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La Maddalena

  • Provincia Sassari
  • Sito Comune Comune di La Maddalena
  • Cod. Postale 07024.07020
  • Codice ISTAT 104012
  • Codice Catastale E425
  • Abitanti 11.233
  • Altitudine 27 m s.l.m.
  • Superficie 52,01 km²

Nonostante l’importanza e le potenzialità di queste terre si deve attendere il XII secolo per vedere la nascita di un insediamento umano.

I primi colonizzatori furono un gruppo di monaci Benedettini che si stabilirono nell’isola di Santa Maria (Attualmente l’antico convento è diventato la dimora dell’unico pastore dell’isola).

A cavallo tra il 1600 e il 1700, l’arcipelago della Maddalena viene occupato da sparuti gruppi di pescatori e da mezzadri della famiglia Doria.

Il primo centro abitato nacque in concomitanza di Cala Gavetta e Cala Chiesa, dove attualmente sorge la città de La Maddalena (poco distante dall’odierno attracco dei traghetti).

Nel 1767, nell’intento di evitare eventuali rivendicazioni da parte dei Doria, i Savoia mandarono una prima guarnigione militare ad occupare l’isola.

Nel 1793 le truppe franco-corse tentarono la conquista della Sardegna attaccando Cagliari a sud e La Maddalena a nord. Al comando dell’esercito d’oltralpe vi era un ufficiale corso assistito dallo sconosciuto luogotenente colonnello Napoleone Bonaparte, che venne però sconfitto dall’eroico Domenico Millelire, capo carismatico della resistenza.
A La Maddalena ebbe asilo anche il grande ammiraglio Nelson, che da qui coordinava l’offensiva contro Napoleone.

Nella prima metà dell’ottocento iniziò una timida occupazione delle isole minori.

Nel 1852 Giuseppe Garibaldi acquistò la parte settentrionale di Caprera; già da allora Santo Stefano era sotto il controllo dei militari, seppure fu attuata una discreta lottizzazione dell’isola.

Quando la neonata Marina Militare Italiana instaurò in quest’angolo di Sardegna il suo centro operativo, intorno a Cala Gavetta iniziarono a sorgere eleganti palazzine, l’Ammiragliato, le caserme.

Nel 1996 l’arcipelago della Maddalena divenne il primo Parco Nazionale in Sardegna e quasi contemporaneamente, venne incluso in una lunga serie di convenzioni tra le quali il Santuario dei Cetacei, il Parco Geominerario Sardo riconosciuto dall’UNESCO ed insieme alla Riserva Naturale delle Bocche di Bonifacio costituì un immenso Parco Marino Internazionale.

Le carte della cultura e dell’ambiente sono le nuove strategie di questo piccolo angolo di Sardegna, desideroso di combinare turismo e conservazione, ritornando ad essere un nodo cruciale nell’intero Mediterraneo.

L’arcipelago di La Maddalena

L’arcipelago di La Maddalena è composto principalmente da 23 isole di cui due maggiori che sono La Maddalena e Caprera; le quattro isole minori sono Spargi, Santo Stefano, Santa Maria, Razzoli e Budelli, raggiungibili solo con imbarcazioni private e praticamente disabitate. Il resto sono dei modesti affioramenti non più grandi di un chilometro quadrato.

L’isola di La Maddalena
E’ l’isola maggiore con l’omonimo ed unico centro abitato.

Lungo le sue coste si stendono un gran numero di spiagge facilmente accessibili, grazie ad una strada che permette un agevole periplo del territorio.

Per arrivare a La Maddalena ci si può imbarcare da Santa Teresa di Gallura oppure da Palau. Questa seconda via è la più rapida e breve, con traghetti che partono praticamente ogni mezz’ora e arrivano nel cuore del paese de La Maddalena, nei pressi di Cala Mangiavolpe.

La Maddalena
Appena sbarcati dal traghetto si nota subito un certo ‘salto’ tra le architetture maddalenine e quelle sarde.

La lunga via Amendola e verso destra la piazza Comando, sono sovrastate da un fronte di graziose palazzine (‘700 – ‘800), la larghezza dei viali e i lunghi filari di palme, rafforzano l’atmosfera esotica del paese. Le viuzze interne del centro storico hanno una spiccata somiglianza con le abitazioni della riviera ligure o di alcune località di pescatori del sud Italia, con caratteristici palazzi alti, poco distanti l’un l’altro, colorati e con balconi stretti forniti di balaustrata in ferro battuto.

Alla sinistra della stazione marittima si trova la profonda insenatura portuale di Cala Gavetta, famoso punto di partenza per la nascita del paese. Cala Gavetta è la sede degli uffici che organizzano l’entusiasmante giro delle isole. L’ansa destra della Cala è contraddistinta dalla presenza della Colonna Garibaldi.

