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Autunno in Barbagia 2016 ad Austis
Quinta tappa della manifestazione ad Austis tra musica,folklore ed enogastronomia
Dal 23/09/2016 al 25/09/2016

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L’antico nome del centro,Augustis,risale all’epoca della dominazione romana e precisamente all’impero di Ottaviano Augusto (Roma 63 a.C. – Nola 14 d.C.).
Ma il territorio racconta una storia ancora più antica: punte di freccia in ossidiana,rinvenute in tutta l’area,sono i segni di un passato che risale fino al Neolitico. Alla preistoria appartengono anche alcuni importanti monumenti come il dolmen di Perda Longa e,a poca distanza,i nuraghi di Lughia,Turria e Istecori,testimoni della civiltà sarda che si sviluppò durante l’età del Bronzo.
Attraverso sas andalas,una rete di sentieri testimoni di antiche storie,si giunge ai piccoli e grandi tesori del territorio di Austis tra cui si svelano affascinanti paesaggi. Passeggiando tra l’altopiano del Mandrolisai si scopre la stupenda foresta primaria di lecci mai sottoposti al taglio,i bellissimi boschi di sughera circondati dalla macchia mediterranea e le impressionanti sculture naturali modellate dagli agenti atmosferici sulla roccia granitica.
Lungo i percorsi si incontrano i vecchi luoghi di lavoro,oggi oggetto di recupero: le carbonaie,utilizzate fino agli anni ’60 del Novecento,e i caratteristici ovili,ricoveri montani un tempo abitati dai pastori.
Situato sulle pendici occidentali del Gennargentu,il territorio rappresenta il punto d’incontro di diverse regioni storiche caratterizzate da differenti morfologie e costumi: Barbagia di Ollolai a nord e a est,Barigadu a ovest,e Mandrolisai a sud.
Tutta l’area è immersa in una flora ricchissima: boschi di lecci,querce,sughere ed essenze tipiche della macchia mediterranea come corbezzolo,erica,fillirea,ginestra,lentisco. I delicati fiori della rosa serafini,della rosa canina e del biancospino adornano le verdi distese profumate dalle essenze quali il mirto,il rosmarino e l’elicriso.
Di particolare bellezza è l’oasi faunistica di Assai dove hanno trovato il loro habitat diverse specie protette come il daino e il cervo sardo. Sono inoltre presenti cinghiali,volpi,donnole,martore,conigli,e il raro ghiro sardo. Numerosi anche gli uccelli: il corvo imperiale,lo storno,la pernice,la ghiandaia,il tordo e i rapaci come il falco pellegrino e la maestosa aquila reale.
Incastonate nella vegetazione spuntano le sculture rocciose modellate dalla natura e dal tempo: l’acqua e il vento hanno plasmato imponenti massi di granito donando loro profili che ricordano animali o persone. Tra le più note vi è quella a forma di aquila,in località Sa Conca de Su Cannizzu,ma soprattutto la roccia chiamata “sa Crabarissa”: secondo la leggenda popolare rappresenterebbe una donna di Cabras trasformata in pietra per aver negato cibo ad un pastore; altre versioni la definiscono come la solitaria guardiana delle capre.
Incastonata tra tre regioni storiche (Barbagia,Mandrolisai e Barigadu) la terra di Austis è luogo di incontro e commistione di saperi e tradizioni.
Rimandano a rituali pagani le antichissime maschere di sos Cologanos che caratterizzano il carnevale austese: il viso è coperto da una maschera nera di sughero su cui sono fissati dei rami di corbezzolo mentre sul corpo si portano pelli di pecora e sulle spalle sono appese diverse ossa di animale che durante il movimento producono un inquietante suono ritmico.
Tra le tante iniziative a favore della cultura locale vi è la manifestazione Frores de Monte che si propone di conservare e valorizzare una arcaica forma di poesia popolare. Sos Frores sono i versi di questi componimenti creati seguendo una precisa metrica.
Per approfondire la conoscenza della storia si possono visitare alcuni siti archeologici risalenti al periodo preistorico. Il dolmen Perda longa rappresenta un’ importante testimonianza delle strutture megalitiche di tipologia mediterranea edificate tra il Neolitico e l’età dei metalli. Il monumento è definito dolmen a galleria per la profondità della camera (lunga 8,30 m e larga 1,40) formata da 15 lastre verticali e 5 tavole di copertura. La sua particolare struttura rappresenta una soluzione a metà strada tra i dolmen e le successive tombe dei giganti.
Tra i nuraghi (Lughia,Turria) presenti nel territorio assume una certa rilevanza quello di Istecori: si tratta di un nuraghe monotorre che si presume facesse parte del complesso di S’Urbale,posizionato a poca distanza in territorio di Teti.

Appuntamento ad Austis dal 23 al 25 Settembre.

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