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I 9 Cerchi del Paradiso Cagliaritano
Con questo suggerimento partecipiamo al concorso di Marenostrum "10 consigli utili per una prima vacanza in Sardegna"
Dal 23/06/2011 al 31/12/2011

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1 Poetto
2 Cala Mosca
3 Marina
4 Stampace
5 Castello
6 Villanova
7 Sant’Avendrace e Tuvixeddu
8 Colle di San Michele
9 Santuario di Bonaria
La nostra vacanza in Sardegna: una visita nel capoluogo
“La vita in Sardegna è forse la migliore che un uomo possa augurarsi: ventiquattro mila chilometri di foreste,di campagne,di coste immerse in un mare miracoloso dovrebbero coincidere con quello che io consiglierei al buon Dio di regalarci come Paradiso”.

Citando questa bellissima frase di Fabrizio De Andrè viaggiamo verso Cagliari,meta di turismo e in forte ascesa,anche grazie all’incremento di voli da tutta l’Europa. Un turismo che non è fortunatamente diventato un turismo di massa,ma si definisce di più come turismo d’elite non solo stagionale e costiero.
Nel nostro viaggio,il Paradiso citato da De Andrè si trasforma in Paradiso Dantesco,formato da nove Cerchi,che in questa recensione,si identificano con i nove Quartieri di Cagliari che decidiamo di visitare in tre giorni e che consigliamo a tutti i futuri visitatori.
Alloggiamo nel Bed and Breakfast “Bouganville” situato nel primo Cerchio Dantesco che si chiama “Poetto”,anche spiaggia del capoluogo che si estende per circa otto chilometri,e decidiamo di trascorrere un’intera giornata al mare.
Si parte da una visita al Parco Naturale Regionale di Molentargius,Zona Umida di valore internazionale,dove si possono ammirare bellissimi fenicotteri rosa e si può conoscere la storia dello stagno a cui,sin dagli anni ’30,si riconosce un valore paesaggistico da tutelare. La storia del Molentargius è strettamente legata alla storia delle Saline,terminata nel 1985 in seguito all’inquinamento delle acque.

Si prosegue il viaggio con un’escursione verso la Sella del Diavolo,promontorio che separa la spiaggia del Poetto da quella di “Cala Mosca”,secondo Cerchio concentrico del Paradiso Dantesco.

La Sella del Diavolo è visitabile tramite un sentiero che parte da Cala Mosca e presenta aspetti di notevole interesse nauralistico e archeologico. La passeggiata di circa tre chilometri racchiude un affascinante connubio di verde,roccia e mare.

La Sella del diavolo ha un’affascinante storia: la leggenda racconta che un giorno i diavoli,attratti dal fascino e dalla bellezza del golfo di Cagliari se ne impadronirono. Dio mandò allora i suoi angeli prediletti,guidati dall’arcangelo Michele,per scacciare Lucifero e i suoi adepti,ma nella fuga quest’ultimo perse la sua sella che cadde e si pietrificò. Il promontorio fu quindi chiamato Sella del Diavolo e il golfo,Golfo degli Angeli.
Dopo questa seconda escursione della giornata decidiamo di rilassarci con un aperitivo in un chiosco in riva al mare vicino a Marina Piccola,piccolo porticciolo della città; proseguiamo poi la serata con una cenetta suggestiva a La Paillotte di Cala Mosca e concludiamo con una passeggiata nei vari chioschi del Poetto vicini alla Torre Aragonese,dove si può ascoltare della piacevole musica dal vivo.