La via che dal mausoleo s’inoltra nella cala verso piazza Principe Tommaso è via Oberdan, la quale dopo due traverse incrocia con via XX Settembre, una delle strade più ‘In’ del centro storico. La prima traversa sulla sinistra conduce alla parrocchiale di Santa Maria Maddalena in forme barocche (‘700/’800). In piazza Garibaldi sorgono i due imponenti edifici del comune e lo storico mercato civico. Nel municipio è custodita la famosa bomba napoleonica, la bandiera brandita dall’eroico Domenico Millelire e molti ricordi di Giuseppe Garibaldi. In via Balilla si trova il forte Sant’Andrea. L’enorme ancora al centro della rotatoria di Piazza Comando è il monumento ai Marinai Caduti, di fronte si trova l’elegante palazzo dell’ammiragliato.

Il Giro dell’isola e le spiagge
Appena sbarcati dal traghetto è praticamente obbligatorio prendere la strada sulla destra che passa davanti all’ammiragliato e conduce a Caprera o permette di compiere un completo giro intorno all’isola.

All’interno del quartiere moneta, una strada a sinistra e seguire le indicazioni per la “Panoramica” o per Spalmatore. Poco prima del museo navale si trova una piccola strada che conduce alla spiaggia Testa di Polpo (Capocchia du Purpu). Il Museo Navale Lamboglia fu creato per dare una degna vetrina ai reperti del relitto romano affondato nelle acque dell’arcipelago. Dopo poco più di un chilometro si arriva a Cala Spalmatore. Proseguendo sulla Panoramica si arriva a Cala Lunga, una stupenda insenatura in cui sorge il piccolo Porto Massimo. Attraverso la piccola frazione si arriva nei pressi del reperto bellico della Batteria Marginetto, poco distante dal tratto di costa detta Stagno Torto.

Da qui in poi inizia il lunghissimo litorale, più o meno continuo di Monti d’a Rena (la montagna di sabbia), Punta Cannone e la spiaggia Lo Strangolato. Proseguendo dritti ci s’inoltra in una strada a vicolo cieco, che porta alla spiaggia di Bassa Trinita.

Percorrendo la strada a ritroso e imboccando la prima via sulla destra, ci s’inerpica sul “monte” Millelire, dove sorge la chiesa della Trinita (senza la “a” accentata).

Proseguendo sempre in senso antiorario si arriva alla Punta dei Colmi, dove sorge il forte omonimo. Nella scogliera prospiciente si apre Cala d’Inferno. La strada prosegue in discesa e il primo svincolo sulla destra conduce a Cala Francese, importante cava di granito. Poco lontano si arriva all’insenatura di Cala Nido d’Aquila, un fantastico tratto di costa dove non esiste una vera e propria spiaggia, ma un’ampia, candida distesa di granito levigato. Alle sue spalle si erge l’imponente Opera Nido d’Aquila. A Punta Tegge si erge il forte omonimo, oltre avere una spiaggia molto frequentata ed essere uno dei ritrovi notturni extraurbani della gioventù dell’isola.

L’isola di Caprera
Una volta sbarcati a La Maddalena si segue la strada sulla destra (con il mare sempre sulla destra), fiancheggiando la zona militare, attraversando il quartiere Moneta ed il piccolo ponte, addentrandosi così nell’isola di Caprera.

Quasi immediatamente un cartello indica a sinistra la casa museo di Garibaldi, la storica tenuta in cui il patriota trascorse i suoi ultimi anni di vita. Intorno a questo cimelio si stende un immensa pineta. L’incrocio successivo conduce invece al piccolo borgo di Stagnali, un tempo l’impianto era utilizzato come caserma, attualmente in questi edifici sorgono il Museo Mineralogico ed il Centro Ricerca Delfini, oltre ai progetti già avviati per la realizzazione di un museo del mare ed un museo delle telecomunicazioni.

Le Spiagge e i Poggi
Iniziando il giro dell’isola a partire dal ponte per La Maddalena, seguendo un senso antiorario, si passa a lato del Golfo di Stagnali. Poco prima del piccolo ponte s’incontrano sulla destra un paio di strade sterrate che permettono di arrivare nei pressi dell’isolotto dell’aglio. Poco dopo il ponte si trova uno svincolo sulla destra che porta al Centro di Educazione Ambientale succitato.

La strada alle spalle del borgo costeggia la fantastica insenatura di Porto Palma fino ad arrivare nei pressi del Monte Fico (70 m.). La strada finisce al Centro Velico di Caprera della Lega Navale Italiana. Nel lato est di Porto Palma si trova un’accogliente spiaggia. Dopo una breve discesa la strada passa per uno stretto istmo, la spiaggia sulla sinistra è quella di Cala Portese mentre la piccola striscia di sabbia sulla destra viene chiamata la spiaggia Due Mari.

