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Da Monteponi a Gonnosfanadiga,passando per Nebida

La città miniera: Monteponi

Monteponi e Monte vecchio minieraLa miniera di Monteponi è così importante da poter essere definita la storia delle miniere Sarde. Sicuramente sfruttata sin dalle epoche passate,questa miniera rivelò il suo incredibile potenziale verso la seconda metà dellottocento,allo scoccare del periodo più fiorente per le cave isolane. Poco dopo il suo pieno avvio la miniera divenne un punto di riferimento nazionale,sia per livelli produttivi che per innovazioni tecnologiche,nonché unica per la progredita e favorevole condizione sociale dei suoi lavoratori. A Monteponi infatti si sperimentarono i primordi degli spacci e delle mense aziendali,venne progettata una sorta di previdenza sociale per far fronte ad infortuni,malattia e alle pensioni dei lavoratori più anziani. In circa un secolo vennero fatti una quantità di lavori tale che la silvestre collina divenne presto una prosperosa borgata con laverie,magazzini e ferrovie. Il colle venne rivoltato tanto allesterno quanto allinterno,a causa delle frenetica costruzione di pozzi,ferrovie,strade e canali,che diedero vita a due città,una in superficie ed una sotterranea. Tuttavia,più in fondo si scavava e più lacqua contrastava i lavori. Fu allora che venne messo in opera il mastodontico scavo di una galleria per far defluire quel mare nascosto,partendo da Monteponi e arrivando fino a Funtanamare,per un totale di circa 4 Km. Monteponi fu uno dei primi luoghi in cui fu introdotta lilluminazione elettrica e di seguito comparirono le prime avanzate tecniche di separazione dei minerali di zinco tramite particolari processi di elettrolisi. Verso la seconda metà del XX secolo,la minierà seguì le sorti generali del settore,finendo ingloriosamente abbandonata intorno al 1991. Attualmente alcune parti della miniera sono state rese accessibili ai visitatori,come ad esempio il fantastico pozzo Sella,in cui si può sperimentare la discesa nelle viscere della terra servendosi degli stessi ascensori usati da generazioni di minatori. Seguendo la ss. 126 per Carbonia,sincontra la miniera di S. Giovanni dove,nel 1952,la realizzazione di uno scavo portò alla scoperta di una grotta che fu intitolata a Santa Barbara. L'enorme spettacolarità della grotta insinuò un senso di venerazione negli scopritori,che la preservarono da qualsiasi devastazione mineraria e la intitolarono alla loro Santa.

La costa e le spiagge

La zona marina d'Iglesias è una piccola perla delle coste sarde,Jacques Cousteau la definì la più bella del mondo,riferendosi agli immacolati fondali,sfruttati pochissimo da qualsiasi tipo di attività. Il tratto interessato parte da Nebida fin quasi a Buggerru,comprendendo in questo spazio piccole spiagge di rara bellezza.

Nebida

Nebida è una vecchia frazione mineraria di Iglesias,raggiungibile tramite lo svincolo per Funtanamare della ss. 126. Caratterizzata da unalta costa rocciosa non possiede delle vere e proprie spiagge,se non il modesto arenile di porto Raffa,poco più a sud del paese e diversi confortevoli scogli,raggiungibili però dopo un impegnativa camminata lungo la costa (privacy assicurata). Nel tratto costiero antistante il paese si trovano i resti della gloriosa laveria La Marmora,raggiungibile dopo oltre duecento gradini con una pendenza così accentuata da far sembrare la risalita una vera e propria scalata.

Masua

Pan di Zucchero - Nebida La litoranea tra Nebida è Masua è unorgia di colori e forti contrasti cromatici,tipici delle associazioni della vegetazione mediterranea. Lungo la costa spuntano gli scogli S'Agusteri e Il Morto,Molto pittoreschi durante le giornate di calma piatta. Da questa posizione limponente Pan di Zucchero sembra essere un tuttuno con le falesie antistanti,delineandosi via via che ci si avvicina a Masua. Masua,come Nebida,è un importantissima frazione mineraria dIglesias,tuttavia molto più avanzata nello sfruttamento a fini turistici dei ruderi minerari. Una volta entrati nel paesino,precisi cartelli indicano da una parte la via per il vecchio complesso minerario,attualmente visitabile,dallaltra quella per la piccola spiaggia,appartata e dalle acque trasparenti. Nel suo arenile si trovano i vecchi resti del porticciolo utilizzato per caricare il materiale e di un silo in pietra. Davanti alla spiaggia troneggia lisolotto del Pan di Zucchero,costituito da candida roccia calcarea che gli ha fatto conquistare tale nome. Il suo faraglione è alto oltre 130 metri e gli conferisce una sagoma singolare,molto amato dagli appassionati di arrampicata. Lisolotto è formato da tre grandi blocchi,nonostante appaia come un corpo singolo,di cui uno più grande sembra sorreggere i due minori.

