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Antonio Cornacchione e Lucia Vasini ne "L'ho fatto per il mio paese" nell'Isola tra Olbia,Macomer e Lanusei
Dal 10/04/2015 al 12/04/2015

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Gli strali pungenti della satira per un ironico e grottesco affresco della società: riflettori puntati su Antonio Cornacchione (attore e comico televisivo – da “Zelig” a “Che tempo che fa” e autore del tormentone “Povero Silvio”) e Lucia Vasini (eclettica e brillante interprete,capace di spaziare fra tragedia e commedia,da Dario Fo a Sinisterra,da Shakespeare al varietà televisivo,dal cinema d’autore al teatro-burlesque),protagonisti di “L’ho fatto per il mio paese”,l’originale e divertente commedia scritta da Francesco Freyrie e Andrea Zalone (insieme allo stesso Antonio Cornacchione) in tournée nell’Isola – sotto le insegne del CeDAC,nell’ambito del XXXV Circuito Teatrale Regionale Sardo,con lo slogan significativo “Giù la Maschera!”.

La scoppiettante pièce (produzione International Music and Arts,con regia di Daniele Sala e scenografie di Leonardo Scarpa),incentrata sullo strano incontro tra un sognatore disperato (con la lettera di licenziamento in tasca) e un ministro,o meglio una “ministra” della repubblica (un’illustre docente universitaria che ha accettato l’incarico, a suo dire, per il bene del Paese),con esiti imprevedibili, è in cartellone venerdì 10 aprile alle 21:00 al CineTeatro Olbia di Olbia,sabato 11 aprile sempre alle 21:00 al Teatro Costantino di Macomer e infine domenica 12 aprile alle 21:00 in Ogliastra,al Teatro Tonio Dei di Lanusei,dove chiuderà in bellezza la Stagione 2014-15.
La disperazione spesso conduce a gesti folli o irresponsabili,compiuti senza badare alle conseguenze: davanti alla prospettiva di perdere tutto – il lavoro,la casa,forse l’amore – il protagonista elabora l’assurdo piano di rapire un’esponente del governo,per dare più forza alle proprie rivendicazioni o almeno cercare di lasciare un segno nella storia,e magari trasformarsi da anonimo (prossimo) disoccupato in eroe dei diseredati. Uno strano sequestro,realizzato in modo maldestro con tutti gli errori e le ingenuità del dilettante,che rischiano di trasformarlo nell’ennesimo fallimento,con il doppio pericolo per il reo di essere scoperto,smascherato e arrestato o peggio ancora ignorato dai media (con quali conseguenze per l’ostaggio è facile immaginare).
Nel duro e quasi brutale faccia a faccia tra i due – e il progressivo svelarsi della trama e degli antefatti,dei loro caratteri,delle loro debolezze e qualità,e via via delle rispettive esistenze – emergono i punti di contrasto,ma anche gli elementi salienti del contesto,quelle crude ingiustizie e contraddizioni che trasformano il presente in un incubo kafkiano. La legge non più uguale per tutti,i pregiudizi e i privilegi della “casta”,l’impoverimento dei ceti medi e quindi la fine della piccola borghesia,il nuovo proletariato intellettuale,la disoccupazione e il venir meno,nei fatti,dei diritti e della dignità dei lavoratori,il ruolo e il peso della ricchezza,delle “giuste” frequentazioni e amicizie e l’inasprirsi della miseria,e in più l’ombra della crisi sono i sintomi dell’inarrestabile declino dell’Occidente.
L’ex idealista in conflitto con se stesso,la propria etica e i propri valori,dopo aver assistito al crollo delle proprie certezze,e la ministra inconsapevole del dramma del popolo,e anche dei piccoli e grandi problemi di chi stenta ad arrivare a fine mese,costretto ad ardui giochi di equilibrio tra stipendi inadeguati,sacrifici,tentazioni consumistiche e acquisti a rate,instaurano una sorta di dialogo frammentato,fatto di mezze verità,sottintesi e improvvise rivelazioni,in un susseguirsi di colpi di scena che culminano in un finale a sorpresa.