Proseguendo fino alla fine della strada si arriva al forte Punta Rossa, nei pressi della collinetta omonima. Ai lati est ed ovest della penisola si trovano rispettivamente le piccole isole della Pecora e del Porco. Nei pressi del Poggio Rasu (m 100), si può prendere per il sentiero che porta fino alla riservata Cala Brigantino. Poco prima della batteria di Becco di Vela s’incontra un sentiero segnalato sulla destra che conduce all’incantevole Cala Coticcio (1 ora circa) un’ora, per cui sono necessarie una scorta d’acqua e una dose di buona volontà, ben ripagata dalle splendide spiagge presenti nell’ansa. La strada finisce nei pressi della Batteria Candeo e nella costa antistante sorge la banchina militare omonima. La morfologia della costa nord cambia notevolmente, rendendo possibile l’accesso alle varie cale quasi esclusivamente via mare. Esistono anche dei sentieri di difficile percorribilità che partono nei pressi della fortezza di Arbuticci, situata sulla strada interna tra la batteria Candeo e la casa di Garibaldi. Da nord verso sud le cale più famose del lato ovest sono: Punta Crucitta, l’estremo nord dell’isola, Punta Galera, Cala Napoletana e Cala Caprarese. L’ultima ansa accessibile di questo litorale è quella che accoglie gli Isolotti degli Italiani, ai piedi delle tenute garibaldine. La parte più a nord si chiama Cala Serena, mentre il piccolo arenile a sud è la più nota Cala Garibaldi, usata come attracco privato dal famoso Generale.

Le Isole Minori
Non essendo collegate da alcun ponte o traghetto di linea, le isole minori sono raggiungibili solo con l’utilizzo di imbarcazioni private. Essendo l’arcipelago un parco, sono previste al suo interno le diverse zone di tutela ambientale che dividono l’area in zone A, B, C.

A: Sono zone di riserva integrale in cui non è consentita alcuna attività, nemmeno la semplice balneazione.
B: Sono zone di riserva generale in cui è vietata la navigazione parallelamente alla costa ma sono consentite la balneazione, la pesca con lenza da terra, l’attività esplorativa subacquee (diving), la navigazione e l’attracco in zone specificatamente indicate dall’ente gestore.
C: Sono zone di protezione parziale nonché le più ampie della riserva, è consentita la pesca sportiva e quella professionale compatibile con le finalità dell’area. Sono consentite anche le attività nautiche con limiti e autorizzazioni previsti dall’ente gestore. Per conoscere i livelli di protezione delle diverse aree da visitare potete visitare il sito www.parconazionale.it o www.lamaddalena.com

Santo Stefano
E’ l’isola che si trova sul tragitto tra Palau e La Maddalena, ben individuabile grazie alla presenza della piccola colonna dedicata alle Corazzate Roma, Da Noli e Vivaldi, affondate nelle acque dello stretto durante il secondo conflitto mondiale. Nell’isola sorge la vecchia Cava di Villamarina, residuo dell’attività estrattiva del granito ed Al suo interno si trova quello che è diventato il simbolo dell’isola, ossia l’incompleta statua di Costanzo Ciano, commissionata dal Duce.

Spargi
Nelle sue coste frastagliate sono inserite un buon numero di accoglienti spiagge. Nella profonda insenatura sita a sud dell’isola sorgono le incantevoli spiagge di Cala Corsara, nel cristallino mare antistante fu rinvenuto il famoso relitto romano. Sul lato ovest della spiaggia si erge la ‘Testa della Strega’, una bizzarra roccia granitica che il vento e la pioggia hanno sagomato dandole il classico profilo da scellerata fattucchiera.

Budelli
Budelli si trova a nord di Spargi ed è senz’ombra di dubbio la più famosa di tutte le isole minori, in quanto sulle sue coste sorge la spiaggia più singolare dell’intero Mediterraneo: la spiaggia Rosa.

Santa Maria
L’isola di Santa Maria si trova a nord est di Budelli ed è separata da Razzoli solo da un breve stretto. Arrivando dal lato sud dell’isola viene naturale avvicinarsi alla Cala Santa Maria, in cui si allunga l’arenile più bello ma anche più frequentato. Poco distante si trova il convento benedettino, edificato dai frati primi coloni dell’arcipelago e attualmente casa del pastore che opera sui terreni dell’isola.

Cala Spalmatore

Razzoli

L’isola di Razzoli è la più selvaggia tra le isole minori, con alte scogliere granitiche e una macchia mediterranea praticamente onnipresente, in cui spicca la candida radica. Il solo attracco possibile è sul lato est a Cala Lunga, dove si allunga la spiaggia omonima, l’unico reale arenile dell’isola.


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