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“La memoria,la parola” a Cagliari con gli attori de Il Crogiuolo
Mette in luce l'impegno politico e la passione per il teatro civile che anima i suoi attori storici: Mario Faticoni e Rita Atzeri
Dal 05/03/2015 al 06/06/2015

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“La memoria,la parola”,è una rassegna che de Il crogiuolo,mette in luce l’impegno politico,la passione per il teatro civile che anima i suoi attori storici,Mario Faticoni e Rita Atzeri.
<<Per l’ampio significato a cui rimandano,le parole “memoria”,“parola” prese a prestito da Salvatore Cubeddu per il titolo della rassegna,hanno impregnato tutti i trent’anni di vita de Il crogiuolo; consuetudine radicata,nell’aspirazione a un progresso sviluppo dello specifico di una terra,quota non richiesta,non sostenuta,delle energie spese>>.
Scrive nella sua nota Mario Faticoni.
La rassegna,che si svolgerà dal 5 marzo al 6 giugno 2015,all’Arco Studio di via portoscalas 17,alle ore 21:00,comprende 9 titoli,cinque dei quali realizzati in collaborazione con la Fondazione Sardinia,per la parte dedicata alla rivisitazione sardista,a contatto con una radice così densa e fondante di lotte,travagli,impegno,vite spese,si propongono di risvegliare energie progettuali e di resistenza tra le nuove generazioni.
Apre la stagione il 5 marzo,con repliche il 6 e 7,solo su prenotazione (3348821892 o [email protected]) lo spettacolo LA MIA RAGAZZA DALL’OCCHIO NERO,tratto da “Il comunista” di Guido Morselli,adattamento e regia Virginia Martini,con Mario Faticoni e Rita Atzeri,produzione Il crogiuolo.
Lo spettacolo inizia dove il libro finisce,immaginiamo infatti un seguito e degli sviluppi imprevisti alla vita dei personaggi di Morselli,cercando di ricostruire in particolar modo la storia di Walter Ferrarini,parlamentare comunista dal passato non scontato,troppo serio,troppo brusco,tagliato con l’accetta in un legno ruvido ,passionalmente attaccato al suo partito eppure incapace di sopprimere delle convinzioni maturate lentamente dal basso,durante anni di solitarie elucubrazioni. Nei panni del protagonista Mario Faticoni,affiancato da Rita Atzeri,ci aprirà letteralmente la porta di casa propria (lo spettacolo è presentato presso l’Arco Studio per un numero limitato di spettatori per volta) regalandoci squarci di un’umanità che volutamente confonde la finzione con la realtà,dove la vita di Morselli si mescola con quella dei suoi personaggi e dove finalmente questo eroe senza qualità,uomo di partito incapace di emergere,vittima delle proprie debolezze umane,dovrà affrontare senza nascondersi tutti i suoi fantasmi.

Il 21 marzo,la prima delle serate sardiste,LA GRANDE GUERRA E LA SARDEGNA a cura di Salvatore Cubeddu,elaborazione drammaturgica Piero Marcialis con Mario Faticoni,Rita Atzeri supportati dalle voci di Piero Marcialis e Salvatore Cubeddu.
Paese dell’interno della Sardegna: nella cucina della sua casa,Minnia – madre di quattro figli,il cui marito,Zuanne,è stato richiamato in guerra e combatte nella Brigata Sassari – legge all’anziano padre Bachis l’ultima lettera giuntale dal fronte. Arrivano con simili notizie,il sindaco Frantziscu – entusiasta per l’esaltazione delle gesta guerriere dei sardi – ed il ‘maestro Efis’,venerato insegnante di generazioni paesane,anche egli con due figli in guerra,uno dei quali ufficiale nella Brigata. Informazioni,emozioni,valutazioni,significati di un evento che toccò ciascuna delle famiglie,nei nostri paesi e in tutta l’Europa. Nel mondo,per la prima volta in questo modo e misura.
Nella notte del 2 novembre 1975,quasi quattro decenni fa,si consuma il tragico epilogo della vita di Pier Paolo Pasolini: viene ucciso vicino a Ostia,in circostanze mai del tutto chiarite,probabilmente da uno dei “ragazzi di vita” che era solito frequentare,senza farne mistero. Si interrompe così,a 53 anni,il viaggio di uno degli intellettuali italiani più importanti,seppure discusso e controverso,del secolo scorso,e fra i più multiformi: poeta,romanziere,critico,polemista,autore teatrale,sceneggiatore e regista cinematografico.
