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Palau

  • Provincia Sassari
  • Sito Comune Comune di Palau
  • Cod. Postale 07020
  • Codice ISTAT 104020
  • Codice Catastale G258
  • Abitanti 4.224
  • Altitudine 5 m s.l.m.
  • Superficie 44,44 km²

Simbolicamente il fondatore di Palau fu Giovan Domenico Fresi, soprannominato “Zecchino”, il quale vi edificò la sua abitazione da cui poter controllare i terreni intorno all’attuale paese, dei quali era il proprietario. Pochi anni dopo vennero costruite nell’area le fortezze di Monte Altura, Capo d’Orso e Baragge.

Il centro storico di Palau
Quando ‘Zecchino’ costruì la sua abitazione in quella aspra landa che sarebbe diventata Palau, aveva scopi modesti come il controllo dei suoi terreni, un dignitoso tetto per la sua famiglia, sicuramente non immaginava che quei terreni appena sufficienti per il pascolo, sarebbero diventati un giorno tra i più costosi dell’intera isola.

L’espansione di Palau fu inizialmente dovuta al ruolo di paese di frontiera che essa svolgeva, difatti da qui partivano le imbarcazioni per La Maddalena e verso l’entroterra, la linea ferroviaria Palau-Tempio-Sassari (oggi percorribile grazie al trenino verde).

Un’ulteriore crescita si ebbe grazie alla tendenza dei cittadini di Tempio, di cui Palau era inizialmente frazione, ad avere in loco la residenza estiva che gli permetteva di sfuggire all’infernale calura, non mitigata dal mare, delle zone interne. Il centro storico di Palau si sviluppa intorno alla via Nazionale e nei pressi della Piazza Molo, si trova il palazzo Fresi, affacciato sulla piazza omonima, vero nucleo originario del paese.

Poco distante si trova la piazza Due Palme, chiamata così per via di queste secolari piante che svettano fin sopra i palazzi.

Dirimpetto si trova la chiesa della Madonna delle Grazie, da cui ogni anno parte una splendida processione (vedi Avvenimenti). Alle spalle del porto, incredibilmente vicino all’abitato, si trova la spiaggia di Punta Nera, i cui ingressi sono situati in via dei Lestrigoni. Camminare nelle piccole viuzze, scoprire nei palazzi le rivisitazioni esotiche dell’architettura dello stazzo gallurese, temporeggiare nei piccoli ristoranti o le botteghe di souvenir e di prodotti artigianali, tutto questo è consigliato per mettersi in sintonia con lo spirito di questa ‘isola’ tra le isole.

I dintorni e le spiagge
Il territorio di Palau si sviluppa principalmente ad ovest, nord-ovest del paese ed in parte a sud est dove il Golfo delle Saline segna l’inizio del territorio di Cannigione.

Dalla Rada di Mezzoschifo alla foce del fiume Liscia
Lasciando Palau dalla via Nazionale in direzione Santa Teresa e un po’ dopo aver superato il passaggio a livello, si trova sulla destra la circonvallazione che conduce fino alla Rada di Mezzo Schifo.

Nell’insenatura si trova la spiaggia de La Sciumara, molto frequentata dato la sua vicinanza con il paese. E’ un arenile molto caratteristico, circondato da una macchia puntellata dalle rocce granitiche e attraversata nel suo lato est dal Rio Surrau. Proseguendo nella strada per Santa Teresa, sempre sulla destra, si trovano indicazioni precise per la fortezza Altura e Porto Raphael, la prima è probabilmente una tra le più belle fortificazioni dell’antico sistema difensivo Palau – La Maddalena, il secondo è l’alba del turismo d’elite in quest’angolo di Sardegna.

All’ingresso del piccolo sobborgo sorge la piccola chiesa di Santa Rita, subito dopo si trova la stradina che conduce alla spiaggia di Cala Inglese, è un viottolo poco visibile coperto dalla vegetazione. Proseguendo nella strada che si addentra in Porto Raphael si sbuca nei pressi del porticciolo turistico e di Punta Sardegna, dove svetta il faro omonimo. Questo tratto di costa a strapiombo sul mare è esclusivamente rocciosa e le forme granitiche sono tra le più interessanti del vasto territorio di Palau. Da questa scogliera si gode anche un bellissimo panorama sull’arcipelago de La Maddalena, del quale si può osservare l’isola di Spargi, posta esattamente di fronte.

Tra Punta Sardegna e l’estremo opposto di Punta Sardegna a Mare, s’incunea l’insenatura di Cala di Trana con il suo modesto, pulitissimo e nascosto arenile. Proseguendo sulla stradina verso ovest e girando due volte a destra, si va verso Porto Cuncato o Poltu Cuncatu, un insenatura di candide rocce calcaree e dall’acqua incredibilmente trasparente. Percorrendo la strada a ritroso e svoltando nuovamente a destra, verso sud, si arriva alla prima frazione della lunghissima spiaggia di Porto Pollo.

