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Il territorio,la flora e la fauna

In un tempo intorno ai 900 milioni di anni fa,esisteva un oceano che divideva Asinara,Corsica e Gallura dal resto della Sardegna,la quale rimaneva invece attaccata al supercontinente a sud chiamato Gondwana,formato dagli attuali Sud America,Africa,Australia,India ed Antartide. Il nord Sardegna era attaccato al più mutevole supercontinente chiamato Armonica. I resti dell'oceano sud-armonicano, che divideva le due terre,sono stati individuati proprio all'Asinara,nei pressi di Punta dello Scorno,all'estremo nord dell'isola. Intorno ai 250 milioni di anni fa,la crosta terrestre saldava i due super continenti,durante uno dei suoi maestosi processi di deformazione e assestamento,dando vita ad un'unica grande terra emersa,chiamata Pangea. A questo punto nasceva il blocco Sardo-Corso,anche se rimaneva ancora attaccato alla penisola iberica. Passati poco più di 50 milioni di anni,iniziò la famigerata 'Deriva dei Continenti',che porterà il pianeta alla configurazione attuale. Alla fine dell'Era dei dinosauri (65 Milioni di anni fa),l'isola fu sconvolta da un'intensa attività vulcanica ed il mare,che occupava l'attuale parte centrale,iniziò a ritirarsi. Ci vollero altri 40 milioni di anni per vedere il distaccamento della Sardegna e della Corsica dalla Spagna,in un lentissimo movimento verso quella che stava diventando la penisola italiana; intanto una striscia di crosta terrestre sotto l'isola iniziò a sprofondare,lungo una linea che partiva dal Golfo dell'Asinara fino a quello di Cagliari,il cosiddetto 'rift Sardo'. L'area fu invasa dal mare,mentre alle sue estremità si scatenò una violentissima attività eruttiva. Un famoso agglomerato vulcanico su tale linea,è il promontorio di Castelsardo. All'interno dell'affossamento provocato dalla lunga frattura scorre ancor oggi il fiume Coghinas,il più importante corso d'acqua del nord Sardegna. Intorno ai 5 milioni di anni fa il mare andò lentamente ritirandosi,mentre l'attività vulcanica continuò fino all'arrivo degli uomini del Paleolitico (vedi Storia). Nell'eccezionale periodo della loro attività,i vulcani colmarono gran parte della fossa provocata dal rift ed invasero i territori circostanti,modificando profondamente il paesaggio. Il territorio di colline a cupola di Osilo,10 Km a est di Sassari,è un ottimo esempio del lavoro fatto dal magma. Su una colata lavica più recente,è situata la magnifica basilica di Nostra Signora di Saccargia,nei pressi di Codrongianus. 8 milioni di anni fa,il Golfo dell'Asinara aveva ancora l'aspetto di un arcipelago tropicale. A Porto Torres,nei pressi di Fiume Santo,uno scavo del 1993 ha portato alla luce dei fossili vegetali e animali di mangrovie,antilopi,giraffe,orsi e 'coccodrilli',tutte specie che suggeriscono la presenza di un gigantesco corso d'acqua che solcava una piana fluviale. In queste condizioni climatiche e territoriali viveva un tempo anche 'Proto',una scimmia antropomorfa (Oreopitheco Bambolii) rinvenuta negli scavi,a lungo considerata una lontana parente dell'uomo. Un milione e mezzo di anni fa circa,il lungo rift subì nuove modifiche,così la costa iniziò a risalire,lasciando sul posto l'interminabile litorale di Platamona,che con i suoi 12 Km è uno tra i più lunghi dell'isola. Le glaciazioni successive abbassarono ulteriormente il livello marino,unendo l'Asinara con la Sardegna e la Corsica,permettendo probabilmente la libera circolazione dell'uomo. Negli ultimi millenni il mare ha ripreso a salire o,se preferite,la Sardegna a sprofondare,dimostrato dalla completa immersione dei siti romani nei pressi dello Stagno di Pilo e dall'erosione accelerata delle coste,che rischia di far franare a mare l'area urbana ad est di Castelsardo.

La Fauna

I punti di più alto interesse faunistico del golfo sono L'Asinara,gli stagni di Pilo e Platamona,il fiume ed il Lago Coghinas. Gran parte delle aree intorno a questi siti hanno perso il loro patrimonio naturale a causa della forte antropizzazione. La foce del Coghinas è ricca di uccelli come le garzette e gli aironi,oltre che di un'infinità di piccoli uccelli migratori,che fanno sosta durante la fine dell'estate e la primavera. La grande piana intorno al lago Coghinas è sicuramente uno dei siti più importanti dell'isola. La copertura vegetale conferisce a questi terreni il nome di steppe,nelle quali pascola uno tra i più rari uccelli d'Italia: La Gallina Prataiola. Questo uccello assomiglia e appartiene alla famiglia delle otarde (Otididae); è famosissima la danza nuziale del maschio,che in primavera compie dei salti ritmici,aprendo le ali e rovesciando il collo all'indietro,cercando di attirare le femmine nel suo harem. Nello stagno di Pilo,nascosto ai piedi della centrale di Fiume Santo,durante la primavera si fermano un gran numero di fenicotteri ed altre numerose specie d'uccelli,che trasformano il desolato specchio d'acqua in un tripudio di colori. Ma la vera perla rara tra le aree naturalistiche è l'Asinara,che l'isolamento dal resto dell'isola e l'interdizione all'accesso per via della colonia penale,hanno preservato da molti disastri che hanno interessato la Sardegna durante il secolo scorso. Anche se non correlato al nome dell'isola,il suo simbolo è certamente l'asinello bianco. L'albinismo è dovuto probabilmente dalla popolazione ristretta sull'isola,che ha favorito il rapporto tra consanguinei,dando il via a tale difetto costituzionale,successivamente trasmesso alle nuove generazioni. Ma il numero delle specie rare sull'isola ha dell'eccezionale,nel 1950 furono reintrodotti i mufloni,i poderosi ungulati che in breve tempo hanno colonizzato quest'area,ripentendo quello che avevano fatto per millenni nel resto della Sardegna. Sono animali agili,capaci di attraversare crepacci di diversi metri con un semplice balzo. Nel periodo dell'accoppiamento le lotte tra maschi sono uno spettacolo di agilità e potenza,durante il quale i due pretendenti si sfidano a cornate,poderose percosse il cui rumore si sente a centinaia di metri di distanza. La lista continua con il Gabbiano Corso, uno degli uccelli più rari al mondo,il marangone dal ciuffo,la sterna comune,la pernice sarda ed il falco pescatore; tra i mammiferi vanno ricordati la donnola e il cinghiale,quest'ultimo è stato introdotto nell'isola dall'uomo,causando danni soprattutto agli uccelli che nidificano sul terreno,come la pernice,essendo un insaziabile divoratore delle loro uova. Un altro animale introdotto è la gazza,estremamente nocivo,per via dell'abitudine di rubare uova e pulcini dagli altri nidi. Non va dimenticato che il mare intorno all'isola pullula di fauna e flora,con delfini,coralli, praterie di posidonia ed inoltre la nacchera,il più grande mollusco bivalve del Mediterraneo (una sorta di cozza gigante).
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