Sabato 11 aprile alle 21:00,vuole ricordarlo,senza retorica alcuna,con una conferenza-spettacolo: “IL SOGNO DI UNA COSA. Quarant’anni dopo,Pasolini”,che evoca nel titolo il primo romanzo dello scrittore bolognese. A curare e condurre la serata Massimiliano Messina,giornalista e scrittore,con le letture di Mario Faticoni. “Abbiamo perso prima di tutto un poeta. E poeti non ce ne sono tanti nel mondo,ne nascono tre o quattro soltanto in un secolo”,disse Alberto Moravia nell’orazione funebre per l’amico Pier Paolo. E a essere ricordato sarà,soprattutto,proprio il Pasolini poeta,da “Poesie a Casarsa”,in friulano (Casarsa era il paese di origine della amatissima madre),a “La meglio gioventù”,da “Le ceneri di Gramsci” a “Trasumanar e organizzar” (la poesia di impegno civile). I versi pasoliniani – con alcune “perle” rare – faranno da fil rouge,per inserire nella serata anche i romanzi (in particolare “Ragazzi di vita”),i film,gli “Scritti corsari”.
Si torna al sardismo il 18 aprile 2015 con la serata dal titolo DAL CONGRESSO DI CASTELSANTANGELO ALLA GRANDE GUERRA,a cura di Salvatore Cubeddu,elaborazione drammaturgica Piero Marcialis,con Mario Faticoni,Rita Atzeri ,Piero Marcialis,Salvatore Cubeddu.
Dal 10 al 15 maggio 1914 si teneva a Roma,in Castel Sant’Angelo,il primo congresso regionale sardo ,promosso ed organizzato dall’Associazione fra i Sardi presenti nella c ap itale. L’iniziativa – avviata da esponenti di punta del ceto dirigente liberale sardo ,in primo luogo da Francesco Cocco Ortu,più volte deputato,sottosegretario e ministro – riuscì in ogni caso a coinvolgere un arco della r ap presentanza politica abbastanza vasto. In una riunione preparatoria del Congresso si discute della situazione dell’Isola e dei risultati della legislazione speciale che ha il suo avvio col testo messo a punto,precisato e arricchito – fra il 1897 e il 1907 – dallo stesso Cocco Ortu. Un primo rilievo assumono le manifestazioni delle prime associazioni dei lavoratori della Sardegna in quell’inizio ‘900.
Stessi protagonisti il 9 maggio 2015,con LA NOTTE DI NUORO. LA MARCIA SU ROMA
28 ottobre 1922: è il giorno della “marcia su Roma” dei fascisti,al termine della quale il Re,Vittorio Emanuele III,dà a Benito Mussolini l’incarico di formare il governo. In Sardegna l’Esercito è in allarme,in attesa dell’ordine reale di contrapporsi al fascismo. Sono allertati anche gli ex-combattenti sardi che,proprio in quel giorno concludono a Nuoro il terzo congresso del loro partito,il Partito Sardo d’Azione. La sera del 28 ottobre il gruppo dirigente sardista è riunito nella casa dell’on. Pietro Mastino. Non sono a conoscenza dell’ultimo evolversi degli eventi italiani. Discutono sul ‘che fare’ in Sardegna,alla luce di quel che succederà in Italia. Le loro scelte condizioneranno il futuro del loro popolo.
Ancora il 16 maggio 2015,con IL NURAGHE: UNITI IN UNA SOCIETA’ SEGRETA,a cura di Salvatore Cubeddu,elaborazione drammaturgica Piero Marcialis. con Mario Faticoni,Rita Atzeri ,Piero Marcialis,Salvatore Cubeddu
Siamo alla metà degli anni ’20. In Sardegna,da tre anni è in corso l’esperienza ‘ sardo -fascista’,con parte del gruppo dirigente ex-sardista,entrato nel Partito Nazionale Fascista,che governa di fatto l’Isola. Essi hanno a Roma quattro deputati. Il Partito sardo , due. Dei contemporanei hanno lasciato documenti che attestano l’esistenza ed il funzionamento di una società segreta,il Nuraghe,che avrebbe raccolto la grande parte dei dirigenti che avevano dato vita al Partito sardo d’Azione nel 1921. Sulla base di essi viene ricostruita una riunione di quella società segreta,dove si fa il punto della situazione della Sardegna all’inizio del fascismo.
Il 23 maggio 2015,di scena BEFFARDO MIO Personaggi dell’irriverenza,di e con Mario Faticoni,collaborazione Salvatore Spano.