La spiaggia di Cala Domestica

Attualmente raggiungibile solo dalla strada a sud di Buggerru,Cala domestica è la spiaggia più a nord della marina d'Iglesias. E la Cala più suggestiva di tutta la costa e la sua posizione defilata la conserva quasi immacolata dall'assalto estivo alle spiagge. Si trovano evidenti segni di un vecchio porticciolo,che fu costruito per sfruttare il riparo naturale ai venti di libeccio e maestrale fornito dalla baia,per poter caricare i minerali in qualsiasi condizione climatica.

Porto Flavia

Pan di zucchero - IglesienteDalla piazza centrale di Masua si può raggiungere una terza stradina,che si diparte dalla destra della via per la spiaggia e conduce allingresso delle strutture più scenografiche mai costruite dall'industria mineraria: Porto Flavia. La montagna davanti al Pan di Zucchero fu perforata per creare un punto da cui si potessero caricare i grandi mercantili,che allora avevano un punto d'approdo solo a Carloforte. Il sito è attualmente visitabile,tuttavia la caratteristica più spettacolare è la facciata che da sul mare,osservabile solo dalla barca e dallo scoglio di Pan di Zucchero.

Domusnovas e la grotta di San Giovanni

Domusnovas è facilmente raggiungibile,partendo da Iglesias,attraverso la ss. 130. I reperti trovati nella grotta di San Giovanni e il Nuraghe Sa Domu e S'Orcu (la casa dell'orco),sono testimonianze della presenza umana nellarea fin dai tempi più remoti. La nascita del paese è collegata invece allespansione d'Iglesias voluta dai pisani,durante la loro campagna di sfruttamento delle risorse minerarie. Verso la fine del 1800 Domusnovas iniziò una discreta attività mineraria,con la scoperta di un giacimento in località SArcu e Sa Duchessa. Attualmente il paese ha ottime probabilità di sviluppo nel settore turistico ambientale,grazie al suo splendido circondario. In città merita una visita la Chiesa dell'Assunta,costruita nel sito in cui sorgeva un vecchio castello pisano. La Festa dellAssunta,patrona di Domusnovas,è una delle ricorrenze più note dell'Iglesiente,per le sue singolari usanze (vedi Avvenimenti) che si ripetono da oltre un secolo.

La Grotta di San Giovanni,la Valle di Monte Narba e laltopiano di Oridda.

La Grotta di San Giovanni è sicuramente una delle più spettacolari nellisola,per decenni ha avuto l'eccezionale peculiarità di essere attraversata al suo interno da una strada aperta al traffico. Vecchia di millenni la grotta divenne determinante sul finire del XIX secolo,mettendo in comunicazione Domusnovas con varie miniere come Sa Duchessa,Arenas e Malacalzetta; Esistono foto d'archivio della Monteponi che raffigurano il passaggio dei Carri a Buoi,carichi di materiale minerario,attraverso lantro nelle viscere del monte Marganai. Attualmente la strada è stata chiusa al traffico per levidente danno che questo gli arrecava,tuttavia è percorribile a piedi,con la possibilità di ammirare le strepitose concrezioni che ladornano. Sul versante opposto a quello di Domusnovas la grotta si apre nella Valle di Monte Narba. In realtà anche la valle un tempo faceva parte della grotta,fu il crollo del soffitto a liberarla all'esterno. Nei secoli successivi la copertura boschiva ha occultato la gran parte delle tracce sullorigine della vallata,attualmente compresa nella foresta demaniale di Marganai Oridda. Partendo da questo punto,imboccando la prima strada sulla destra,si arriva allaltopiano di Oridda,uno dei posti più spettacolari dell'Iglesiente,percorribile attraverso una serie di strade sterrate. Sempre nella stessa direzione si va incontro alle splendide aree del rio Linas,del rio Oridda e del rio Muru Mannu,quest'ultimo da vita alla più grande cascata della Sardegna.

Villamassargia

Dallo svincolo della ss. 130 per Domusnovas,simbocca la strada verso sud per Villamassargia. Questo fu un importante centro per il controllo strategico dei territori circostanti,i pisani fecero erigere a tale scopo il castello di Giojosaguardia,ubicato nel colle omonimo sulla strada per Narcao. Un tempo roccaforte imprendibile,fu completamente abbandonato durante la dominazione spagnola e cadde in rovina.

Siliqua e il Castello di Acquafredda

Percorrendo la ss. 130 in direzione Cagliari,dopo circa 12 chilometri dallo svincolo per Domusnovas,s'incontra lo svincolo per Siliqua. Appena entrati in paese,anche in giornate non particolarmente terse,si scorge la sagoma del Castello di Acquafredda,che domina tutta la vallata circostante. Fu costruito nel periodo Giudicale e successivamente fu controllato dai pisani. Quando iniziarono gli scontri tra il giudicato di Arborea e gli Aragonesi,la fortezza,controllata dagli spagnoli,divenne un imprendibile presidio militare. Attualmente aperto al pubblico,è uno dei manieri più coreografici dellisola. Una stradina che aggira il colle del castello porta al lago di Medau Zirimilis e di seguito su un versante del Monte Arcosu,importante rilievo in cui il WWF ha istituito unoasi per la protezione del cervo sardo. Le strade per raggiungere la cima partono da Uta,nei pressi di Cagliari. Da una strada ubicata tra Siliqua e il Castello,si raggiungono le fonti di Zinnigas,dove viene imbottigliata una famosissima acqua oligominerale. Le vette circostanti,coperte da una rigogliosa vegetazione a macchia,sono attraversate da piccoli sentieri,che permettono di raggiungere le vette più elevate. Da qui si gode un panorama unico,che concede un'ampia visuale sui monti del Sulcis,dell'Iglesiente ed inoltre sulla valle del Campidano di Cagliari. Lo stabilimento responsabile dell'imbottigliamento dell'acqua sorgiva ha installato,poco distante dall'azienda,alcuni rubinetti dai quali si può apprezzare la limpida e fresca acqua delle fonti di Zinnigas.

