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Demoni e fate custodiscono i tesori magici in Sardegna
Con questo suggerimento partecipo al concorso di Marenostrum "10 consigli utili per una prima vacanza in Sardegna".
Dal 21/06/2011 al 30/06/2011

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Oltre al mare da favola,all’entroterra ricco di tradizioni millenarie e ambienti naturali di selvaggia bellezza,la Sardegna è una fonte inesauribile di leggende e racconti popolari.
Tra questi,grande rilevanza ricoprono i racconti sui tesori di origine magica,ampiamente diffusi in tutta l’area dell’isola.
Questi tesori prendono nome diverso a seconda della zona: Scraxoxu o Scusorgiu in Campidano,Siddadhu o Posidu nella parte centrale e settentrionale,Scrixoxu nel Sulcis.

La maggiore diffusione delle leggende legate a tali tesori si è avuta soprattutto nel medioevo ma ancora oggi non è raro sentirne raccontare.
Molte delle leggende che narrano di tesori affondano le radici nella fede della popolazione dell’isola ed il luogo in cui vengono rinvenuti viene indicato direttamente da un Santo o una Santa al fortunato di turno. Pare che grazie a tali ritrovamenti siano sorti diversi santuari come quello della Madonna di Latte Dolce a Sassari,o la chiesa di San Marco a Tresnuraghes,quest’ultimo grazie alle rivelazioni fatte dal santo ad una donna,in merito al modo di impossessarsi di una grossa pentola colma d’oro,profondamente sotterrata nel terreno.

Alcuni ritengono che le origini di tali leggende siano da ricercare nelle scorribande e razzie che nell’isola si verificarono ripetutamente da parte delle varie popolazioni di conquistatori,come nel caso delle incursioni saracene che costrinsero i popolani ad affidare alla terra i loro beni,dove spesso rimanevano sepolti e dimenticati.
Immaginiamo cosa poteva accadere secoli fa se un contadino o un pastore rinveniva dei reperti,magari all’interno di un anfratto o in una domus de janas e immaginiamo che tali reperti fossero anche preziosi.
Ciò bastava ad alimentare racconti e fantasticherie intorno ai monumenti megalitici che costellano la Sardegna a tal punto che moltissimi di questi siti prendono il nome del tesoro che si credeva nascondessero.

A Dualchi si racconta del pastore di nome Mauro Bussolo che trovò una pentola piena di pezzi d’oro all’interno del nuraghe Ono,ma difusissime sono soprattutto le leggende dedicate alle Janas,che si narra essere le custodi di immense ricchezze che saltuariamente donano ad un comune mortale.
Sulle Janas di Monte Oe per esempio si racconta che di notte chiamino per tre volte colui che vogliono far arricchire,oppure la fata che dimora nei sotterranei della chiesa di Sant’Antioco,della quale la leggenda racconta che sia circondata da un fantastico tesoro che un pastorello ebbe il coraggio di rifiutare.

Ma come ci si imbatte in un tesoro di origine magica?
La tradizione elenca i seguenti modi:

– un sogno
– l’intervento di un sensitivo
– la rivelazione da parte di un’entità sovrannaturale

In qualsiasi caso,entrarne in possesso non è assolutamente facile perchè vengono custoditi da entità di diversa natura e non sempre queste sono disposte a cederli senza averne un tornaconto.
Nel caso dei sogni,l’entità custode,che può essere anche un parente defunto,appare nel mondo onirico al destinatario del tesoro e solitamente gli indica dove questo si trova. I sogni diventano ricorrenti,quasi incubi,sino alla presa di consapevolezza da parte del sognatore che effettivamente si sta verificando un fatto che esula dalla normale quotidianità.
L’entità detta in sogno le regole da seguire per giungere alla scoperta del tesoro nascosto e tra quelle principali c’è l’imposizione di assoluta segretezza,pena il ritrovamento,al posto del tesoro,di cenere e carbone.
La creatura soprannaturale può manifestarsi al prescelto anche nella realtà,al di fuori del sogno e qui dettare le sue regole perchè si venga in possesso del tesoro.
Se un sensitivo invece scopre,tramite le sue doti,il luogo in cui si trovano le ricchezze sepolte,la difficoltà che si riesca ad entrarne in possesso potrebbe aumentare notevolmente,in relazione al fatto che il sensitivo sappia anche a chi il tesoro è destinato, perché potrebbe anche tentare di prenderlo comunque ed in questo caso lo scontro con il guardiano sarebbe inevitabile.

Forzieri contenenti pietre preziose possono apparire magicamente a coloro che sono intenti a scavare. Il guardiano può mostrare ciò che può cambiare la vita del fortunato destinatario,ma ci sono dei riti da seguire,parole da sussurrare nel buio della notte.
Il rituale deve essere compiuto in maniera precisa se si vuole entrare in possesso del tesoro e soprattutto si deve essere saldi di spirito per non fuggire a gambe levate al manifestarsi del custode,che può assumere diverse forme e addirittura prendere possesso del corpo di uno degli eventuali partecipanti.
Se tutto non viene fatto nel migliore dei modi,si vede svanire la possibilità di condurre una vita da Re ma la pena può essere anche terribile,condannando il malcapitato ad una vita sciagurata,coinvolgendo spesso anche i suoi affetti.

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