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Tharros

  • Provincia Oristano
  • Sito Comune Comune di Tharros
  • Cod. Postale 09072
  • Codice ISTAT
  • Codice Catastale
  • Superficie km²

Tharros

Quest’antica città, fondata dai Fenici tra l’XI e l’VIII secolo a.C., si trova sul promontorio che dal Sinis si protende a sud sino a Capo San Marco. Quella di Tharros è, come Corinto, una città bimare: i Fenici tendevano a edificare le loro città in penisolette affusolate, perché le navi fossero al riparo qualsiasi direzione avessero i venti.

Nata come scalo commerciale, Tharros vide il suo raggio d’azione ampliarsi sempre più, sino ad avere rapporti commerciali stabili con Cipro, Egitto, Ionia, Etruria, Spagna e mondo celtico.

L’importanza della città non risentì neanche della conquista cartaginese (510 a.C.); ma fu con l’arrivo dei romani che il suo predominio marittimo cominciò a diminuire: i traffici commerciali erano ormai diretti a Roma, non riguardavano dunque più la parte occidentale della Sardegna, e Tharros fu vittima dell’assedio da parte dell’ex console M. Emilio Lepido.

Elevata a colonia durante il periodo imperiale, la città riacquistò la sua importanza nel campo del commercio internazionale.

Dal IV secolo fu sede di comunità cristiane, si hanno, inoltre, testimonianze di un’attività vescovile risalente al VI secolo.

Durante il dominio bizantino la città fu ridotta a castrum, per via dell’insicurezza dei mari, e la popolazione si ritirò nei pressi della chiesa di San Giovanni di Sinis per sfuggire alle incursioni barbariche.

Le continue invasioni saracene causarono un notevole decremento della popolazione, che si trasferì ad Oristano, abbandonando definitivamente il centro.

Spiagge

Tutte le spiagge della zona sono ideali per fare windsurf, per via delle onde lunghe che caratterizzano le acque della parte occidentale dell’isola. A nord, girando a destra dopo San Salvatore, e poi a sinistra si arriva alle belle spiagge di Is Arutas, la cui sabbia è formata da granelli di quarzo bianchi e rosa, e di Mari Ermì. Da Tharros si può facilmente arrivare alla lunga spiaggia di San Giovanni di Sinis, dominata da una grande torre costiera spagnola del XVI secolo.

Itinerari culturali ed escursioni
Tharros è oggi un’area archeologica di notevole interesse, ed è sede di scavi dal 1956. Si parte dal piccolo locale che si trova all’ingresso degli scavi, dove sono esposte la pianta generale del centro, le planimetrie degli edifici e le foto dei reperti. Entrando nella città, che si presenta per lo più come centro tardo romano, anche se le testimonianze cartaginesi e altomedievali non mancano, e percorrendo la strada lastricata in basalto che troviamo sulla destra, arriviamo ad una piazzetta, il compitum, che ospita un’edicola consacrata ai Lares Compitales.

Nella parte settentrionale si trova un edificio quadrangolare, che fungeva da serbatoio dell’acquedotto, e che alimentava una fontana pubblica. Risalendo verso la strada principale, al cui centro sono le fognature, e ai cui lati c’erano negozi e locali di ristoro, si arriva ad un’arena delimitata da un terrapieno: è l’anfiteatro, risalente ai sec II-III d.C., che occupa, in parte, l’area del tophet, un antico santuario, a sua volta costruito sui resti di un villaggio nuragico. Poco oltre si distinguono le torri quadrate e i resti delle fortificazioni della città. Le mura, in arenaria, risalenti all’epoca cartaginese, sono state cancellate da quelle romane. Tornando indietro sino al compitum e poi svoltando verso sinistra, si trova il complesso delle terme III, mentre sulla destra sono i resti del tempio cartaginese delle semicolonne doriche (III secolo a.C.).

La strada finisce proprio di fronte alle terme I (II secolo d.C.), che i cristiani del V secolo utilizzarono per costruire una basilica con battistero a vasca esagonale. Sulla destra troviamo i resti di quello che probabilmente era un tempio a quattro colonne risalente circa al 50 a.C. Proseguendo troviamo il foro di Tharros, un piazzale di forma trapezoidale nel quale si svolgeva la vita pubblica della città, delimitato dalle terme II, o terme del foro (200 d.C.).

Fuori dalla parte recintata si possono osservare i resti delle mura d’epoca cartaginese (VI secolo a.C.), nella parte ovest del colle di Torre San Giovanni.


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