Il secondo giorno decidiamo di visitare il cuore del Paradiso storico cagliaritano: il terzo,quarto,quinto e sesto Cerchio. Ci dirigiamo verso il centro della città e iniziamo dal terzo cerchioMarina”,situato di fronte al porto.
Oggi la Marina si presenta come un quartiere cosmopolita carico di storia,riqualificato dal degrado,dai bombardamenti della seconda guerra mondiale e dalla speculazione edilizia del dopoguerra. Visitiamo la chiesa di Sant’Eulalia in stile Gotico – catalano,dedicata alla patrona di Barcellona; la chiesa di Sant’Agostino d’epoca rinascimentale,dove sono presenti resti riferibili a un edificio termale; la chiesa di San Sepolcro e la chiesa di Santa Rosalia. Infine,visitiamo la ex chiesa di Santa Teresa in piazzetta Dettori,dotata di una bellissima facciata e di un’ampia cupola,che ospita oggi l’Auditorium Comunale.
Una delle peculiarità di questo cerchio sono le strette viuzze,da sempre note per le numerose e caratteristiche trattorie,dove decidiamo di pranzare. La parte bassa del quartiere è via Roma,importante asse viario dove si trova anche il porto,mentre,la parte alta è via Manno,isola pedonale in cui si affacciano numerosi negozi,particolarmente di abbigliamento,che rendono questa zona una delle mete preferite per lo shopping.

Proseguiamo la giornata visitando il quarto cerchio rappresentato da Stampace,storicamente abitato da mercanti,artigiani e piccolo borghesi.
Prima di riscoprire altre chiese e monumenti vari,ci fermiamo a fare alcune fotografie a scorci,vicoli e resti di storia come la torre dello Sperone (o di san Michele),unica rimanenza del sistema di fortificazione Pisano,a fianco della chiesa omonima; e l’Ospedale Civile San Giovanni di Dio,imponente edificio neoclassico che,pur essendo un monumento rilevante dal punto di vista architettonico e storico,è ancora utilizzato come ospedale.
Ci dirigiamo verso viale Buocammino,lungo viale alberato,con una suggestiva vista della città,dove è anche ubicato il caratteristico carcere cagliaritano. Proseguiamo visitando due siti archeologici,di testimonianza punica e romana: l’Anfiteatro romano di viale Fra Ignazio e la "Villa di Tigellio" nella omonima via; e infine l’orto botanico.
Una volta risaliti verso la parte alta di Stampace,visitiamo la cripta di Santa Restituta e la chiesa di Sant’Efisio,santo più venerato di Cagliari (ogni anno,dal 1 al 4 maggio si svolge parte della sagra dedicata al santo guerriero),e prima di addentrarci verso il quinto Cerchio,ordiniamo un aperitivo in uno dei tanti bar presenti in Piazza Yenne,piazza molto frequentata da turisti e da cagliaritani,nonché luogo di passaggio durante lo shopping. Al centro di questa piazza è presente un obelisco che segna l’inizio della Via Carlo Felice o SS 131,che unisce Cagliari a Porto Torres.

Da Piazza Yenne giungiamo poi a Castello,quinto Cerchio del Paradiso di Cagliari,che sorge su un colle calcareo a circa cento metri dal livello del mare. Il quartiere,a cui si accede attraverso le antiche porte medievali,rappresentò per i Cagliaritani il simbolo stesso del potere e infatti ancor’oggi ospita importanti istituzioni,quali la Prefettura,l’aula Consiliare della Provincia di Cagliari,la sede principale dell’Università e la Cattedrale intitolata a Santa Cecilia. Castello offre numerosi motivi per una visita. Sono tanti i punti suggestivi e i punti da cui si può ammirare un bellissimo panorama: l‘angolo di via del Fossario; le Torri Pisane (Torre dell’elefante e Torre di San Pacrazio); via Santa Croce,con la basilica omonima,un tempo sinagoga,con lo splendido Ghetto degli Ebrei visitabile,e col meraviglioso e panoramico locale notturno “Libarium”; e,infine,l’incantevole Bastione di Saint Remy che ospita attualmente due locali notturni frequentatissimi dai giovani cagliaritani,dove trascorriamo il dopocena.

