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Dal 15/09/2012 al 29/09/2012

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Allestito dal CEAMAL del Comune di Lodè (Centro di Educazione Ambientale di Sant’Anna) in collaborazione con s’Ufìtziu de sa Limba Sarda e l’Associazione Adotta un Albero (dal 15 al 29 settembre 2012)

Autore delle opere esposte è Pietro Aldo Carta,lodeino classe 1947,professore di Lettere (ora in pensione) prima a Lodè (per 19 anni) e poi a Posada (18),residente a Siniscola e membro attivo del direttivo della Università delle Terza Età di Siniscola,ove presta attività di docente d’intreccio.
La storia artistica di Pietro Aldo è un vero e proprio percorso nell’intreccio,sia materiale che metaforico,poichè la sua arte unisce la tradizione all’innovazione, il passato al futuro,gli antichi materiali (canne,salice,biodo,anagiride ecc.) a quelli “nuovi” (come il midollino),tecniche d’intreccio locali con tecniche “forestiere” sino ad arrivare ad un vero e proprio “Intreccio di culture” (è il nome di una mostra allestita qualche settimana fa insieme ad un altro professore in pensione,Mimmo Bove).

Sono i due professori che hanno infatti dato vita ad un nuovo filone di arte che unisce la ceramica raku (tecnica giapponese) all’intreccio con tecnica sarda: opere uniche nate alle pendici del Montalbo,da un intreccio (anche qui,è il caso di dirlo) di vite che ha fatto incontrare nelle scuole medie di Posada il lodeino Pietro Aldo Carta con il molisano Mimmo Bove.Ed è proprio nella scuola,circa 12 anni fa,nel 2000,che il professore di Lettere si è scoperto anche eccellente artigiano,dando vita a dei laboratori scolastici,nelle ore pomeridiane,incentrati sulle arti manuali e sulla riscoperta della tradizione. “La passione per l’intreccio è rinata in quel periodo,dopo che per tanti anni avevo tralasciato,trascurato e quasi dimenticato le tecniche di intreccio viste e conosciute da bambino,quando tutti,attorno a casa,costruivano pischeddos,cofas e fruscellas”. Un po’ il caso,un po’ la riscoperta della tradizione e l’amore per la sardità lo ha portato alla costruzione di oggetti che se prima avevano solamente lo scopo di essere “utili” oggi hanno anche un orientamento artistico poichè abbinano “la ricercatezza tecnica alla bellezza cromatica”. Basti pensare che le sue opere in salice uniscono,per esempio,quello scortecciato,a quello naturale rosso e verde e che questo insieme dà vita ad un’opera policromatica d’alto valore non solo qualitativo ma anche visivo.

Anche in questo caso s’Ufitziu de sa Limba Sarda si è attivato affinchè questa mostra possa essere ben documentata sia mediante foto che ne storicizzino l’evento sia mediante didascalie bilingui che esaltino la tipicità dei nomi e delle descrizioni in lingua sarda.La mostra sarà visibile presso il Ceamal sino al 29 di settembre con i seguenti orari: Lunedì 15.00/19.00 Martedì 09.00/13.00 Mercoledì 15.00/19.00 Giovedì 15.00/19.00Venerdì 09.00/13.00 Sabato 09.00/13.00 Ingresso libero

Angelo Canu

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