La stessa strada conduce alla penisola nota come l’isola dei Gabbiani o Isuledda (piccola isola), tale nome gli viene dalla sua condizione di insularità quasi totale, a parte una piccola striscia di terreno che la unisce alla terra ferma. Da questo terrapieno naturale si dipartono due spiagge, alla sinistra quella di Porto liscia e a destra il secondo tratto di Porto Pollo.

In tutta la Sardegna questo è il punto più battuto dagli amanti del Windsurf. Tale fenomeno è dovuto alla presenza continua del vento e ad un mare quasi sempre praticabile in quanto protetto all’interno della piccola baia. La spiaggia di Porto Liscia è un lunghissimo lido, attraversato dal fiume omonimo che segna anche il confine con il comune di Santa Teresa di Gallura.

L’ecosistema intorno a questo corso d’acqua è incantevole, alle spalle delle dune di Porto liscia si apre immediatamente il sistema di Stagni della Sciumara, abitati da un gran numero di uccelli in tutte le stagioni. Il fautore di questo habitat è sempre il maestrale che sbarrando la foce con la sabbia e spingendo il fiume all’indietro nel suo stesso alveo, ha fatto si che questo allagasse i terreni circostanti. In questi pressi si trovano anche il Pozzo Sacro e il nuraghe di Barrabisa.

Proseguendo in direzione sud ci si immette nella ss. 133, la direttrice per Santa Teresa e Tempio. Svoltando a destra nei pressi di un ristorante (ingresso segnalato) e proseguendo per circa un chilometro, si trova lo svincolo che conduce a destra sul monte Casteddu a sinistra sul monte Canu. Sul Monte Casteddu si trova la piccola chiesa campestre di San Giorgio, il cui ingresso è segnalato da un disegno su un piccolo cancelletto. Il santuario fu costruito a cavallo tra il 1400 e il 1500, attualmente non è molto utilizzato a parte durante la festività dedicata al santo, giorno in cui la chiesa viene preso d’assalto da centinaia di fedeli.

Non lontano da San Giorgio, proseguendo sulla strada bianca, sorge la poco nota tomba dei giganti di Saiacciu. Sul Monte Canu si trova la chiesa campestre dedicata a San Giorgio e poco distante sulla sinistra (la strada parte dall’ingresso comune), sorge il sito archeologico più importante sul territorio di Palau: la tomba dei giganti di ‘Li Mizzani’ (vedi archeologia). Vicino alla tomba si trova uno stazzo, la tipica abitazione agro-pastorale della Gallura, a circa 200 m da questo sorge un nuraghe, superstite unico di una più imponente struttura formata da diverse torri.

Da Cala Casotto fino al Golfo delle Saline
Uscendo da Palau verso sud, tramite la via Capo d’Orso, ci s’inoltra nella parte di territorio protratto verso la Costa Smeralda.

Appena fuori dal paese s’incontra sulla destra il Forte della Polveriera, conosciuto anche come Forte dello Stintino, nome carpito dal tratto di costa dirimpetto. Lo Stintino è un tratto roccioso nei cui pressi sorge il porticciolo militare, poco distante dal sobborgo edificato intorno a Cala Casotto.

Continuando a percorre la provinciale 123 si trova dopo poco uno svincolo sulla destra che porta alla panoramica collina di Baragge, in cui sorge il forte omonimo. Questa isola di tranquillità è raggiungibile anche dalla lunga strada parte da Palau, via Baragge appunto, la traversa di via Nazionale prima del passaggio a livello. La strada 123 e la via Baragge conducono anche a Capo d’orso, una penisola d’importanza fondamentale per la navigazione dell’arcipelago.

Già nell’antichità era un punto di riferimento vitale per i naviganti, inconfondibile per via della roccia con la sagoma d’orso che si erge nell’alta parete affacciata sull’arcipelago. Nei suo pressi si trovano anche il forte e il faro di Capo d’Orso.

Per arrivare su questa altura bisogna fare una camminata di circa 10 minuti, ripagata dal panorama più spettacolare della costa di Palau. La strada che conduce al colle si trova di fronte ad un piccolo bar, situato a metà della pronunciata curva a destra che conduce verso il Porto di Cala Capra. A sud della rada si trova la spiaggia di Cala Capra, alle cui spalle si trova un fitto bosco di eucalipti. E frequentata quasi esclusivamente dagli abitanti delle innumerevoli villette e delle strutture ricettive, sparse sulla vicina collina. Dopo Punta Capra la costa s’incunea nel Golfo delle Saline, nel quale si trovano di seguito la spiaggia Punta Bianca, la bellissima Spiaggia di Vena Longa e praticamente sulla strada, la spiaggia del Golfo delle Saline, alle cui spalle si trova lo stagno omonimo. L’acquitrino segna il confine con il comune di Arzachena. L’enorme vallata alle spalle di Capo d’Orso è la valle di Santu Baingiu, un angolo in cui ancora sopravvivono agricoltura e pastorizia.