Il Bastione tramite la sua scalinata monumentale ci porta direttamente a Villanova,la quarta zona storica di Cagliari e sesto Cerchio del Paradiso cagliaritano,in fase di riqualificazione,noto come storico insediamento medievale. In questo quartiere siamo rimasti affascinati dalla Piazza di San Domenico e dallo spettacolare Chiostro omonimo.
Conclusa questa breve passeggiata nel sesto Cerchio,ci dirigiamo nuovamente alla Marina dove ci attende la cena nel ristorante Manà Manà in piazzetta Savoia dove si può ascoltare anche della buona musica Jazz dal vivo.

La nostra serata,come anticipato prima,si conclude nei locali del Bastione di Castello. I sapori,gli odori e le viste provate in questa giornata cagliaritana sono unici e sensazionali. La mancanza di un mezzo pubblico notturno è una grande criticità riscontrata. Detto questo,prendiamo il taxi per tornare al b&b del Poetto.

Il terzo giorno visitiamo i restanti Cerchi del Paradiso cagliaritano: il 7°,l’8° e il 9°. Il Tour inizia con la visita nel settimo Cerchio rappresentato da viale Sant’Avendrace e Tuvixeddu. Arriviamo in viale Trento,dove visitiamo il piccolo mercatino delle pulci,ospitato ogni domenica mattina in piazza Sorcinelli,e proseguiamo verso viale Sant’Avendrace dove troviamo subito la famosa “Grotta della Vipera”. Il monumento è una tomba scavata nella roccia,databile tra la fine del I e il II secolo d.C,della nobile romana Attilia Pomptilla,su cui si narra una simpatica leggenda che consigliamo di ricercare. Il nome della grotta deriva dalla decorazione che raffigura due serpenti,simbolo,secondo gli antichi,di fedeltà coniugale e di passione amorosa.

Avremmo voluto visitare la necropoli fenicio – punica di Tuvixeddu che si estende da Viale Sant’Avendrace a via Is Maglias,ma attualmente tutta l’area è chiusa,per cui ci dirigiamo verso il Parco del Colle di San Michele,ottavo Cerchio del nostro Paradiso,che si trova a 120 metri sopra il livello del mare e da cui si gode di un panorama incredibile: la Sella del Diavolo,il parco di Monte Urpinu e il porto son ben riconoscibili. Qui vediamo il Castello,in passato residenza nobiliare poi stazione radio militare,e dal 2001 centro d’arte polivalente,sede di alcune delle manifestazioni artistiche più importanti degli ultimi anni.
Nel parco si trova un ristorante dove decidiamo di fermarci per il pranzo prima di farci un riposino nel prato all’ombra dei tanti alberi presenti.

Nel tardo pomeriggio visitiamo il nono e ultimo Cerchio del Paradiso cagliaritano,ovvero il Santuario di Bonaria,costituito da una chiesa piccola (vero Santuario) a cui si affianca una Basilica e un convento dei Mercedari. Andiamo poi verso il cimitero omonimo,considerato il cimitero monumentale della città.
Il nostro viaggio si concluderà l’indomani mattina,così decidiamo di tornare verso il Poetto per rilassarci in uno dei tanti chioschi ammirevoli della zona prima di tornare in bed & breakfast.
In conclusione il consiglio più grande che possiamo dare ai futuri viaggiatori che intendono trascorrere del tempo in Sardegna è di non pensare all’Isola come la Costa Smeralda e la provincia di Olbia ,tipico luogo di turismo estivo di massa,ma di cominciare a pensare di vivere la città di Cagliari,capoluogo sardo,spesso trascurato,ma ricco di storia,di mare,di verde e di profumi.

Il secondo consiglio è di farsi rapire dalla cucina tipica tradizionale sia di carne che di pesce. Da provare rigorosamente: il “maialetto arrosto”,la “fregola con le vongole”,la “bottarga”,l’”aragosta alla campidanese”,la “burrida”,“su scabbecciu” e tanto altro. Concludete i pasti con i dolci tipici e con gli eccezionali digestivi di produzione locale come il Mirto,il limoncello e il Fil’e ferru.

Non dimenticatevi la macchina fotografica e Buon Viaggio!!!!

Alessandro Ravastini

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