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Teatri di Pietra Voci Di Astarte – “Odissea Penelope”
16/09/2011

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Liberamente ispirato all’ODISSEA di Omero,il testo di Argirò di portata affabulatoria,è un viaggio ironico e struggente attraverso i luoghi visitati da Ulisse e raccontati dalla voce femminile di Penelope.

La performance,affidata esclusivamente alla forza interpretativa dell’attrice,è una lettura sull’operazione drammaturgica di Giuseppe Argirò,che considera una voce esclusiva per le molteplici sfaccettature.
Penelope,nel suo viaggio affabulatorio,attraverso la drammaturgia che propone un’unica voce a ripercorrere le peripezie di Ulisse e tutti i personaggi da lui incontrati,diventa di volta in volta,il Ciclope,la Maga Circe,le Sirene incantatrici. Gli eroi omerici,attraverso la lettura,diventano grotteschi,brillanti; privati della loro antichità rinascono moderni e profondamente umani.

Da Note al testo di Giuseppe Argirò
“… Odissea Penelope racchiude nel titolo la sua necessità d’essere,anticipando il punto di vista tutto al femminile dell’attesa: il travaglio interiore della fedeltà ad una idea. L’adesione consapevole dell’eroina di Itaca alle vicende di viaggio di Ulisse, esprime la rivendicazione del dolore,dell’abbandono e della solitudine. Penelope e Ulisse compiono lo stesso viaggio: Penelope viaggia nella sua anima rimanendo ferma,stanziale,apparentemente immobile; libera nella costrizione e prigioniera della sua libertà, rivendica il diritto all’assenza. Ulisse attraversa tutti i mondi possibili alla ricerca della conoscenza,eppure ritorna al punto di origine,alla sua terra,ricongiungendo il principio con la fine.
La drammaturgia si avvale di diverse riletture mitologiche che coincidono nella conflittualità del maschile e del femminile,origine di un’umanità imperfetta.
Odissea Penelope rivendica il diritto della donna ad esistere,a chiamarsi con un nome proprio,affermando un’identità che non può essere decisa a priori da nessun sistema culturale. Nella memoria si consuma la violenza. Rimane il dolore muto e silenzioso che nega qualsiasi forma di rimozione ritrovando,nella parola e nel teatro,l’unica forma di rappresentazione possibile.”

Nata a Napoli,inizia a studiare violino al Conservatorio,ma poi opta per la recitazione e si diploma al Centro Sperimentale di Cinematografia nel 1987. Nel 1989 debutta sul palcoscenico in “Ha da passà ‘a nuttata” ,tratto dall’omonima opera di Eduardo de Filippo.
Dopo una lunghissima collaborazione con il gruppo Teatri Uniti,diventa una delle attrici predilette di Leo De Bernardis,Mario Martone,Carlo Cecchi,Federico Tiezzi ed Emma Dante,vestendo i panni della protagonista di spettacoli come “Rasoi” (1991); “Zingari” (1995); “Il misantropo” (1996) di Molière,accanto a Toni Servillo; “Amleto” (1996); “Sogno di una notte di mezza estate” (1997); “Misura per misura” (1996).
Definita “generosa e mobilissima”,ha come caratteristica principale quella di passare con disinvoltura dal teatro dialettale a Shakespeare,fino spingersi a progetti sperimentali in compagnia di Clara Gebbia.


Organizzazione

info:Tel./fax: 0781/1896100 347 8653951 - 328 6356822

stella sollai

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