L’ironia – chiave di volta di tutto lo spettacolo,a cominciare dal titolo – “L’ho fatto per il mio paese” – che suona come una dichiarazione reboante e perfino un po’ ipocrita,e non basta a mascherare gli impulsi autentici (dalla vanità al desiderio di vendetta) dietro il proclama altruistico e disinteressato – alleggerisce la suspense trasformando la trama di un thriller in un enigmatico gioco delle parti,tra gags esilaranti e piccoli sketches,in un crescendo di imprevisti e confessioni inattese,che culminano in un ennesimo coup de théâtre.
La vita sa essere sorprendente e così la scena,quando prova a raccontarla,rinunciando alla logica e assecondando le fantasie del caso e rimescolando le carte,e mettendo in luce quei tratti grotteschi,e strani che offrono lo spunto per ridere o almeno sorridere – di noi stessi – anche nella catastrofe.
L’idea della commedia – che mette a confronto differenti e contrastanti visioni del mondo,da un lato l’aspirazione a un’equa ripartizione delle risorse,che cancelli la povertà e garantisca uguali diritti e possibilità in nome di un superiore principio di giustizia,dall’altra la difesa del capitale e dei privilegi della classe dominante,a costo di rinunciare alla democrazia in favore di una più salda oligarchia,e di acuire la distanza tra ricchi e poveri,pur di garantire la stabilità del potere – è già di per sé provocatoria.
Diverse scuole di pensiero (politico prima che filosofico) e esperienze di vita non paragonabili,rendono pressoché impossibile la reciproca comprensione tra i due personaggi,ciascuno arroccato sulla propria posizione,e deciso a difenderla al di là di ogni dialettica: tanto più in una situazione estrema in cui i loro destini si rivelano,del tutto involontariamente,indissolubilmente legati.
Se la scelta del ministro di assumersi,insieme agli oneri di rappresentanza,la responsabilità di governare il Paese,appare ai suoi stessi occhi come un gesto patriottico e generoso,un impegno che – oltre a distoglierla dai propri problemi personali e forse dalla noia di una routine consolidata,sia pure tra comodità e lusso – per il suo antagonista,al contrario,l’emanazione di leggi che trasformano i cittadini in numeri,i lavoratori in esodati,ha il gusto amaro della tragedia personale. Però il gesto di lui – a metà tra la rabbia cieca e un’inutile vendetta – rovescia gli equilibri,costringe a ripensare i ruoli,e induce ciascuno a interrogarsi su se stesso,la propria vita,le proprie azioni e decisioni,perfino le proprie inconfessate paure e incertezze,le debolezze,i tradimenti.
“L’ho fatto per il mio paese” è – vuol essere – dichiaratamente una commedia,e accogliendo il noto principio del castigat ridendo mores,riesce a disegnare un vivido ritratto dell’Italia di oggi e di ieri,forse di domani,in cui l’individualismo prevale rispetto al bene comune e ognuno,indipendentemente dalla sua condizione,fa prevalere il proprio interesse rispetto alle istanze della collettività; e – duole dirlo – i difetti dei governanti spesso riflettono quelli degli stessi cittadini. Una fotografia – agrodolce – del Belpaese,per divertirsi,ridere… e pensare.
INFO & PREZZI
OLBIA
Biglietti
intero €15 – ridotto €13
info: tel: 0789 28773 – cell. 328.2397198 – www.cedacsardegna.it
MACOMER
Biglietti:
primi posti: intero €15 – ridotto €13
secondi posti: intero €13 – ridotto €10
studenti € 5
INFO: cell. 3478777538 – www.cedacsardegna.it
LANUSEI
Biglietti
platea primi posti: intero €14 – ridotto €12
platea secondi posti: intero €12 – ridotto €9
galleria: € 8
info: tel: 3388727641 – [email protected]www.cedacsardegna.it

AnnaBrotzu CeDAC

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