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Dal 27/10/2010 al 28/10/2010

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L’allestimento nelle Raffinerie dei fratelli Cadelano, nasce dal fatto che quello e’ il posto naturale dell’opera,proposta in un contesto industriale ma allo stesso tempo naturale,dove uomo e natura si incontrano e tramite la lavorazione danno vita a questa entita’.

Il sale e’ uno dei pochissimi cristalli digeribili dall’uomo e ha avuto,nel percorso della storia dell’uomo,vari significati che gli son stati atribuiti,come ad esempio l’intelligenza, la ricchezza ma anche la poverta’.

Un materiale alchemico,di trasformazione che noi stessi,per sentirci bene,ingeriamo tutti i giorni,sotto forma di vari alimenti. La sua realizzazione nasce in antitesi con le normali sculture; si tratta di un progetto semplice inserito in un discorso temporale,inteso come tempo che scorre,intaccando la materia che,trasformandosi giorno dopo giorno,modifica gli elementi cambiandoli.

Inizialmente,e’ stato costruito nella Scuola Internazionale di Scultura di Pinuccio Sciola a San Sperate,nel mese di Marzo del 2010. L’opera e’ stata pensata e realizzata per essere in antitesi ai lavori scultorei che non si deterioreranno nel tempo,o che si usurano in modo minore restando eterni alla vista dello spettatore; vuole essere ,quindi ,una chiara e semplice lettura del tempo che passa.

La realizzazione finale,costruita presso la Scuola Internazionale di Scultura di Pinuccio Sciola,vedeva nascere questo albero,composto da una gabbia metallica e interamente ricoperto di sale,con accanto tre recipienti contenenti del sale stesso. Al di sopra dei recipienti collocava tre lettere dell’alfabeto cosi’ da identificare,in sintesi,il significato del suo lavoro: la lettera S, come appunto il sale. Poi,a sinistra,la lettera M ,intesa come materia. La terza lettera riguarda il processo di ossidazione ,data dall’usura,da lui identificato con la lettera U.
E’ cosa nota che tutte le materie da noi utilizzate nel presente,subiranno una certa usura in futuro,con ossidazione o tramite altre cause,come ad esempio,la nostra manipolazione e il continuo l’utilizzo; per non parlare del fattore tempo,principale complice di questa usura. Buona parte delle sue opere hanno,come punto di riferimento il tempo inteso come fattore di trasformazione. Anche le persone reagiscono in base al tempo che passa. Costui e’ un fattore esterno al quale tutti noi siamo soggetti a farne parte e a subirne,appunto,una serie di trasformazioni.
Mentre stava a realizzare quest’opera,presso la Scuola Internazionale,ha deciso di lasciare un semplice segno del mio passaggio,una traccia. Non ha pensato all’opera in se ma l’idea mentale di un opera,che potesse dialogare col tempo presente,e non con il tempo futuro che verra’. La scultura l’ha interpretata come una "Cosa viva",una "creatura vivente",o meglio un’entita’ in quanto non possiamo paragonarla a noi,esseri umani pensanti. Pero’ come noi invecchiamo,anche lei invecchiera’,col tempo. La forma e’ quella di un albero. Perche’ proprio un albero? In questo periodo,l’albero e’ un suo punto di riferimento dove egli si identifica e costruisce un linguaggio,una comunicazione verso gli altri.
L’albero e’ stato costruito con 3 semplici elementi presenti in natura: il metallo,il sale,l’acqua.
Costruendolo in questo modo era normale che,come una clessidra,cominciasse il processo di ossidazione,da lui voluto. Una disgregazione,e di conseguenza la sua morte; ma non intesa come annientamento dell’opera stessa. Si tratta di un’esaltazione del pensiero dell’uomo,come se l’opera costruita diventasse meno importante del pensiero stesso. Qui l”idea diventa piu importante dell’opera stessa,che non va a disgregarsi ma subisce una trasformazione molecolare e quindi,la scultura raggiunge una forma piu alta che,legata saldamente al pensiero,lascera’ visibile solo il presente. L’opera si disgreghera da sola,senza l’aiuto di qualcuno che interferisca per conservarne inalterata la forma iniziale. Il sale utilizzato come componente e’ un acceleratore di tempo che usura la materia in questione ,disgregandola,in questo caso il metallo,che ne compone l’opera. La morte di una scultura puo’ essere il principio vitale di un idea,di un progetto,di un opera,e alla fine quello che ne rimarra’ e’ solo il concetto dell’opera stessa,non lasciandole una vita eterna alla vista dello spettatore,ma facendo assomigliare il tutto al ciclo naturale della vita dell’uomo stesso.
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