Villacidro e la cascata di Sa Spendula

Villacidro è raggiungibile sia dalla ss. 130,seguendo qualsiasi uscita per Vallermosa,sia dalla 131,prendendo lo svincolo per S. Gavino Monreale (S. Gavino nella segnaletica). E un discreto centro,situato ai piedi del monte Linas,che con la sua sagoma caratteristica domina la valle circostante. Famosa in tutta lisola per i suoi agrumi,Villacidro deve questa vocazione ai feudatari che la controllarono intorno al 1500. A quei tempi gran parte del territorio era ancora coperto da una folta foresta,che venne sacrificata intorno alla metà del 1700,quando fu costruita l'enorme fonderia di Villacidro. Passata la grande stagione mineraria furono però i frutti della terra a risollevare il paese,famoso,oltre che per i già citati agrumi,per gli ulivi,l'orticoltura e soprattutto le ciliegie,alle quali è dedicata una sagra in concomitanza con le celebrazioni per San Giuseppe. Nel suo circondario si trovano degli splendidi scenari naturali,tra questi la cascata di Sa Spendula (arrivando da S. Gavino si svolta a destra al primo semaforo del paese),formata dal rio Coxinas è una delle poche cascate perenni dell'isola. La sua bellezza fu decantata anche da D'Annunzio durante il breve soggiorno nel paese. Un altro sito naturalistico d'innegabile fascino è la foresta demaniale di Montimannu,che si raggiunge da una strada ben segnalata (sulla destra) andando verso Siliqua. Per gli appassionati di trekking o per chiunque ami le passeggiate,l'area è completamente visitabile senza bisogno di nessuna autorizzazione. Esistono invece delle restrizioni per chi vuole muoversi con gli automezzi,per i quali sono necessari i permessi,reperibili presso i presidi del corpo forestale. In quest'area,su un versante del monte Cuccurdoni,si trova limportante sito nuragico di Matzanni,composto da tre templi a pozzo. Laccesso al sito tuttavia non è molto facile; poco distante si trova anche un singolare tempio punico in pietra calcarea. Dal versante destro del lago Rio Leni si può arrivare fino alla foresta demaniale di Marganai Oridda (vedi Domusnovas),ma questo percorso è consigliato solo a persone ben allenate,nonostante il tragitto sia di pochi chilometri. Dal versante sinistro invece si arriva alla chiesa campestre di San Sisinnio (1600) nella quale,la prima domenica d'agosto,si svolge una popolare festa dedicata al santo a cui è legata una tetra superstizione. Il personaggio più illustre di Villacidro è stato senza dubbio lo scrittore Giuseppe Dessì,la sua casa nel centro storico è stata adibita a museo ed il paese ha istituito,in sua eterna memoria,un premio letterario oramai di fama nazionale. Tra i vari riconoscimenti Dessì vinse anche lo Strega,il più importante premio letterario italiano,con il libro Paese dombre. E un romanzo storico in cui si ripercorrono i più grandi eventi della Sardegna moderna. Villacidro viene malcelata sotto il nome di Norbio e la storia segue le stagioni della vita del protagonista,ricordando un po la Macondo e i Buendia di Gabriel Garçia Marquez (Centanni di solitudine).

Gonnosfanadiga e il monte Linas

Gonnosfanadiga è facilmente raggiungibile sia dallo svincolo ubicato sulla strada che da San Gavino Monreale porta a Guspini,sia da Villacidro. Formato dalla fusione dei villaggi Gonnos e Fanadiga,attualmente è un'importante centro agricolo famoso per il suo pregiatissimo olio. Dopo una breve parentesi mineraria,il paese sta cercando di sfruttare il suo inestimabile territorio a scopo turistico. Gonnosfanadiga è una tappa d'obbligo per le escursioni sul monte Linas,dove si può arrivare passando vicino agli ex stabilimenti della miniera di Perde Pibera,attualmente inclusa nel parco comunale omonimo,da qui si può proseguire a piedi per la cima (sentieri segnalati). In direzione sud,poco distante dallabitato in località S'Utturu,sorge la chiesa campestre di Santa Severa. Nella giornata di pasquetta viene celebrata la festa dedicata alla santa durante la quale,secondo un antico rito,devono renderle onore le coppie di fidanzati che hanno divulgato la loro unione. Sempre nei pressi del paese,in località San Cosimo,si trova una singolare tomba dei giganti in un eccellente stato di conservazione.
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