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26/11/2010

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Le aziende sarde del vino si uniscono in consorzio per migliorare la qualità della filiera vitivinicola dell’Isola.

E’ questa la prima volta che ben sei cantine,rappresentative di diverse zone geografiche della Sardegna,condividono la necessità di fare rete e unire energie,fondi e competenze con l’obiettivo comune di valorizzare le produzioni viticole ed enologiche tradizionali dell’isola e migliorarne la competitività sul mercato.
Il progetto
Il Progetto Vino e Sardegna Convisar: “per un salto di qualità della filiera vitivinicola della Sardegna”,realizzato con il contributo della Regione Autonoma della Sardegna,mette insieme realtà produttive molto differenti tra loro per storia,volume d’affari e struttura aziendale: Argiolas Spa di Serdiana,Cantina “Li Duni” di Badesi,Cantina delle Vigne di Piero Mancini di Olbia,Cantina Sociale del Mandrolisai di Sorgono,Cantina Sociale Gallura di Tempio,Cantina Sociale Trexenta di Senorbì. I primi risultati del progetto di ricerca saranno presentati e discussi all’interno di una giornata di studio dal titolo “La specificità come risposta al mercato globale”che si terrà venerdì 26 novembre al T Hotel di Cagliari,a partire dalle 9,30.
Il progetto scaturisce dall’Accordo di Programma Quadro “Ricerca scientifica e tecnologica” stipulato tra la Regione Sardegna,il Ministero dell’Economia e delle Finanze ed il Ministero dell’Istruzione e Ricerca Scientifica volto alla valorizzazione delle risorse genetiche dei vitigni autoctoni.
“L’aggregazione nasce dalla consapevolezza che è indispensabile concentrare tutte le risorse umane,tecniche,culturali e finanziarie in funzione del miglioramento della qualità delle tipicità sarde e del legame con il territorio –dice il presidente Convisar Carlo Giua- poiché la Sardegna non è in grado di competere quantitativamente con i vini di grande diffusione,se vuole rimanere competitiva sul mercato,deve puntare sui propri vitigni tradizionali,esaltandone le caratteristiche ed individuando attività di marketing che promuovano insieme il vino,la cultura,la storia ed il territorio della nostra isola”.
La strategia: Ricerca,tecnologia e aggregazione.
La strategia individuata dal Consorzio per competere con i vini sardi sul mercato globale punta dunque sulla valorizzazione delle specificità del territorio costituite dalla sua morfologia,dal clima e dalla tradizione vitivinicola coniugate con la tecnologia più avanzata.
Il progetto,oltre a creare per la prima volta un consorzio tra aziende,raggiunge un altro primato coinvolgendo eccezionalmente in un ambito unico di lavoro,tutte le competenze scientifiche sulla viticoltura ed enologia presenti nell’isola. Lavorano al progetto fianco a fianco,da oltre due anni,i tecnici delle aziende e numerosi ricercatori delle diverse istituzioni scientifiche e universitarie che operano in Sardegna e in altre regioni italiane.
La sperimentazione.
“Il gruppo Convisar coinvolge attualmente oltre cinquanta ricercatori con competenze attinenti la viticoltura,l’enologia,la microbiologia,la farmacologia, la patologia vegetale,l’entomologia,la genetica,la pedologia,la climatologia,il paesaggio, –dice Gianni Nieddu responsabile scientifico Convisar -. Questo gruppo di esperti ha studiato i vitigni sardi applicando tecniche innovative di coltivazione e di trasformazione su oltre 90 ettari coltivati in Gallura,Sulcis,Mandrolisai,Trexenta e Parteolla. Si tratta di un’operazione storica non solo per la Sardegna ma in generale per l’Italia,perché per la prima volta la ricerca pubblica si unisce con quella privata in modo coordinato,con l’obiettivo di produrre vini di un livello qualitativo più alto rispetto all’attuale,allargando l’area dei vini pregiati ottenibili da vitigni autoctoni”.
Gli obiettivi
Dietro ogni ettaro ci sono sperimentazioni mirate ad ottenere nuovi vini che saranno presentati alla conclusione del progetto prevista per il dicembre 2011.
Tra le azioni più significative portate avanti dal consorzio,volte a valorizzare l’identità vitivinicola della Sardegna sono comprese le sperimentazioni sui mosti e sui vini e il recupero,la caratterizzazione e la selezione delle varietà autoctone. Il progetto ha già realizzato un laboratorio di analisi diffuso nel territorio.
E’ stato realizzato inoltre un importante lavoro di documentazione e archiviazione in formato digitale di tutte le ricerche prodotte in materia di viticoltura ed enologia dalle istituzioni scientifiche della Sardegna.
Importante anche l’investimento sulla formazione dei tecnici aziendali volta a creare recuperare e accrescere le professionalità necessarie.
Nel corso dell’incontro verranno esposti sotto forma di relazioni e poster i risultati sinora acquisiti,già da oggi utilizzabili nella realtà operativa dell’Isola.

Organizzazione

[email protected]
tel/fax 39 070 494185

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