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Seneghe

  • Provincia Oristano
  • Sito Comune Comune di Seneghe
  • Cod. Postale 09070
  • Codice ISTAT 095053
  • Codice Catastale I605
  • Abitanti 1.770
  • Altitudine 305 m s.l.m.
  • Superficie 57,85 km²


Grazie al felice posizionamento naturale del territorio, a Seneghe esistono numerosissimi altipiani e nel periodo nuragico ci fu un gran fiorire di costruzioni: protonuraghi, nuraghi, complessi nuragici con più torri, fortificazioni, di cui resta un impressionante numero di testimonianze. Sono almeno cento, cifra approssimata per difetto, alcuni dei quali ancora superbamente eretti o quasi completamente distrutti, a cui sono da aggiungere le numerosissime tombe a cumulo, tombe dei giganti, dolmen, menhir, betili.

Come non ricordare tra le tante, la bellissima tomba dei giganti sita in località Serrelizzos, oppure l’altra impropriamente chiamata “S’omo de sas Zanas” posta nell’omonima località S’omo de sa Zanas. Non meno importanti e bellissimi sono i punici di S’Issizzu, dove troviamo una fonte punica, e di Mesone Majore e Zippiriu.

I Fenici e ai Romani dimostrarono molto interesse per la zona di Seneghe. Ne sono testimonianza l’altissimo numero di reperti e siti pervenuti ai nostri giorni, quali oggetti d’utilizzo comune e in alcuni casi di resti di fondamenta di fabbricati. Esiste, ad esempio, al Museo archeologico nazionale di Cagliari una bella testa femminile in marmo, donata dal precedente proprietario che l’aveva rinvenuta attorno al 1880 in località Barili. Dalla stessa zona proviene un medaglione in bronzo con tracce di doratura di ottima fattura e una piccola testa di leone, anch’essa in bonzo.

Seneghe vanta una lunga tradizione di feste ed eventi tradizionali ripartiti durante tutto il corso dell’anno. Molte di esse sono legate a celebrazioni religiose, a cui vengono affiancate generalmente festeggiamenti laici organizzati dai comitati. Altre sono iniziative culturali proposte dalle istituzioni comunali, dai giovani molto attivi nel settore e dalle varie associazioni.

Il 20 gennaio si svolgono i festeggiamenti in onore di san Sebastiano martire, elevato a compatrono del paese a seguito della sua intercessione a favore degli abitanti che lo invocavano durante la peste di fine seicento. Da allora, per voto, si celebrano le cosiddette “quarant’ore di san Sebastiano”, tre giorni in cui viene esposto solennemente il Santissimo Sacramento per l’adorazione dei fedeli. In antico la municipalità offriva alla parrocchia, per questa occasione, la cera e l’incenso. Dallo stesso giorno ha inizio il carnevale seneghese, che si protrae fino al martedì Grasso. Nelle domeniche intermedie del carnevale hanno luogo nella piazza Mannu – nota come Partz’è sos ballos – i balli serali, accompagnati dalla fisarmonica. La mattina del martedì grasso, nella stessa piazza, viene eseguito esclusivamente un ballo chiamato “Sas Andanzas”, caratterizzato da una coreografia molto suggestiva e dinamica e definita unica nel suo genere.

A Seneghe è ancora viva è vegeta la tradizione del Canto a tenore; in questa comunità questo particolare canto prende il nome di “Cuntrattu”. Il cuntrattu è generato dall’unione di quattro voci, prettamente maschili, che prendono il nome di “Pesadoe” (o boghe), “Mesa Oghe” (contralto o Tenore Primo), “Contra” (baritono), “Bassu” (Basso). Su “Pesadoe” ,voce principale del Cuntrattu, intonando la poesia (solitamente poesie popolari della tradizione seneghese e non, di argomento amoroso o ironico) scandisce il ritmo del canto dettandone i toni, a cui fanno riferimento le altre voci del coro per l’esecuzione dei canti; Seneghe conserva musicalmente, ancora oggi, la struttura e l’impostazione arcaica con il Basso di Gola (gutturale) e altre voci singolari nel loro genere.

Il repertorio di Seneghe è formato da alcuni canti della tradizione profana, presenti anche in altri comuni del Montiferru, che sono S’Istudiantina e S’Ottava Trista, e altri canti profani come “Sa Pastorella” e “Su Semintonu”, questi ultimi utilizzati per accordare il Cuntrattu. Il fiore all’occhiello della tradizione di Seneghe è sicuramente il più conosciuto “Ballu ‘e Cantidu”, canto a ballo eseguito soprattutto durante il carnevale nella pubblica piazza per accompagnare i ballerini. Fanno parte del repertorio anche alcuni canti della tradizione religiosa, come le laudi, chiamati “Gosos”, e alcuni canti tipici della Settimana santa e della passione di Cristo, e altri canti tradizionali della Sardegna.

