si è mantenuto in un eccellente stato di conservazione. A pochi chilometri dal paese,in direzione Ussassai,uno svincolo sulla sinistra immette sulla strada che attraversa il monte Tonneri,coperto dalla leggendaria foresta di Montarbu. Questa incantevole selva si estende per oltre cinquemila ettari e ospita al suo interno lecci,carpini neri,roverelle,corbezzoli,tassi,inoltre non è difficile incontrare rari esemplari di mufloni,martore,gatti selvatici. Proseguendo in direzione nord est,verso il lago alto del Flumendosa,si arriva allo spettacolare monte Perdaliana,la vetta sacra delle antiche popolazioni isolane.

La miniera di Seui

sfruttava un giacimento di antracite,il più pregiato combustibile fossile. Fu lo stesso La Marmora,nel suo primordiale viaggio turistico nell'isola,a scoprire e promuovere lo sfruttamento di tale deposito. Nonostante le difficoltà iniziali dovute alla mancanza di vie di comunicazione,la miniera lavorò fruttuosamente per circa settant'anni,diventando un vero e proprio serbatoio nazionale tra il primo e la fine del secondo conflitto mondiale. A metà degli anni sessanta si esaurì l'attività di estrazione,dopodiché si assistette al triste fenomeno di spopolamento graduale del paese.

Sadali

Lasciando Seulo in direzione sud,si giunge ad un bivio che verso sinistra conduce a Seui,mentre a destra porta a Sadali. La sua economia è sempre stata di tipo agropastorale ma,grazie alle sue bellezze naturali, è stata scoperta dal turismo. Il centro storico del paese,di origine alto medioevale,si trova abbarbicato su un ripido versante,dove è attraversato da diverse sorgenti,confluenti in un unico sbocco,Sa Bucca Manna,che forma la spettacolare cascata di San Valentino,un tempo utilizzata per alimentare un mulino ad acqua. Il nome della cascata deriva dalla chiesa omonima. Costruita nei pressi della sorgente nel XV secolo fu radicalmente ristrutturata intorno al 1650,nel suo interno è custodito un tabernacolo ligneo del XVII secolo di ottima fattura. Nel circondario,in direzione Seulo,si trova la grotta de Is Janas (delle fate) adorna di stalattiti e stalagmiti,oltre che da candido alabastro,con il quale sono state cesellate molte colonne destinate alle chiese di Cagliari. Gli amanti delle passeggiate naturalistiche non possono mancare la foresta di Addoli che si allarga vicino alla grotta.

Esterzili

Partendo da Seui e proseguendo oltre l'ingresso per Sadali,s'incontra dopo qualche chilometro un secondo bivio e svoltando a sinistra si raggiunge Esterzili. E' un borgo montano e sorge su un versante del monte Santa Vittoria,ricco di testimonianze che vanno dal prenuragico al romano all'alto medioevale,denotando l'importanza strategica del sito. Proprio sul monte venne trovata la Tavola di Esterzili,datata 69 d.C. conteneva la determinazione dei confini delle terre occupate dalle antiche tribù Sarde che occupavano queste aspre terre. In località Cuccureddu si trova invece la Domus de Orgiarajosa,un antico tempio con una struttura realmente singolare.

Ussassai

Lasciando Seui in direzione est e seguendo la strada principale si arriva direttamente a Ussassai. E' noto come il paese delle mele,per l'ottima qualità di questi frutti. La frutticoltura è senza dubbio l'attività trainante dell'economia e il paese è circondato da frutteti che produco pesche,albicocche,pere. Poco distante dal paese si erge il monte Arquerì,un altro simbolico tacco. Le numerose chiese campestri presenti esprimono la volontà di riconoscere a quel luogo la stessa spiritualità che gli riconoscevano le antiche popolazioni. E' un paese ricco di testimonianze archeologiche e i bizantini innalzarono qui una fortezza,il Castello di Tossilo,per controllare l'unica via d'accesso alla Barbagia,ulteriore testimonianza della posizione strategica di questo paese. CURIOSITA': Sul monte Arquerì si svolge una delle più significativa feste popolari del sud della Barbagia,la Festa della Madonna del Carmelo. Seppur in territorio di Ussassai,la costruzione della chiesa campestre dedicata alla vergine fu voluta dagli abitanti di Seui,i quali aspiravano a perpetuare una tradizionale festa che univa da decenni le genti della Barbagia di Seulo e quelle dell'Ogliastra.

Barbagia di Bitti (curatoria del giudicato di Gallura)

Caratterizzata da un ambiente aspro e montano,questa Barbagia fu raramente gestibile dai vari feudatari e conquistatori che dovettero scontrarsi con i suoi bellicosi abitanti. Data la scarsa attitudine all'agricoltura dei suoi territori,le attività primarie sono da sempre l'allevamento e la produzione di squisiti formaggi. Tutto il territorio è ricco di reperti archeologici a dimostrazione dell'importanza di quest'area nei secoli. CURIOSITA': In un epoca in cui il nome Barbagia non incute più il terrore ma è sinonimo di natura incontaminata e tradizioni,fungendo da catalizzatore per il turismo,l'indicazione Barbagia di Bitti è stata completamente cancellata dalla cartografia,probabilmente oscurata dalla vicinanza con il capoluogo Nuoro.

Bitti

calcare BarbagiaPoco prima di entrare a Nuoro,arrivando da Oristano,all'altezza della zona industriale di Prato Sardo, si trova lo svincolo che porta a Bitti. E un importante centro lattiero caseario,ma cresce in continuazione la popolarità del suo pane carasau e dei dolcetti tradizionali. Nel suo centro storico è stato creato il museo della civiltà contadina e pastorale che a breve sarà ampliato per diventare un museo etnografico. Lungo la strada per Orune,a circa 3 km dall'abitato,si trova il complesso delle cinque chiese o Babbu Mannu formato dai santuari di Babbu Mannu,la più grande,Santa Maria,Santa Lucia,San Giorgio e Santo Stefano. Nella zona del vecchio villaggio di Gorofai sorge il pozzo sacro nuragico di Romanzesu con un anfiteatro in ottimo stato di conservazione.

Onanì

Partendo da Bitti in direzione est,s'incontra subito il villaggio abbandonato di Gorofai mentre pochi chilometri più avanti si giunge a Onanì. E' un piccolo centro con poco meno di cinquecento abitanti e con un economia legata quasi esclusivamente ai prodotti della pastorizia. Il centro abitato è stato abbellito,a partire dal 1984,da una seria di murales tratteggiati dal pittore Diego Asproni e da un gruppo di studenti dell'accademia di Brera. Nella piena tradizione orgolese i murales hanno un contenuto politico e sociale. Di estrema bellezza è la chiesa romanica di San Pietro,poco distante dalla quale sorge un nuraghe. In prossimità di questo sito,durante scavi recenti,sono state trovate tracce che datano la nascita di Onanì al periodo nuragico.

Orune e Su Tempiesu

Tornando da Bitti verso Nuoro s'incontra Orune. Centro pastorale di modeste dimensioni è immerso in un paesaggio naturale fatto di valli e boschi. E' conosciuto in tutta l'isola per ospitare nel suo territorio la fonte sacra di Su Tempiesu, il più bel tempio a pozzo nuragico dell'isola (vedi Archeologia).
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