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I migliori paesaggi di San Teodoro

I migliori paesaggi di San Teodoro

Uno dei tratti di costa più importanti della zona di San Teodoro è sicuramente la Punta Molara. Una volta raggiunta la periferia del paese, in campagna, si potrà imboccare via Lu Pitrali e, proseguendo verso ovest, si arriverà alla Punta. Si tratta di una splendida terrazza che si affaccia sul mare, di fronte a una meravigliosa vista sull’isola di Tavolara. La strada da percorrere è particolarmente ripida, ma vale proprio la pena seguirla per poter ammirare un paesaggio caratteristico, tipicamente mediterraneo, ricco di rocce granitiche e macchia.

La zona, sormontata dalla Punta Montepitrosu, vanta la presenza di un ricchissimo patrimonio naturalistico, meritevole di essere visitato e apprezzato dalle migliaia di turisti che ogni anno decidono di trascorrere le vacanze in Sardegna.

Dalla cima della Punta Molara si potrà ammirare anche uno splendido panorama su gran parte del parco marino, spingendosi oltre sino ai monti della Costa Smeralda, a est, e al Monte Limbara, nei pressi di Tempio Pausania, a ovest. Dalla frazione Lu Fraili, situata all’interno del paese di San Teodoro, è possibile seguire una stradina tortuosa, ma molto panoramica, che conduce alle bellissime villette in pietra di Lu Fraili di Sopra, nel bel mezzo della macchia mediterranea. Da tale punto, la strada procede sino ad arrivare sulla sommità del Colle di Altora, di circa 340 m., dal quale sarà possibile ammirare un paesaggio meraviglioso che domina la piana di L’Alzoni, sulla laguna di San Teodoro, sulle Cale Brandinchi e Codacavallo fino alle vicine isole di Tavolara e Molara. Percorrendo gli svariati sentieri del colle di Altora, nei pressi delle frazioni di Vaccileddi, subito dopo Montipitrosu, si potranno ammirare numerosi esemplari di fauna selvatica e raggiungere altre stradine molto pittoresche, circondate da vecchi stazzi ancora abitati, piccoli ruscelli e fitti cespugli di corbezzolo.

Esattamente a sud-est dell’estremo lembo della Gallura costiera, è possibile visitare l’impenetrabile e fitto massiccio granitico del Monte Nieddu, in cui si trovano in abbondanza dei giganteschi alberi di tasso e di ginepro. Purtroppo, durante i primi anni del XX secolo, Lu Monti, come viene chiamato dalla popolazione teodorina, è stato in parte devastato da boscaioli forestieri che lo hanno privato del suo straordinario manto vegetale. Anche gli incendi, poi, hanno contribuito alla continua distruzione del suo ambiente, privandolo di alcuni tratti dall’eccezionale fascino. In ogni modo, oggi, anche se con difficoltà, il monte tende a riacquistare l’aspetto di un tempo, vantando la presenza di scorci indimenticabili, caratterizzati da valli solcate da limpidi torrenti, suggestive cascate e da terrazze panoramiche che si affacciano sul mare di Tavolara e Molara fino alle Bocche di Bonifacio.

Anche dalla Punta Capo Codacavallo, poi, è possibile ammirare la straordinaria bellezza dei luoghi, insieme agli aspetti geomorfologici, biologici e ambientali del territorio. La vista sul parco è immensa: tra le diverse specie di piante come lentischio, ginepro, corbezzolo, mirto, cisto e olivastro, all’interno delle quali trova riparo una innumerevole serie di specie faunistiche come cinghiali, lepri, ricci, volpi, falchi, gufi e barbagianni, si ergono delle bellissime rocce granitiche di un colore rosa pallido che costituiscono l’ossatura dell’intero territorio. Le isole di Tavolara e di Molara, poi, possiedono un fascino incredibile. Tavolara, chiamata dai Romani Hermaea, s’innalza imponente dal mare con le sue rocce calcaree di colore biancastro, le alte falesie e le grotte segrete. Una delle esperienze indimenticabili per tutti i turisti è sicuramente la visita dell’isola in barca, dalla quale sarà possibile ammirare il profilo tagliente e ripido delle sue rocce insieme a dei paesaggi marini incantevoli e molto suggestivi. Una grotta in particolare, quella del Papa, merita di essere visitata: essa è sormontata da una falesia calcarea a picco sul mare, la Punta del Papa, che, secondo la tradizione, rappresenterebbe Papa Ponziano, mandato in esilio a Molara nel 235 d.C. per volontà dell’imperatore Massimino il Trace.

L’isola di Molara, invece, è molto diversa da Tavolara. Chiamata dai Romani Buccina, ha una forma più arrotondata, probabilmente poichè si è formata in un’Era geologica più recente. Essa costituisce l’habitat ideale per migliaia di specie di uccelli che nidificano tra le sue falesie, tra i quali, ad esempio, il bellissimo esemplare di falco pellegrino. Poco più al largo di Molara, è possibile anche notare la presenza di un’altra isola di modeste dimensioni, ossia Molarotto, ove battono moltissimi venti. Oggi, quest’ultima viene considerata come uno dei santuari del parco. Il parco di Tavolara – Punta Coda Cavallo può anche vantare la presenza della splendida laguna di San Teodoro, situata nella zona meridionale del paese di San Teodoro. E’ bellissima anche se, con il trascorrere dei secoli, essa ha perduto il suo antico fascino. E’ caratterizzata da un lungo fascio di canneti e giuncheti ed è circondata da una macchia mediterranea bassa e da piccole ville turistico-residenziali della vicina borgata di La Suaredda. Anche il suo lato occidentale è particolarmente caratteristico poichè conserva alcuni tratti del suo aspetto originario di un tempo, una macchia fitta e rigogliosa con diversi fiori, colori e rocce granitiche dalle forme particolari e inconsuete.

La laguna, negli anni ’50 ha subito diversi interventi di bonifica, al fine di riparare ai fossati ed acquitrini che orlavano la sua fascia meridionale. In ogni modo, sono stati distrutti fitti canneti e vastissime distese di tifa, un manto vegetale molto caratteristico e habitat originario di diverse specie di uccelli acquatici. Insomma, un opera di bonifica che avrebbe dovuto migliorare le condizioni naturali della laguna ha causato, in parte, l’effetto contrario, facendo scempio di alcuni tratti suggestivi dello stagno che oggi, purtroppo, non esistono più.


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