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Mostra “Le grandi Madri” di Antonello Serra
La Terra sarda incontaminata, incatenata ad un millenario patrimonio storico-concettuale di simboli atavici, è il filo conduttore del nuovo ciclo pittorico di Antonello Serra, dedicato alle Grandi Madri, dove, gli impasti cromatici si inseriscono con eleganza all’interno di mappe bidimensionali
Dal 12/06/2021 al 18/07/2021

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“Le grandi Madri" di Antonello Serra
© Antonello Serra


Mostra personale “Le grandi Madri” di Antonello Serra
Sala Mostre temporanee 12 giugno – 18 luglio 2021
Il Parco e Museo Genna Maria, la Turismo in Marmilla Soc. Coop. e il Comune di Villanovaforru ospitano nei locali della Sala Mostre temporanee del Civico Museo Genna Maria la mostra personale “Le grandi Madri” di Antonello Serra.
L’inaugurazione della mostra si terrà sabato 12 giugno dalle ore 18:00 e si potrà visitare fino al 18 luglio 2021. Presenterà l’artista la storica dell’arte e critica Enrica Olmetto
La Terra sarda incontaminata, incatenata ad un millenario patrimonio storico-concettuale di simboli atavici, è il filo conduttore del nuovo ciclo pittorico di Antonello Serra, dedicato alle Grandi Madri, dove, gli impasti cromatici si inseriscono con eleganza all’interno di mappe bidimensionali, memori dei graffiti rupestri che ancora campeggiano negli anfratti delle tombe ipogeiche, disseminate nel verde delle campagne assolate.
Memore della recente esposizione inaugurata a Settembre 2020 con l’evento Civiltà Invisibili a Casa Zapata, presso il Polo museale di Barumini, il Territorio della Marmilla ospita ancora una volta l’artista in qualità di artefice di una mostra ispirata alle proprie origini e di forte impatto emotivo, nella storica cornice del Museo Genna Maria di Villanovaforru. L’esposizione in questa circostanza è caratterizzata da una sequenza di immagini simboliche che riportano in auge non solo l’antichità sarda pre-nuragica, ma l’intero patrimonio segnico identificabile con la Madre Terra, al centro del Culto di tutto il Mediterraneo.
Un concetto cardine dell’identità sarda e dell’intera comunità mediterranea quella della Dea Madre che affonda le radici nella Preistoria degli antichi popoli europei, quando, accanto ai manufatti costruiti per conservare cibi e bevande prodotte nei primi villaggi del Neolitico, l’uomo iniziò a produrre le piccole statuine votive ispirate alla Grande Madre Terra, invocata per rendere fruttuose le semine e abbondanti i raccolti, in segno di buon auspicio.
Rispetto alle prosperose Veneri di argilla, capolavori in miniatura dalle importanti definizioni plastiche, note per le fattezze rotondeggianti con cui richiamavano la fertilità e l’abbondanza, osservando gli studi preparatori di Antonello Serra, ci si immerge, invece, in un mondo planimetrico, fantastico, dove le figure costituiscono il linguaggio simbolico per eccellenza, con cui l’artista definendo ampie campiture di colore, fa rivivere il significato delle sue origini.
L’utilizzo del simbolo con particolari forme che rimandano ai concetti trasfigurati appartenuti al passato dell’Isola, rappresentano un modo di esprimersi interiore proprio dell’identità di Serra, sempre vicino ad uno stile carico di tinte surrealiste, dove l’importanza della forma lascia sempre spazio all’immaginazione guidata dal ricco patrimonio simbolico dell’antichità sarda. Così come il valore umano della vita fu risvegliato in modo crudo e realistico, nelle intense e partecipative rappresentazioni materne realizzate da Francesco Ciusa, o attraverso una trasposizione astratta e un ritorno alla sintesi geometrica, con le interpretazioni delle forme morbide e aeree delle Madri di Costantino Nivola, attraverso un’altra modalità espressiva, l’arte e la poetica di Antonello Serra ci accompagna verso una lettura simbolica delle Grandi Madri, rielaborando sulla carta la propria dimensione interiore che, in modo sorprendente si fa portavoce di fondamenti universali, umanamente e artisticamente condivisi nei secoli. Erica Olmetto
Antonello Serra è nato a Oristano il 6 febbraio 1967. Dal 1995 vive e lavora in Trentino. Inizia molto presto la sua attività artistica come autodidatta, non ancora diciottenne, ispirandosi ai grandi maestri del surrealismo come Salvador Dalì, Max Ernst e altri.
Nel corso degli anni esegue un’infinità di disegni e di studi e nel 2008 Antonello, in contemporanea al suo lavoro, decide di dare una svolta alla sua arte.
Si riappropria della sua terra, dei segni prenuragici e arcaici della Sardegna, approfondisce le tracce delle “Domus de Janas” e dei “Menir” e delle cassapanche sarde a lui molto care per le tracce raffinate incise sul legno di castagno, color sangue di bue, dagli artigiani di un tempo. Così nasce il primo ciclo di opere “Infrusiadas” (Passaggi veloci) usando sacchi di juta, terre, pigmenti, legni, stoffe e terracotte.
Poi nel corso degli anni susseguono altri cicli: “Segni”, “Tracce della memoria”, “le Grandi Madri” le “Tabelle nuragiche”.
Nel 2015 inizia la fase “Le civiltà invisibili”, tema che si ispira al dio Toro e alle scritture nuraghiche.
Alcune delle sue opere sono esposte in gallerie private a Barcellona e Berlino. Sempre nello stesso anno Antonello è ideatore e promotore del progetto artistico “Artisti a statuto speciale” con il quale ha coinvolto artisti sardi e trentini.
Molte sono le mostre, collettive e personali, che lo hanno visto protagonista; le principali città sono Cagliari, Oristano, Bosa, Tempio, Nuoro, Ghilarza, Napoli, Palermo, Bologna, Milano, Pisa, Arezzo, Venezia, Trento, Rovereto, Pergine Valsugana, Arco, Mezzolombardo, Viterbo, Roma, Treviso, Lugano, Berlino, Lisbona, Barcellona, Belgrado e altre.
Hanno scritto di lui: Antonio Agriesti, Augusto Biselli, Lucia Bonacini, Giuseppe Bosich, Tullio Campana, Claudio Cavallieri, Annamaria Cielo, Antonio Cossu, Fiorenzo Degasperi, Paolo Dolzan, Renzo Francescotti, Antonella Iozzo, LOME, Annachiara Marangoni, Salvatore Naitza, Erica Olmetto, Romano Perusini, Fulvio Pinna, Maurizio Scudiero, Maria Claudia Simotti, Walter Vettori.

Per informazioni:070/9300050 oppure 3331760216


Organizzazione

Parco e Museo Genna Maria
Villanovaforru
Sito Web
[email protected]
070 9300050

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