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Il centro storico e il porto di Santa Teresa di Gallura

Santa TeresaPianificare la nascita di un centro vuol dire scegliere un punto strategico su cui farlo sorgere,progettarne la viabilità,l'assetto edilizio ed organizzare i vari settori dell'economia. Quando si concepì la fondazione di Santa Teresa,la posizione più favorevole risultò essere quella di Porto Longone (oggi Longosardo),ai piedi della torre costiera e poco distante dalla profonda insenatura portuale. I quartieri originari,i quali non comprendevano più di una ventina di edifici,erano tutti compresi tra l'attuale Piazza Vittorio Emanuele e la Piazza San Vittorio,naturalmente sviluppati in lunghezza per un paio d'isolati. Seppure tutto il centro storico abbia subito notevoli ristrutturazioni,è ben riconoscibile la parte più antica da quella di nuova costruzione,la stessa Piazza Vittorio Emanuele è stata recentemente sottoposta ad un ammodernamento radicale,volto a predisporla alle più svariate esigenze turistiche.

Dei nomi originari delle vie e delle piazze,invece non rimane praticamente niente,uno dei pochi toponimi superstiti è quello della piazza San Vittorio,sulla quale sorge la parrocchiale omonima. Tra gli abitanti di Santa Teresa e del circondario sopravvive anche il nome antico del borgo,difatti la cittadina viene familiarmente chiamata Lungoni. Il nome attuale del paese fu imposto dal re,in onore della Moglie Maria Teresa. L'esempio più spettacolare della regolarità del vecchio centro si riscontra arrivando da Sassari,percorrendo la Settentrionale Sarda,che attraversa il paese per terminare direttamente in piazza San Vittorio. Nel Palazzo Comunale,in piazza Villamarina,si può ammirare una copia del progetto originario di Santa Teresa,disegnato dal Re Vittorio Emanuele I stesso,nel quale vennero indicate persino le attività commerciali che dovevano sorgere sulle piazze principali.

Questa caratteristica sembra rimasta immutata a tutt'oggi,in un centro storico colorato dalle botteghe artigianali,alimentari,piccole e accoglienti pescherie,negozi di frutta e verdura,macellerie; tutte attività che smerciano principalmente prodotti locali genuini. Pochi anni dopo la fondazione Santa Teresa aveva già oltre 200 abitanti,popolazione superiore a quella di molti comuni sardi odierni,erano in prevalenza pastori,agricoltori,artigiani e pescatori. Santa Teresa A nord della chiesa di San Vittorio e sulla sinistra della torre di Longonsardo,si trova la bella spiaggia di Rena Bianca,un esteso litorale raggiungibile da qualsiasi angolo del centro abitato; il piccolo scoglio alla sinistra dell'arenile è l'isola Monica,sulla quale si trova una delle tante cave di granito disseminate nel territorio. Proprio per la presenza dell'arenile,si presume che molti abitanti dei centri limitrofi tendessero a costruirsi una seconda abitazione nei pressi,permettendogli di scappare dalla calura insopportabile della campagna durante i lunghi mesi estivi. Proprio le seconde case furono per lungo tempo l'unica struttura ricettiva del paese,un fenomeno che si allargò tanto da creare uno dei primi alberghi diffusi della storia isolana.

Attualmente il mercato degli appartamenti in affitto è regolato dalle molteplici agenzie cittadine,diffuse quasi quanto i panettieri e gli alimentari. Il punto di riferimento cittadino è attualmente la piazza Vittorio Emanuele,nella quale sorge l'Azienda Autonoma di Soggiorno,l'ente di promozione e informazione turistica. Un tempo il ruolo di centro di gravità cittadino era ricoperto dall'attigua piazza di San Vittorio,dove sorge la chiesa omonima. La parrocchiale fu edificata verso la metà dell'ottocento,grazie alle donazioni della principessa Annamaria di Savoia e della madre Maria Teresa; le due nobildonne inoltre regalarono rispettivamente la statua lignea dell'assunta e una serie d'arredi d'argento. Nella chiesa si può visitare anche il Museo della Fondazione,in cui è narrata la storia del santuario.

Anche l'imponente Torre di Longonsardo è uno dei punti di riferimento cittadini,il lungo viale alle sue spalle è stato per molti anni l?unica passeggiata cittadina. Attualmente la torre è aperta al pubblico e dalla sua terrazza,si gode di un panorama a 360° sull'intero territorio teresino,inoltre sono perfettamente visibili le candide scogliere della Corsica. Se volete visitare la Corsica,potete prendere uno dei numerosi battelli che partono quotidianamente dal porto,il tragitto è di circa un'ora e vi permette di andare e tornare in giornata.

Il Porto

Per lunghi anni il porto venne utilizzato solo come appoggio per i pescherecci,dato che il re aveva spostato tutte le rotte commerciali su La Maddalena. Dal 1925 però lo scalo aprì alcune rotte verso la penisola italiana e verso la Corsica,dando una prima vigorosa spinta all'economia locale. L'attività della pesca è sempre ben presente e dato il carovita del centro costiero,i guadagni attuali sono ben differenti dal reddito di sussistenza dei pescatori d'inizio secolo. Proprio nella rada di Longosardo è stata attuata una delle più intelligenti occupazioni di aree portuali,solitamente rischiarate solo dal candido colore delle barche.

Da pochi anni infatti è sorto il Porto,una moderna struttura con bar,ristoranti,esercizi commerciali,il tutto incastonato nelle moderne architetture dal carattere spiccatamente centro americano (ci si potrebbe girare tranquillamente il remake di Zorro).
La rada sta diventando uno dei ritrovi cittadini,fenomeno che mira ad espandersi,grazie alla costruzione di un elegante passeggiata sul suo versante orientale. Per rendere possibile tale progetto è stato fondamentale una separazione tra i diversi settori del porto: turistico,della pesca e dei traghetti di elevato tonnellaggio. La divisione è stata operata lasciando ad ogni settore rispettivamente: il fondo della baia,la parte mediana e la parte più esterna,con relativi ingressi. Santa Teresa Tra ammodernamenti e ampliamenti,il paese avrà anche perso nella sua leggendaria linearità stradale,ma non nella sua organizzazione. Sulla parete destra dell'insenatura è stata costruita una chiesa con degli immensi blocchi di granito,ben visibile entrando con la barca in rada. Dietro il santuario è stata ubicata una drammatica ma incantevole scultura bronzea: la Pietà Sarda.

L'opera è un parallelo della pietà di Michelangelo (o se preferite del bronzetto sardo La madre dell'ucciso),con la Madre del pescatore che abbraccia il figlio deceduto in mare. E' un angolo di pace che sovrasta la baraonda della mondanità,si accede da delle piccole scale sul lato destro del porto. Se avete intenzione di passare una giornata nella spiaggia della Rena Bianca lasciate la macchina nei parcheggi del paese,quello davanti all'arenile è molto piccolo e si riempie già di primo mattino.
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