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S’Istrada Longa (la lunga strada),uno dei tanti trekking spettacolari dei supramontes
Con questo suggerimento partecipiamo al concorso di Marenostrum "10 consigli utili per una prima vacanza in Sardegna"
Dal 07/07/2011 al 31/12/2011

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S’istrada longa (la strada lunga) è uno dei tanti trekking che è possibile fare in uno degli scenari più belli e selvaggi della Sardegna,quello dei supramontes,in questo caso quello di Baunei.

Il trekk parte dalla zona denominata Orgovo,qualche centinaio di metri prima di Lovettecannas,all’imboccatura del Bacu Addas che si percorre sino all’attacco della cengia.
Questa veniva utilizzata come via veloce per raggiungere Cala Sisine,o Portu Sisine nell’epoca dei carbonai e percorre a mezza costa una parete strapiombante sulla destra orografica. Si inizia a percorrere lo stretto zoccolo roccioso che sicuramente anche in passato poteva essere percorso solo a piedi e viene difficile pensare anche ad un eventuale mulo essendo in alcuni punti neccessario quasi inginocchiarsi per percorrerla.

A sinistra la vista può spaziare sui Bacus (viene definita Bacu una gola in cui non scorre più acqua se non saltuariamente,e in seguito a eventi piovosi importanti) e si può vedere l’impressionante arco chiamato S’arcada Manna o de urutzò o de s’Orruargiu e quindi poco più avanti si ammira la confuenza tra Bacu Addas e Bacu Urutzò,i due rami superiori di Bacu Su Orruargiu,che si iniziano a percorrere. In passato questo canalone era attraversato da una grossa strada carraia che tramite un ponte in travi di ginepro appogiato ad una gengia sul lato sinistro consentiva di superare il salto denominato de Su Marinau.
Un’alluvione ha cancellato,nel 1964,ponte e strada.

La cengia offre alla vista un panorama mozzafiato. Sotto ci sono almeno 200 metri di parete verticale. In lontananza si vede,seguendo con lo sguardo la codula di Sisine,il mare.
Occorre proseguire facendo attenzione perchè la cengia si restringe in alcuni punti a meno di un metro di larghezza e camminare con gli zaini può diventare pericoloso.

Alla fine della cengia una ripida pietraia vi porta giù verso Bacu sa Ena e Pranu Murta. La codula porta chiaramente i segni dell’alluvione del 2008. Alberi immensi sradicati dalla furia dell’acqua si intecciano tra loro inglobando i massi. La sterrata che permette alle macchine di giungere a circa mezz’ora dalla cala è stata sottoposta ad una massiccia opera di manutenzione e ripristino dai mezzi pesanti.

Dopo qualche ora di cammino si giunge in spiaggia ed è possibile rientrare al punto di partenza passando da Bacu Arai,Bacu Erittili e Punta su Contu con un bel dislivello di 940 metri.
La fatica della risalita è ripagata dall’aver visto uno dei posti più belli del supramonte.

Il turista che volesse organizzare l’escursione con il supporto di guide esperte può contattare Sardinia Touriste Guide

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