Archeologia
Secondo alcune interpretazioni dell’Odissea queste terre furono visitate da Ulisse, leggendario Re di Itaca e protagonista del famoso Poema di Omero. Sfortunatamente il racconto vuole che l’eroe della mitologia greca, abbia incontrato in questi pressi i Lestrigoni, un popolo noto per la sua antropofagia (cannibali insomma), gettando un duro sospetto sulle genti sarde. Fortunatamente l’archeologia c’insegna che intorno al 1200 a.C., quando Ulisse era impegnato nel suo fantastico viaggio, la civiltà nuragica era in una fase alquanto evoluta della sua storia.

I nuragici che dominavano l’isola da oltre 600 anni, non solo avevano raggiunto in tale periodo una notevole evoluzione nel campo sociale all’interno delle tribù, ma avevano ormai intrapreso da tempo discreti scambi commerciali e culturali con gli abitanti di Cipro e del Peloponneso (Grecia).

A questo periodo è ascrivibile anche un notevole progresso nelle tecniche costruttive con l’innalzamento di veri e propri ‘castelli’ nuragici che rispecchiavano la forte identità di quei popoli.

Le tombe dei giganti
L’architettura funeraria nuragica si sintetizza nelle tombe dei giganti, una forma di sepoltura collettiva, spesso preceduta dal rito della scarnificazione e scomposizione delle ossa (ottimizzazione degli spazi).

La loro forma più tipica consiste in un’alta stele centrale in pietra con una piccola apertura al centro della base, ai lati della quale si dipartono due estensioni laterali curve (esedra) che vanno ad assottigliarsi in punta. Molte delle esedre sono dotate di piccoli sedili nei quali veniva consumato il ‘rito dell’incubazione’, questo consisteva nel riposare vicino ai propri defunti, nella convinzione che tale sonno, potesse curare dalle ossessioni oltre a rigenerare la mente e lo spirito. Alle spalle della stele si trova il corridoio destinato alla sepoltura dei defunti o ad accoglierne comunque i resti.

Vista dall’alto, la sagoma della tomba ricalca la sagoma della testa di un toro. Questo bovide infatti era venerato presso l’antica civiltà sarda, così come lo era nella gran parte dei popoli del Mediterraneo, tra i quali questo animale era considerato un simbolo di forza e di fertilità. Il nome di ‘tomba dei giganti’ fu coniato anticamente, nell’errata convinzione che tale imponente sepoltura, contenesse nel suo lungo corridoio degli esseri mastodontici, gli unici inoltre che avrebbero potuto elevare una così imponente struttura.

La Tomba dei Giganti di ‘Li Mizzani’
E’ uno splendido esemplare di impianto funerario, con una stele frontale alta quasi tre metri. La sua costruzione risale alla seconda fase dell’età del bronzo (1500-1200 a.C.), periodo in cui furono innalzata la gran parte delle oltre trecento tombe dei giganti, presenti nell’intera isola.

E’ parere comune che questo tumulo, abbia un’architettura meno sviluppata delle altre tombe costruite nello stesso periodo, tuttavia è da tenere ben presente che nei decenni passati, il mausoleo è stato ripetutamente danneggiato dai tombaroli e gran parte delle sue pietre, sono state riutilizzate a fini diversi, alcune formano la pavimentazione dell’aia del vicino stazzo.

Nuraghe Luchìa
Il nuraghe si trova a poche centinaia di metri dalla tomba di Li Mizzani. Dell’antica e imponente struttura sono rimasti solo i basamenti, capaci comunque di darci un’idea della complessità del centro. La struttura centrale era composta da più torri e poco distante, sorgeva il villaggio ad essa correlato (attualmente invaso dalla vegetazione).

La parte più pittoresca di questo insediamento sono i nuraghi inseriti in alcuni ripari sottoroccia.

La Tomba dei Giganti di Saiacciu
Si trova poco oltre la chiesa di San Giorgio, proseguendo sulla strada principale. E’ molto meno conosciuta, probabilmente anche per via di uno malandato stato di conservazione. La tomba è inserita in un bellissimo contesto ambientale che rende obbligatoria una visita al sito.

Principali Eventi
La più grande festa religiosa di Palau è quella dedicata a Santa Maria delle Grazie, che si svolge durante la prima domenica di settembre.

Il momento clou dei festeggiamenti è la processione a mare. Il 13 giugno, la chiesa campestre di Sant’Antonio di Monticano si popola come non mai di fedeli, per via della festività dedicata al santo. Nei pressi dell’isola dei gabbiani vengono organizzate, ormai annualmente, una serie di competizioni di Windsurf.


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