I cori di Seneghe che si esibiscono al di fuori del contesto paesano e che vantano esibizioni nella penisola e anche all’estero (Francia, Svizzera, Russia, Croazia, Belgio, Spagna, Austria, Galles) sono “Su Cuntrattu de Seneghe di Antonio Maria Cubadda”, “Su Cuntrattu Seneghesu” e “Su Cuntrattu de Vincenzo Uda”; il coro generalmente prende il nome de “Su Pesadoe”.

A Seneghe sono particolarmente suggestivi anche i riti della Settimana Santa ed in particolare del Venerdì quando la Vergine esce vestita a lutto e percorre le vie del paese nella tradizionale “via Crucis” a cui fa seguito “s’Incravamentu”. Il grande Crocifisso viene portato dalla Chiesa di Santa Maria alla Parrocchiale dove viene innalzato. La sera, dopo la funzione liturgica accompagnata dal canto de su Cuntrattu, seguendo l’invito del predicatore, due confratelli, rappresentanti i discepoli, depongono il Cristo morto dalla Croce (“s’Iscravamentu”) per poi avviarsi in processione alla stessa chiesa di Santa Maria sempre accompagnati dal canto de su Cuntrattu. La mattina di Pasqua si svolge S’Incontru.

Il 13 giugno viene festeggiato solennemente, preparato dalla tradizionale tredicina in cui si benedice il pane offerto da qualche devoto per promessa o per grazia ricevuta, sant’Antonio di Padova, al quale è dedicata una piccola chiesa interna al paese risalente alla metà del seicento. Tale festa è partecipatissima soprattutto dagli uomini.

Il 29 giugno, festa di san Pietro, dopo la processione, la Messa e la novena in onore di santa Maria, lo stesso comitato procede a “sa dittadura de sa bandiera”, rituale suggestivo che prevede la messa all’asta di uno stendardo (sa bandiera) in broccato. Verrà consegnata al miglior offerente che avrà diritto di portarla processionalmente, a cavallo, dal luogo de “sa dittadura” fino al sagrato della chiesa di santa Maria dove i cavalli si schierano e, ricevuta dal parroco la benedizione, si lanciano nella tradizionale corsa de “s’Ardia de santu Perdu”.

Il 2 luglio viene festeggiata santa Maria “de sa Rosa”, alla quale è dedicata una piccola chiesa, in origine campestre ma ora interna al paese, il cui nucleo originario risale al secolo XI/XII. I festeggiamenti durano tre giorni perché seguiti da quelli in onore di sant’Elisabetta. Il giorno più solenne e suggestivo è il 2, quando, a seguito della processione a cui partecipano anche i cavalieri con le bandiere, i comitati e le confraternite, celebrata la Messa solenne con predica, si ritorna processionalmente nella chiesetta di santa Maria dove, con profondissima devozione e trasporto interiore, i presenti intonano i “Gosos” in onore della Madonna. Al termine di queste meravigliose laudi, i cavalieri (che solitamente per l’occasione indossano il costume del paese) si dispongono allo stesso modo in cui si erano disposti qualche giorno prima nella festa di san Pietro e, ricevuta la benedizione, tornano nuovamente a correre s’Ardia, questa volta in onore di santa Maria. I più anziani raccontano che durante la Guerra, quando la maggior parte dei giovani erano al fronte o nei campi di battaglia, e molte famiglie erano in angoscia per la lontananza o in lutto per la perdita di qualche persona cara, la tradizionale Ardia non si svolse. Coloro che abitavano nei pressi della chiesetta di santa Maria, si racconta, la notte del 2 luglio sentirono gli zoccoli dei cavalli che correvano come se stessero facendo s’Ardia.

Il 3 luglio, si festeggia sant’Elisabetta.

Il 31 agosto viene festeggiato san Raimondo Nonnato.

Sempre in estate il collettivo di ragazzi AlterEvents organizza un evento, a carattere soprattutto musicale, che prende il nome di AlterDay Fest. In ogni edizione il collettivo si impegna a portare all’interno del paese un insieme di iniziative atte a contribuire alla crescita della cultura musicale, promuovendo e valorizzando la musica indipendente di ogni genere, sarda e non.

I primi giorni di settembre l’associazione Perda Sonadora organizza un importante Festival di poesia, letteratura e arte in genere, chiamato Cabudanne de sos poetas. Tre giorni per ascoltare poesia dalla voce degli stessi autori, che vengono ospitati nel paese, con appuntamenti giornalieri sempre numerosi. Fanno da cornice al tutto diverse opere artistiche, come dipinti, foto, materiale audio e video.

L’ultima domenica di novembre si tiene la manifestazione Prentzas Apertas. I vecchi frantoi presenti all’interno del paese vengono aperti ai visitatori, e in ognuno di essi i proprietari o/e varie associazioni espongono i loro prodotti o creano intrattenimento con musica, canti, proiezioni e mostre.

da wikipedia

Eventi principali

20 gennaio San Sebastiano patrono

13 giugno Sant’Antonio da Padova

2 luglio Santa Maria della Rosa

3 luglio Sant’Elisabetta

31 agosto San Raimondo Nonnato

1 settembre San Basilio


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