Nella serata vengono riproposti alcuni pezzi vividi,beffardi,irriverenti,comunque vibranti,di alcune zone poetiche incontrate nella carriera da Mario Faticoni.
La zona Brecht,avvicinata in varie stagioni,con L’eccezione e la regola,regista Gian Franco Mazzoni,Sp1endore e miseria della metropoli di New York,regista Parodi,e In cerca di Brecht assieme a Carla Chiarelli. La zona Sardegna,con Quelli dalle labbra bianche,da Masala,regista Giacomo Colli,la poesia sarda in scena de La terra che non ride,costruito e portato avanti con Tiziana Dattena,e Tragoidia con Bruno Venturi,scoperta di Giovanni Dettori e del suo Canto per un capro. La zona Italia,che ha visto scorrere la storia del paese attraverso le canzoni (Lasciami cantare una canzone) e attraverso la politica (Blood boom break,all’interno del pluriennale progetto La Mutazione). Infine il Pianeta Gaber,cui,dopo l’iniziazione di Marco Parodi (La valigia dell’attore),Faticoni si è dedicato personalmente con l’aiuto determinante di Salvatore Spano (Illogica allegria,Che bella gente).
Il 30 maggio,Il RESISTENZA SARDA IN CATALOGNA,sempre a cura di Salvatore Cubeddu,elaborazione drammaturgica Piero Marcialis,con Mario Faticoni,Rita Atzeri ,Piero Marcialis,Salvatore Cubeddu
Metà anni ’30,guerra di Spagna. Mussolini appoggia Franco con truppe regolari e attraverso dei volontari,molti i sardi. Anche l’opposizione antifascista italiana è presente nella lotta per difendere il regime democratico contro il push militare. Nel battaglione Rosselli,promosso dal gruppo che a Parigi vede Emilio Lussu tra i c ap i dell’antifascismo italiano,combattono non pochi sardi e sardisti. Cade a Monte Pelato in combattimento Giuseppe Zuddas,nome di battaglia Resy. La brigata sarda,comandata da Dino Giacobbe,innalzava una bandiera rossa con i Quattro Mori.
Un’occasione per parlare dell’antifascismo sardo .
Chiude la stagione il 6 giugno 2015,UN TEATRO È UN TEATRO?Tragicommedia dell’Arco,di e con Mario Faticoni,collaborazione Emanuele Malloci.
In un video curato da Emanuele Malloci e Mario Faticoni viene tracciata la cronistoria di una vicenda tipica del disinteresse dello Stato per i propri beni.
Uno dei tanti teatrini di antica tradizione amatoriale costruito nel ‘600 dai Padri Gesuiti,passato allo Stato,restituito ai Gesuiti in concessione e da questi dato nel 1983 in co-uso ad una compagnia teatrale professionale,Il crogiuolo,viene tredici anni fa restaurato parzialmente dai Beni culturali e da allora abbandonato al degrado da un altro ramo dello Stato,il Demanio proprietario,che,allorché due anni fa decide di metterlo a bando,lo fa senza evidenziarne la destinazione teatrale e mettendo a carico del vincitore,oltre al canone,il completamento dei lavori. Di nuovo bisognoso di assegnazione,causa il ritiro dell’unico partecipante,il teatro giace tuttora chiuso. Il direttore de Il crogiuolo Mario Faticoni ne ha chiesto informalmente il passaggio al Comune di Cagliari. Il tocco finale alla vicenda è la richiesta a suo tempo al Crogiuolo del pagamento al Demanio di 22.000 euro,divenute poi 27.000,a titolo di uso abusivo dal 1997 al 2002,somma che,rateizzata,il gruppo sta pagando fra non pochi sacrifici. La richiesta,in contraddizione con i contratti regolari in essere con la Casa dei padri gesuiti,fu accettata pena l’esclusione dalla partecipazione alle gare.
Il video trova un’obbligata collocazione in una rassegna che fa riferimento alla memoria. Rischia il silenzio la vicenda di un ente statale che tiene chiuso da tredici anni un teatro storico,carico di gloria,di rilevanza nazionale,un ente che non è capace di dichiarare “teatro” un teatro che come tale è stato restaurato e che lo è stato di fatto,con onore e piacere della città,per vent’anni; che infine ha creato un danno economico e di immagine ad un gruppo storico già alle prese con i noti tagli finanziari regionali,costretto da oltre un decennio a migrare alla ricerca di uno spazio.

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